IN CRISI

Brioni, Lolli: «nessun licenziamento, ma più esodo incentivato»

Buon risultato, ma resta amarezza per sacrifici lavoratori

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Giovanni Lolli

Giovanni Lolli

PESCARA. «Non ci saranno licenziamenti e la mobilità volontaria incentivata a 32 mila euro verrà prorogata di altri due mesi».

Lo ha annunciato il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, al termine del tavolo nazionale presso il ministero dello Sviluppo economico sulla crisi della Brioni di Penne.

L'azienda vestina di fatto non avvierà le procedure di licenziamento, puntando invece sulla mobilità volontaria incentivata.

«Con il costante lavoro svolto fino ad oggi - commenta il vicepresidente Lolli - siamo riusciti ad evitare i licenziamenti e, soprattutto, a riportare l'azienda a ragionare su prospettive future attraverso un piano industriale in grado di rilanciare la realtà produttiva. Resta l'amarezza per i grandissimi sacrifici caricati sulle spalle dei lavoratori - continua Giovanni Lolli - sia per quelli che hanno accettato la riduzione dell'orario di lavoro e dunque del salario sia per quelli che hanno accettato l'uscita incentivata dall'azienda».

È comunque un dato incontrovertibile che la vertenza Brioni «è una delle vertenze più complesse condotte in tutti questi anni - sottolinea il Vicepresidente -. Si partiva dalla richiesta di 408 esuberi dichiarati dall'azienda su circa 500 addetti. In una parola, era alto il rischio di smantellamento della realtà produttiva».

Il tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico resta aperto e tornerà a riunirsi alla fine di luglio.

«In questo momento - conclude Giovanni Lolli - il mio ringraziamento va ai lavoratori e lavoratrici, alle Rsu e alle organizzazioni sindacali per la dignità e la grande responsabilità mostrata nel gestire la vicenda, ma anche all'azienda per la disponibilità mostrata nel raccogliere le proposte presentate sul tavolo».