LA SCENEGGIATA

Aggressioni ai funzionari Terna? Procura chiede l’archiviazione: «nessuna violenza»

I cittadini denunciati penalmente dalla società

Redazione Pdn

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LANCIANO. La Procura di Lanciano ha presentato richiesta di archiviazione di tutti i procedimenti penali aperti a seguito delle denunce fatte dai funzionari di Terna dopo quanto accaduto l’8 luglio scorso in contrada Sant’Onofrio a Lanciano.

Secondo il procuratore capo della Repubblica Menditto che ha firmato la richiesta di archiviazione (prima di lasciare la Procura di Lanciano per prendere servizio a Tivoli), con la visione dei video e dei relativi singoli fotogrammi, sarebbe emerso che «la notizia di reato è infondata e, comunque, non ci sono elementi per sostenere l’accusa».

Sempre Menditto aggiunge che tutto accadde «sotto l’attento controllo delle forze dell’ordine che, non a caso, non ritennero di dovere intervenire. La situazione del resto, non sfociò in alcuna ulteriore “contesa” per la cura con cui i manifestanti evitarono contatti fisici confronti con i dipendenti Terna (pur potendo apparire la condotta del Pagliaro provocatoria), dimostrando di essere consapevoli dei doveri incombenti su chi esercita diritti costituzionalmente garantiti».

Sempre secondo il procuratore «le immagini evidenziano la cura con cui alcuni manifestanti si allontanarono dai dipendenti Terna appena costoro erano a terra, sottolineando a gran voce che non vi era loro responsabilità».

Dunque, si legge sempre nella richiesta di archiviazione, «manifestazione esercitata nei limiti consentiti, seppur in alcuni istanti (pochi) divenne teso il clima, con un confronto verbale con i dipendenti Terna sull’esercizio dei doveri e diritti dell’uno e dell’altro.

Di certo appare priva di qualsivoglia riscontro la ricostruzione offerta dai querelanti per cui “all'aggressione prendevano parte numerosi individui, tra cui Aurelio Del Bello, il quale poi si scagliava contro uno dei sottoscritti (De Luca) spingendolo a terra e sferrandogli poi alcuni pugni. Allo stesso tempo ulteriori facinorosi cominciarono a percuotere gli altri tecnici (Russo, Di Crescenzo e Pagliaro) con spintoni e schiaffi….»

Dunque nessuna violenza, anzi, aggiunge Menditto «se tensione ci fu, questa in parte derivò dalla condotta degli stessi funzionari Terna. I manifestanti non impedirono direttamente l’esercizio delle operazioni, tanto che il clima di tensione non degenerò e funzionari Terna continuarono a stare in loco nel pieno esercizio delle loro funzioni. Le immagini dei manifestanti, perfino dopo le condotte dei funzionari Terna che potevano apparire provocatorie, non evidenziano aggressività fisica e, così come avvenuto fino a quel momento, non è plausibile ritenere che abbiano “spaventato” o indotto i funzionari Terna o le forze dell’ordine, presenti in numero adeguato e dotate di grande professionalità a condotte imposte».

L’accusa spiega anche di aver ritenuto superfluo svolgere ulteriori indagini «in presenza delle univoche immagini e dei video che potranno essere esaminati da codesto Gip e sottoposti a vaglio critico dalle difese».

E il procuratore sottolinea la necessità di valutare l’eventuale presenza di elementi per l’iscrizione del reato di calunnia per i funzionari di Terna.

«Tutti i nodi vengono al pettine», commenta soddisfatto il perito Antonio Di Paquale. «La Magistratura di Lanciano trae le sue prime conclusioni che iniziano a rendere giustizia ai gravi fatti accaduti l’8 luglio 2015».

Sul fronte civile, invece non si registra nessuna novità: «la società Terna Rete Italia S.p.a», racconta ancora Di Pasquale, «va avanti apparentemente imperterrita con le mie 45 citazioni mentre continua a rinunciare, come prassi ormai consolidata, a quelle emesse nei confronti di Silvia Ferrante e dei proprietari dei terreni».