LA PIAGA INFINITA

Appalto piazza d’Armi, c’è una denuncia alla Procura e una all’anticorruzione: «offerta anomala»

Firmata dal Meetup Beppe Grillo

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piazza D'Armi come sarà

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L’AQUILA. C’è una denuncia inviata alla Procura della Repubblica di L’Aquila, all’agenzia anticorruzione, al prefetto e alla Corte dei Conti sull’appalto per la realizzazione della nuova piazza d’Armi a L’Aquila.

La gara se l’è aggiudicata con il 60% del ribasso sulla base di partenza la società Rialto Costruzioni di San Tammaro, in provincia di Caserta.

Nelle ultime ore la senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, ha espresso perplessità per questa aggiudicazione avvenuta a seguito di un ribasso eccessivo.

Adesso, però, emerge che il Meetup Beppe Grillo e ComitatusAquilanus-Periferie unite hanno firmato un dettagliato esposto.

Nella denuncia si parla di «preoccupante ribasso» e «offerta palesemente anomala» sostenendo che non sarà possibile completare le opere con il 39% dei soldi (che coprirebbe la sola copertura del costo del materiale).

Sempre nella denuncia si ricorda che le nuove norme sugli appalti (D.L. 18.4.2016 n. 50) già entrate in vigore non consentono più tali esasperati ribassi. In un caso come questo, infatti, la soglia di anomalia massima tollerabile sarebbe stata intorni al 40 %.

Ma c’è anche un’altra contestazione. Nella denuncia, infatti, si sottolinea che i manufatti edilizi (soprattutto il parcheggio con annesse strutture commerciali) insistono su un’area presumibilmente interessata da discarica di rifiuti speciali e da vecchi depositi di carburanti.

«Sarebbe stata necessaria», si sottolinea nella denuncia, «una preventiva caratterizzazione con conseguente bonifica prima dell’aggiudicazione».

Anche questi lavori sono stati comunque già affidati (alla Tecno Bios srl) ma per la eterogeneità di opere da eseguire sarebbe stato opportuno dividere gli appalti, si legge nella denuncia: «tale divisione avrebbe, infatti, messo al sicuro da contenziosi l’esecuzione di tutte le opere (scavi, reinterri, semina prati e piantumazione di alberature), relative alla creazione del parco urbano».

Adesso questa aggiudicazione, secondo i firmatari della denuncia, viene ad esporre l’amministrazione comunale al blocco dei lavori («magari per procedere al risanamento delle aree interessate») e a conseguenti revisioni prezzi «con sicuri danni per l’erario e inevitabili ritardi nella realizzazione del “sospirato” parco».

Da qui la richiesta di intervento interdittivo da parte dell’Autorità di vigilanza sulla corruzione per annullare l’aggiudicazione e a riavviare l’appalto.

C’è poi anche un invito all’ Arta a verificare o a procedere ad un’immediata caratterizzazione delle aree finalizzata ad una messa a fuoco di tutti gli eventuali problemi di inquinamento con relativi conseguenti tempi e costi di bonifica.