CONCORRENZA SLEALE

Cartello dei distributori bevande. Multe per 100 mln, guai anche per Sogeda

Ditta abruzzese multata per 1,4 milioni di euro

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Cartello dei distributori bevande. Multe per 100 mln, guai anche per Sogeda

ABRUZZO. Con oltre 100 milioni di euro, l’Antitrust ha sanzionato i principali operatori della distribuzione automatica e semi-automatica (il cosiddetto vending) di alimenti e bevande e la loro associazione di categoria.

Tra le società sanzionate c’è anche la Sogeda di San Giovanni Teatino (amministratrice Antonella Allegrino, da settembre nel cda della Saga) multata per 1,4 mln di euro.

Le altre ditte sono Molinari, Dist.Illy, Aromi, Dolomatic e Govi (Gruppo Buonristoro); Ge.s.a, Gruppo Illiria, IVS Italia, Liomatic, Ovdamatic, Sellmat, SE.RI.M., Supermatic e l’associazione CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica).

L’accordo scoperto dall’Antitrust, volto a mantenere alto il livello dei prezzi e a preservare la redditività delle imprese di gestione, è consistito nella ripartizione del mercato e della clientela, nonché nel coordinamento in materia dei prezzi di vendita.

Le imprese di gestione parti del procedimento si definivano reciprocamente “concorrenti amici”, astenendosi dal presentare offerte l’una ai clienti dell’altra anche in occasione di gare, per effetto di un “patto di non belligeranza”.

L’intesa prevedeva un meccanismo di compensazione per restituire ai “concorrenti amici” clienti di valore equivalente (in termini di erogazioni) a quelli eventualmente sottratti nell’ambito dell’attività commerciale di ciascuna impresa.

Il coordinamento in materia di prezzi ha coinvolto direttamente anche l’associazione di categoria (Confida). Questo è consistito, è emerso durante i controlli, nel frenare condotte aggressive di prezzo da parte del mercato in occasione di eventi esterni (come, per esempio, l’adeguamento all’incremento dell’aliquota IVA dal 4 al 10% sui prodotti venduti nei distributori automatici) che rischiavano di mettere in pericolo l’equilibrio raggiunto dalle parti.

Confida, ricostruisce l’Antitrust, sarebbe stata «un tassello essenziale» a questo fine per l’estesa portata dei suoi interventi (circolari, comunicati stampa, incontri sul territorio, eccetera), nei confronti della generalità dei gestori operanti nel mercato nazionale.

L’intesa ha avuto attuazione e ha prodotto concreti effetti anticoncorrenziali, consentendo così alle imprese parti del procedimento di mantenere sostanzialmente stabili le proprie quote di mercato, quantomeno dal 2010 al 2014. Nonostante il periodo di crisi, inoltre, il prezzo di vendita dei principali prodotti erogati nel periodo 2008-2014 è aumentato in maniera più che proporzionale rispetto ai costi.

L’intesa complessa - unica e continuata - ha avuto inizio tra il 2007 e il 2008, benché le prime evidenze fossero anche anteriori a tali date. Secondo gli accertamenti dell’Autorità, l’intesa è durata almeno fino alla data delle ispezioni eseguite con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, tra il luglio 2014 e il marzo 2015, presso le sedi delle parti del procedimento.


LE EMAIL DI NON BELLIGERANZA

Da un documento prelevato presso Sogeda, consistente in uno scambio di vedute tra la stessa e Illiria in relazione ad un subappalto nell’area di Avezzano, si dà proprio conto di un contesto di collaborazione (“con confronti costruttivi e di reciproco sostegno” “con lo spirito “diamoci una mano a vicenda”) tra Illiria, Argenta, Buonristoro, IVS, Sogeda e altre società e riferisce della “scelta condivisa” che permette agli operatori «di confrontarsi periodicamente su un mercato spesso fatto da “squali” che probabilmente distruggeranno questo stupendo business…solo l’unione la condivisione lo spirito reciproco di collaborazione potrà tirarci fuori da questo periodo che reputo storico…quindi per evitare incomprensioni dobbiamo solo decidere se vuoi proseguire questa filosofia insieme a noi oppure reputi che non sia corretta (ne hai tutto il diritto) e in quel caso dovremmo cercare un nuovo partner sul tuo territorio»

Che vi siano accordi di non belligeranza da parte di Sogeda con i concorrenti “amici” è emerso chiaramente da una email del 21 marzo 2011 interna alla società in cui a fronte di un cliente servito da un concorrente non amico si legge: «questa volta non sono gli amici nostri».

In particolare, anche tra Sogeda e Liomatic emerge da una email del 28 luglio 2014 in cui Sogeda informa Liomatic che un cliente di quest’ultima le ha chiesto un’offerta per il servizio caldo-freddo.

Nel messaggio Sogeda informa Liomatic delle condizioni economiche che potrebbe praticare al cliente. E sempre Sogeda chiede a Liomatic come comportarsi in relazione ad una richiesta di offerta ricevuta dalla filiale di Ascoli Piceno della Banca d’Italia. Liomatic risponde comunicando prezzi ed erogazioni del cliente da lei servito.

Sempre nei rapporti con Liomatic un episodio del 2012, relativo alla sottrazione di un cliente di Sogeda, commentato in una email interna alla società: “hanno fatto in modo di prendere battute, per “poi” magari ridarcele piuttosto che lasciarci presso il cliente. A questo punto, presso il cliente non abbiamo più possibilità di restare a meno che loro non vanno a comunicarlo al cliente stesso […]”.

Evidenze di compensazioni tra le due società emergono da una email in cui si legge : “questo cliente nel 2009 lo abbiamo “passato” a Liomatic”.

a.l.