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Assalto portavalori A14: rapinatori in fuga, ritrovate le auto

Sindacati: «aumentare livello sicurezza»

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Assalto portavalori A14: rapinatori in fuga, ritrovate le auto

TERAMO. L’assalto al portavalori sull’A14, mercoledì sera, è fallito solo per un imprevisto ma questo non è bastato per far tirare un sospiro di sollievo. Infatti si sono viste davvero scene di inaudita violenza che dovrebbero indurre a riflessioni e a maggiori forme di prevenzione.

L’assalto al portavalori nei pressi dei Giulianova è stato un evento brutale e violento con decine di colpi di arma da fuoco sparati, agenti sotto shock ed uno ferito. Poteva finire molto peggio.

Il furgone blindato della Fitist- Mondialpol è stato letteralmente rovesciato da un camion tra i caselli di Mosciano e Val Vibrata della A14 nel teramano: il blindato è stato affiancato da un camion con rimorchio sul quale stavano i rapinatori, che hanno costretto il portavalori a ribaltarsi sulla carreggiata. A qual punto sono stati esplosi dei colpi, almeno dieci. Con il furgone poggiato su un fianco i malviventi hanno provato a tagliare le lamiere con una mola, ma il disco si è spezzato e quel punto i rapinatori sono fuggiti su tre mezzi distinti abbandonando la rapina.

Ora è caccia ai rapinatori che sembra si sono volatilizzati, favoriti dal buio e dalla sicurezza di non essere seguiti per via aerea dalle forze di polizia che non utilizzano gli elicotteri di notte.

Intanto sono state ritrovate dalla Stradale tre automobili utilizzate per la fuga dai rapinatori.

I veicoli - un Land Rover, una Ford e una Opel - erano nei pressi di un'area di servizio, all'esterno dell'autostrada. Sono stati eseguiti tutti gli accertamenti da parte della Polizia scientifica, mentre proseguono le indagini sull' episodio, anche attraverso l'acquisizione delle immagini delle videocamere presenti in A14.

Il tratto autostradale è stato riaperto soltanto alle 4 di notte e sulla carreggiata nord su una sola corsia, dopo oltre 6 ore di interruzione, con deviazione sulla parallela statale Adriatica.

Le tre guardie giurate soccorse dal personale del 118, due in stato di choc e il terzo con ferite leggere all'addome con una decina di giorni di prognosi ciascuna.

Ieri mattina gli uomini della squadra mobile della questura di Teramo, diretti dal vicequestore aggiunto Gennaro Capasso, assieme a quelli della scientifica, hanno effettuato un altro sopralluogo sul luogo dell'assalto, per raccogliere ulteriori elementi che nell'oscurità della notte trascorsa potrebbero essere sfuggiti all'analisi.

«'L'assalto al furgone portavalori della pone sempre gli stessi interrogativi circa il trasporto valori, un attività in cui il rischio per i lavoratori è notevolmente più alto rispetto alle pur ingenti somme trasportate», scrive Vincenzo del Vicario, segretario nazionale del sindacato di settore Savip. «Chiediamo però», aggiunge, «che la Questura accerti quante ore di lavoro avessero già svolto le guardie giurate e quante dovessero ancora svolgerne e se tali turni di servizio siano compatibili con un servizio sicuro di trasporto valori. Sembra assurdo, in particolare, che i trasporti valori possano essere effettuati anche di notte, quando le condizioni favoriscono oggettivamente i criminali. Occorre anche che sia chiarito se i sistemi di sicurezza del furgone abbiano funzionato, con speciale riguardo a quelli che dovrebbero, mediante schiume polimeriche, impedire l'asportazione del danaro e a quelli che dovrebbero consentire, in caso di attacco, di far intervenire prontamente le Forze di polizia».

«I mezzi in dotazione», denuncia invece il sindacato Sap, «sono sempre più vecchi e con chilometraggi stratosferici, armi inadeguate come tipologia e volume di fuoco da quelle utilizzate da queste bande, gap assolutamente inefficaci a sopportare colpi esplosi da kalashnikov, mancanza totale di addestramento professionale da parte del personale nel tiro dinamico. A questo dobbiamo aggiungere che al personale della Stradale, per esempio non viene fornito il doppio caricatore e neppure auto semi blindate così come avviene, invece, per le volanti. In poche parole occorrono e non è più rinviabile adeguati sistemi di sicurezza.

Il portavalori aveva raccolto i proventi dei centri commerciali di Città S.Angelo (Pescara) ed era i ritardo di 40 minuti sulla tabella di marcia. Secondo gli investigatori il colpo ricorda quello compiuto nei mesi scorsi vicino Cesena.

«Ancora una volta fortunatamente l'equipaggio del mezzo è riuscito illeso dall'assalto», commenta la segreteria regionale Abruzzo di Ugl. «Speriamo che vengano fatti tutti gli accertamenti atti a verificare se il mezzo era in sicurezza e se erano attive tutte le misure previste dalla legge. Purtroppo a nulla sono servite le precedenti segnalazioni in cui chiedevamo un coordinamento congiunto tra le Prefetture abruzzesi al fine di unificare il servizio di trasporto valori che sta diventando sempre più pericoloso per gli operatori ma anche per i comuni cittadini che si trovano nelle vicinanze degli eventi. Ci auguriamo che nonostante il tentativo di delegittimazione dei sindacati da parte del governo centrale qualcuno intervenga per sanare definitivamente il problema delle guardie giurate e della loro qualifica che ad oggi non è diversa da quella di un operaio generico nonostante ricopra spesso mansioni similari a quelle di un pubblico ufficiale».