ABRUZZESI DIMENTICATI

Filoteo Di Renzo, il pittore abruzzese cresciuto in Argentina

«Dipingo per la gente non per i critici»

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Filoteo Di Renzo, il pittore abruzzese cresciuto in Argentina

ABRUZZO. Geremia Mancini, presidente onorario di "Ambasciatori della fame" ha riscopero la storia e la vita di Filoteo Di Renzo nato a Casalincontrada (CH) il 13 marzo 1903 da Antonio e Anna Fedela Troiani entrambi contadini.

Nel 1906 la famiglia Di Renzo, per cercare un futuro migliore, lasciò l’Abruzzo per emigrare verso l’Argentina dove si stabilì nella città di Bahia Blanca.

Saranno anni difficili per i Di Renzo che comunque migliorano le condizioni di vita e conoscono una qualche comodità. Così al piccolo Filoteo si aggiungono, anno dopo anno, altri fratelli e sorelle. Ma il crudele destino improvvisamente priva i ragazzi dei propri genitori. Filoteo non si perse d’animo e si dedicò ad ogni tipo di lavoro pur di prendersi cura dei suoi fratelli. Intanto continuò a coltivare la sua segreta passione e da pittore “autodidatta” si prestò a dipingere in ogni dove. Un giorno la fortuna bussò alla sua porta. Un’anziana signora, che aveva saputo della sua bravura nel dipingere, gli commissionò un importante lavoro all’interno della sua residenza. La donna rimase entusiasta del dipinto e una volta a conoscenza della povertà dell’artista decise di aiutarlo. I fratelli furono messi , a spese della signora, in un istituto e Filoteo potè così dedicarsi alla “sua” pittura.

Fu per lui un continuo crescendo di attenzione da parte dell’opinione pubblica. Meno, molto meno, da parte dei critici che Filoteo per il suo carattere diretto si era fatto nemici. Poco importava al tenace abruzzese che dirà: “vado per la mia strada. Dipingo non per i critici ma per la gente”. Aveva una capacità unica nel ritrarre persone, nel dipingere paesaggi o anche immagini sacre. Il suo “realismo” piaceva ed entusiasmava. Ma in lui covava uno spirito evidentemente diverso. E allora decise di abbracciare l’astrattismo. Ci si dedicò con passione e creò, insieme ad altri, una vera scuola di questo movimento artistico chiamato “Grupo Austral” . Di questo gruppo fecero parte Ubaldo Tognetti, Manuel Falzoni, Horacio Mercanti e Alejandro Costa. A questo scuola si avvicinarono e si formarono numerosi giovani artisti. Filoteo Di Renzo scrisse “Apuntes del arte local” con l’intento di ricostruire la storia delle arti di Bahia Blanca. Questo suo lavoro fu pubblicato dalla riviste “Museo” e "Storia dell'Arte" di Washington. Tra i suoi numerosi dipinti spiccano “Gethsemani” del 1960, “Corona de Espinas” del 1966 mentre alti sono custoditi presso il Museo de Arte Contemporaneo e la Biblioteca Popular Bernardino Rivadavia di Bahia Blanca e altri ancora in vari musei argentini.

Nel frattempo Filoteo Di Renzo era divenuto un riferimento culturale e un ineludibile riferimento per chiunque amasse l’arte.

L’ultima sua mostra, dopo alcuni anni di silenzio, è del 1974 quando espone alla Galería Apia sempre di Bahia Blanca. L’ultimo periodo lo dedica, quasi a ricordare la sua povera infanzia, a dipingere i quartieri più umili della sua città.

Nel 1975, fiaccato da dolorose vicende familiari, muore suicida.

I giornali locali lo ricordarono così «era uno dei nostri più importanti pittori, un uomo di grande cultura con una smisurata conoscenza della storia dell'arte». Lasciò alla comunità di Bahia Blanca la sua biblioteca personale di 1000 libri e oltre 2000 riviste e numerosi dipinti.