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Aeroporto d’Abruzzo. M5s: «Saga, D’Alfonso, Pd: la truffa agli abruzzesi»

Le accuse dell’europarlamentare Daniela Aiuto alla politica abruzzese

Redazione Pdn

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Aeroporto d’Abruzzo. M5s: «Saga, D’Alfonso, Pd: la truffa agli abruzzesi»





ABRUZZO. «Esistono diversi modi per truffare i cittadini. Le nubi sopra l'aeroporto abruzzese di Pescara si stanno addensando a causa della cattiva gestione e della solita furbizia di chi si sente al di sopra di tutto e tutti».



L’eurodeputata Daniela Aiuto del Movimento 5 Stelle non si ferma e torna ancora una volta a parlare dell’aeroporto e lo fa con toni ben diversi e un pò più espliciti per cercare di far capire la posizione chiara del movimento.

«Noi siamo consapevoli dell'importanza che rivestono gli aeroporti regionali e le compagnie aeree che operano su di essi per lo sviluppo economico e sociale dei territori italiani ed europei», spiega Aiuto in un post pubblicato sui social e sui siti del movimento, «ma è altrettanto consapevole dell'enorme giro d'affari che si cela dietro molti degli accordi e dei finanziamenti elargiti "allegramente" e che incidono pesantemente sui bilanci regionali, togliendo risorse finanziarie ai servizi di primaria importanza. In questo momento Luciano D'Alfonso - PD, presidente della Regione Abruzzo - si sta proponendo in Europa come "salvatore" degli aeroporti regionali Europei. La verità è che sta cercando di coprire le magagne che per anni si sono perpetrate sia in Regione che in Saga S.p.a. (la società che gestisce lo scalo abruzzese) portando l'aeroporto alla situazione attuale, ossia allo stallo. La Commissione Europea non è più disposta ad accettare deroghe che hanno il sapore di truffe nei confronti dei contribuenti. Vediamo perché».

E, dopo le elezioni amministrative ce n’è anche per il Partito Democratico che «sta raggirando i cittadini e la Commissione, utilizzando gli "aiuti al funzionamento" per continuare a distorcere la concorrenza e limitare lo sviluppo dell'aeroporto stesso. Si sta utilizzando denaro pubblico per finanziare rotte già consolidate da più di 10 anni, in piena infrazione sia con la vecchia direttiva europea del 2005, sia con la nuova del 2014, che impongono lo stop dei finanziamenti delle vecchie tratte (in favore di nuove) dopo tre anni».

Poi Aiuto riprende quanto PrimaDaNoi.it aveva già raccontato e cioè che la Saga nel 2015 ha chiesto a Ryanair, con lettera confidential, che il numero di passeggeri non superasse le 500 mila unità. E questo perchè si doveva mettere un freno all'afflusso dei passeggeri (e quindi allo sviluppo dello scalo) affinché la Saga non ci rimettesse troppo in termini economici.

Il contratto stipulato nel 2009, rinnovato nel 2014 (con scadenza il 23 giugno 2016) predisposto da Ryanair, prevedeva che per ogni passeggero la Saga avrebbe corrisposto 6 euro fino a 500 mila passeggeri. Da 500.001 la tariffa sarebbe scattata a 7 euro, non calcolati sull'eccedenza ma sul totale complessivo. Quindi, per assurdo, un solo passeggero in più sarebbe costato 500 mila Euro. Un vero e proprio paradosso per una società che dovrebbe avere come principale obbiettivo quello di aumentare il numero di passeggeri.

Poi Aiuto ricorda meccanismi e divieti dei finanziamenti pubblici: «Nel 2015 la Regione ha varato due leggi per rimpinguare le casse della sua partecipata al 100% Saga S.p.a.: la prima L.R.19/2015 per "Ricapitalizzazione al funzionamento" di 7 milioni di Euro e la seconda L.R.40/2015 per "Aiuti al funzionamento" da 3 milioni di Euro, senza mai aver ottenuto approvazione da parte della Commissione Europea, come invece era obbligata a fare. Come sono stati spesi i soldi dei contribuenti? Ebbene, circa 7 milioni sono andati ad INPS e all'erario per addizionali dal 2009 al 2014 mai versate, ed il resto a Ryanair. Imbarazzante. Gli "aiuti al funzionamento" dovrebbero servire ad abbattere i costi di esercizio. Finora la Regione ha finanziato ogni sei mesi, per sei anni, la Saga, ma già pensa ad ulteriori 10 milioni dilazionati in tre anni: un pozzo senza fine. Dov'è il piano industriale, più volte reclamato dal Movimento 5 Stelle ma mai portato in visione pubblica?»

«Ad oggi è fondamentale che la Regione Abruzzo non si schianti contro la Commissione Europea», conclude Aiuto, «che di questo passo aprirà una procedura d'infrazione come già avvenuto in Sardegna nel 2013. Piuttosto che apostrofare la portavoce del M5S, invitiamo il Presidente a documentarsi in Europa sulle normative vigenti e ad adoperarsi per farle rispettare. Perché, presidente, espone la Regione Abruzzo ad una multa salata se non ha nulla da nascondere? I cittadini abruzzesi non meritano questo squallido teatrino, ma un aeroporto che funzioni, che riceva i giusti finanziamenti e che li spenda per quello che dev'essere fatto: la valorizzazione del territorio».