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Bcc Castiglione, approvata fusione con Banca Teramo

Prima commerciale d’Abruzzo con 22 sportelli

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Bcc Castiglione, approvata fusione con Banca Teramo

Alfredo Savini


TERAMO. Il processo di acquisizione tra la BCC di Castiglione M. R. e Pianella con la Banca di Teramo di Credito Cooperativo è stato completato.

I soci di entrambe le realtà hanno espresso parere favorevole in due distinte assemblee che si sono svolte ieri (domenica 12 giugno 2016) una a Teramo, in mattinata, e l’altra a Castiglione, nel pomeriggio. La fusione ha dato vita a un'unica banca cooperativa con più di 35 mila clienti e 145 dipendenti.
Una acquisizione che trasforma l’istituto di credito presieduto da Alfredo Savini nella prima Banca di Credito Cooperativo d’Abruzzo sia per la raccolta diretta, superiore a 640 milioni, che per gli impieghi pari a 520 milioni.

Una realtà che può ora contare su una rete di 22 sportelli, in un territorio che si estende in due regioni e abbraccia 62 comuni: 37 in provincia di Teramo, 21 in provincia di Pescara, 1 in provincia di Chieti e 3 in provincia di Ascoli Piceno. Nella nuova area di competenza territoriale risiedono 692mila abitanti pari al più del 50% dell’intera regione Abruzzo.
La nuova banca gestirà masse amministrate pari a quasi 2 miliardi di euro e un patrimonio di 65 milioni di euro, dei quali ben oltre 30 milioni di “patrimonio libero” e un indice di solidità patrimoniale (Total Capital Ratio) di circa il 18%, ampiamente al di sopra dei requisiti minimi regolamentari e della media sia del sistema bancario che del sistema del credito cooperativo.
Il processo di fusione – i cui effetti inizieranno a decorrere dal 1 luglio 2016 – rappresenta un’importante opportunità di sviluppo della Banca nell’area territoriale della provincia di Teramo, nel rispetto dei principi cooperativi e della mutualità a favore dei soci e degli appartenenti alle comunità locali.

Tra gli interventi durante l’assemblea castiglionese, quello dell’economista Giuseppe Mauro che ha parlato di una «aggregazione mirata e oculata di una banca sana ed efficiente come da parere della Banca d’Italia».
«Sono molto soddisfatto della risposta da parte dei soci in merito alla fusione – ha dichiarato il presidente Alfredo Savini (presidente anche della Fedam e membro del consiglio nazionale di Federcasse) – resteremo una banca virtuosa, requisito necessario per mantenere maggiori spazi di autonomia come chiede la riforma del governo che porterà il Credito cooperativo ad avere un capogruppo e a essere il terzo gruppo bancario italiano. La nostra crescita è data dalla lungimiranza degli amministratori e dalle competenze dei dipendenti e con le professionalità acquisite costituiremo una grande squadra, così come sarà per il tessuto societario».