LA CONDANNA

Detenzione incompatibile di animali: condanna definitiva per il Circo Victor

Confermata la sentenza del tribunale di Chieti

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Detenzione incompatibile di animali: condanna definitiva per il Circo Victor


CHIETI. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del responsabile del Circo Victor e la confisca definitiva di tutti gli animali, respingendo il ricorso contro la condanna del Tribunale di Chieti del 3 aprile 2015 emessa ai sensi dell’articolo 727, comma 2, del Codice Penale, per detenzione incompatibile.


Il tribunale spiegava che il circo «deteneva animali, e segnatamente pitoni ed anaconda, un leone marino, n.4 alligatori, degli istrici africani, alcuni esemplari di rapaci ed altri volatili in gabbie ed in altre strutture di contenimento, inadeguate ed incompatibili rispetto alle caratteristiche etologiche delle singole specie e tali da produrre alle bestie gravi sofferenze».

Nel  gennaio 2012, infatti, gli animali furono sequestrati dagli agenti del Nirda del Corpo Forestale dello Stato, su disposizione della procura di Rieti, e il sequestro fu convalidato dalla Corte di Cassazione, con sentenza n° 1614-2012-000 del 12/7/2012, che rigettò l’istanza di dissequestro degli animali, presentata dal titolare del circo/mostra faunistica "Victor, lo Spettacolo delle Meraviglie", avvalorando la sentenza del Tribunale del Riesame di Rieti che confermava la decisione del Gip del Tribunale di Rieti, relativamente alla convalida del sequestro. Il titolare del circo era stato condannato anche dal Tribunale di Tivoli, nel settembre del 2014, e dal Tribunale di Pistoia ad aprile 2015.

«Non possiamo che esultare per questa pronuncia della Suprema Corte che mette finalmente la parola fine a un’estenuante vicenda giudiziaria che dura dal 2008, quando denunciammo per la prima volta il Circo Victor – dichiara la LAV – Gli animali, già ospitati presso strutture idonee, sono definitivamente salvi e non corrono più il rischio di tornare nella disponibilità di chi ne ha gravemente compromesso fisico e psiche».

Indubbiamente la sentenza rappresenta il definitivo riconoscimento delle argomentazioni presentate dalla LAV a supporto delle numerose denunce, avvalorate da pareri di medici veterinari.

«Una conferma della validità delle tesi dell’Associazione, nonostante il contrasto con i continui pareri positivi sulle condizioni degli animali, di Servizi veterinari pubblici di mezza Italia che ne autorizzavano via via gli attendamenti, nonché della difesa da parte di veterinari Sivae e Anmvi».

L’avvocato Michele Pezone del Foro di Chieti ha seguito la vicenda dal punto di vista legale.