VERITA' INQUINATE

Balneazione Pescara, scatta un’altra denuncia contro il Comune

"Pescara Mi Piace" invia nuove carte alla procura

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Inquinamento. Dopo il monitoraggio la scoperta: il fiume inquina il mare

PESCARA. Sarà la Procura della Repubblica di Pescara a dover far luce sugli sversamenti che si verificano in mare quando piove troppo a causa dell’apertura dei sistemi di sicurezza per non mandare in tilt il depuratore.

Lo annuncia Armando Foschi, membro dell'Associazione 'Pescara - Mi piace', il quale, sottolineando che la città «merita trasparenza», annuncia l'invio in Procura delle carte e dichiarazioni di ieri del vicesindaco, ad integrazione dell'esposto presentato lo scorso mese.

Dunque una nuova denuncia sul caso che di certo contraddistinguerà questa stagione balneare.

Quando un mese fa erano stati sollevati i primi interrogativi sugli sversamenti diretti in mare il vicesindaco Del Vecchio spiegò che l’apertura del troppo pieno non significasse in realtà sversamento in mare, ma che le «acque erano state pretrattate attraverso un sistema di bypass prima di essere reimmesse nel fiume…una procedura che consente di trattarle in maniera diversa da quella a raggi ultravioletti a cui vengono sottoposte con il passaggio nel depuratore».

Ma l’associazione Pescara Mi piace presentò un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere chiarimenti: «oggi», contesta Armando Foschi, «scopriamo che anche quella era una bugia, esattamente com’è accaduto a luglio 2015, e che, come sapevamo, non esiste alcun ‘pretrattamento’ a valle del depuratore, tanto che al ripetersi della stessa identica situazione del 12 maggio, ieri, lo stesso vicesindaco ha annunciato la disposizione del divieti di balneazione».

Proprio il 12 maggio il gruppo che gestisce il depuratore di Pescara scrisse una nota che aveva per oggetto l’emergenza per la gestione delle acque di pioggia, e in cui si leggeva ‘Si comunica che, in data 12 maggio 2016, alle ore 11.50, a seguito di valori di portata addotta all’impianto di depurazione di Pescara superiori ai limiti progettuali previsti nell’autorizzazione allo scarico n.534 del 01/03/2013 e causati da sopravvenuti eventi meteorici, si è utilizzato il bypass posto a valle dei pre-trattamenti secondo quanto previsto dall’ILC 33/03 in Vs possesso».

La città non ha saputo nulla di quell’episodio, sino a quando non è venuta fuori la lettera che era chiara, ovvero: a causa della pioggia, nel depuratore di Pescara era arrivata una portata d’acqua superiore alle capacità progettuali dell’impianto, 4.301 metri cubi all’ora a fronte di una capacità di 3.750 metri cubi all’ora quale punta massima. Per questa ragione, era stato attivato il bypass posto a valle del pre-trattamento, parole che lasciavano supporre il verificarsi di uno sversamento in mare negato però dal vice sindaco.

E il problema si ripresenterà, inevitabilmente, uguale a se stesso ogni volta che pioverà.

Anche per questo Andrea Beradinelli di Fiba-Confesercenti ed il coordinatore Mario Troisi chiedono al Comune e all'Aca di predisporre da subito un piano straordinario per la realizzazione di un nuovo depuratore, e nel frattempo rendere gratuiti i parcheggi sul lungomare.

Il Movimento 5 Stelle, invece, non se la prende solo con il governo di centrosinistra ma punta il dito contro il centrodestra che ha amministrato la città nel periodo 2009-2014 e oggi chiede al Ministero dell’Ambiente il commissariamento: «il centrodestra è responsabile tanto quanto il centrosinistra di questa situazione di indifferenza durata anni nei confronti della salubrità dei nostri mari che ha danneggiato gravemente Pescara e la sua immagine di città di costiera, e ha danneggiato anche l'intera regione», sostengono i consiglieri regionali Marcozzi e Pettinari.

Ma Sospiri respinge le accuse e sottolinea che Pescara dal 2009 al 2014 «non ha mai vissuto un’emergenza balneazione tanto drammatica quanto quella odierna: al massimo avremo registrato uno o due sforamenti nel corso dell’estate e tutti, puntualmente, sono stati comunicati alla popolazione e sono stati apposti i cartelli di divieto di balneazione, mai nessuno ha tentato di insabbiare la vicenda com’è accaduto ora».

Una situazione certamente più tranquilla sebbene i problemi del depuratore già ci fossero.

E Sospiri se la prende pure con il deputato pentastellato Gianluca Vacca che ha previsto che la commissione parlamentare di inchiesta voluta da Forza Italia non sarà mai attivata in quanto la materia è di competenza di Comune e Regione.

«Dal deputato Vacca», gli risponde Sospiri, «mi aspetterei un minimo di conoscenza delle competenze parlamentari, che sono sempre sovraordinate rispetto a una Regione o a un Comune, ma evidentemente, nel suo studio delle procedure, non è ancora arrivato al secondo paragrafo del primo capitolo».

Dai 5 stelle non manca una stoccata anche al presidente D'Alfonso, che ricordano come tra le tante promesse elettorali ci aveva assicurato anche la "riconciliazione delle acque dolci con le acque salate": «è tempo che rispetti la promessa di acque pulite fatta agli abruzzesi. È stato eletto anche per questo».