ACCOGLIENZA E PROBLEMI

Migranti ad Atessa, Fioriti (Coisp polizia): «sconvolgono la tranquillità del paese»

Oggni incontro con il prefetto per trovare soluzione alternativa

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Migranti ad Atessa, Fioriti (Coisp polizia): «sconvolgono la tranquillità del paese»

ATESSA. Oggi una delegazione del Comune di Atessa incontrerà il prefetto per cercare una soluzione alternativa alla sistemazione di migranti sul territorio atesino.

Ad aprile la prefettura ha comunicato al Comune che, nell’ambito della graduatoria provvisoria per l’affidamento del servizio di accoglienza dei cittadini stranieri, una delle cooperative partecipanti alla gara di assegnazione, la Cosmo, aveva indicato nella sua domanda, come struttura per l’accoglienza di 60 persone, l’albergo Il Mulino di Atessa, invitando il Comune a formulare eventuali osservazioni. L’amministrazione ha risposto che la struttura non è adeguata per mancanza di spazi esterni e di parcheggi; che i 60 posti sono eccessivi; e che per ottenere una nuova autorizzazione, necessita anche di adeguamenti alla nuova normativa antisismica.

Ma la Cosmo alla fine non si è aggiudicata la gara vinta invece dalla società Matrix che però non avrebbe indicato alcuna struttura di Atessa.

L’incontro di oggi dovrebbe servire a fare chiarezza sul caso.

«L’assegnazione di gruppi di migranti in piccoli paesi, come può essere il centro storico di Atessa con i suoi circa 3.000 abitanti, è veramente una soluzione insensata che, non di rado, sconvolge e confonde la sicurezza e tranquillità delle stesse località ospitanti», commenta Carmine Fioriti, vice presidente nazionale Coisp Polizia.

«Dico sicurezza- spiega Fioriti- perché tale problema, comunque, si manifesterà. Dico tranquillità perché, comunque, tale condizione preesistente, verrà inevitabilmente sconvolta dall’evolversi delle varie situazioni e dai lunghi tempi di attesa delle decisioni concernenti sia le accettazioni delle richieste e sia i ricorsi amministrativi intentati ( perché è giusto si sappia: alla persona cui non è stato concesso il permesso, viene data assistenza legale “gratis” per effetto del gratuito patrocinio, che raramente viene garantito a cittadini italiani veramente bisognosi).

«Or bene, - aggiunge Fioriti- sin tanto che i gruppi di richiedenti asilo vengono collocati in centri altamente abitati e soprattutto abituati a convivere con persone di varia provenienza, il problema della loro permanenza è sicuramente meno grave, o assolutamente inesistente, per effetto della moltitudine di persone, di servizi, di controlli esistenti. L’allocare, invece, gruppi di 30/40 e più migranti in Paesi piccoli, laddove il centro storico ha subito, in via naturale, un calo demografico notevole, riducendo la popolazione ad una media di età molto alta, non può che portare in quel paese scompiglio, paura, timore e confusione».

«Questo non perché chi arriva potrebbe essere portato a delinquere- spiega ancora Fioriti- ma per fatti connessi alla stessa natura della permanenza di costoro sul territorio. Essi, infatti, ripetono ormai un copione consolidato: arrivano tranquilli, silenziosi ed ossequiosi delle condizioni a cui hanno garantito (ammesso che abbiano compreso veramente ) rispetto, ma con il passar del tempo ed il non arrivo del permesso, la inquietudine comincia a manifestarsi palesemente. E, quindi, sciamano sul territorio del piccolo comune, nelle stradine dei vicoli, magari bighellonando soltanto, ma creando ovviamente preoccupazione tra gli abitanti indigeni che spiano dietro le persiane o le porte socchiuse e, non di rado, a causa di incomprensioni, si verifica qualche incidente, pur insignificante, che diventa, inevitabilmente, enorme per effetto del rimbombo, ed il danno è compiuto».

«Un po’ di buon senso, quindi, - conclude Fioriti -sulla sistemazione “temporanea” dei migranti, alla fine, annullerebbe sul nascere qualsiasi conflittualità e porrebbe i migranti in condizioni di meglio attendere l’evoluzione della loro richiesta di aiuto».