LA SVOLTA

L’Aca rinasce con il concordato: «società sana e virtuosa»

L’amministratore unico Di Baldassarre illustra cosa è stato fatto in due anni

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L’Aca rinasce con il concordato: «società sana e virtuosa»

PESCARA. Rinata senza morire, risorta dopo il martirio. L’Aca di oggi è stata dipinta come una società completamente risanata dopo gestioni scellerate che l’hanno dilaniata per anni e senza che nessun controllore (i sindaci e la Regione) muovesse un dito.

Ieri, 31 maggio 2015, il tribunale di Pescara (che ha avuto un ruolo fondamentale e imprescindibile con il giudice Anna Fortieri) ha accettato il concordato preventivo, primo caso in Italia a dispetto di una consolidata giurisprudenza che aveva decretato l’infallibilità della società in house. Così questa mattina per Vincenzo Di Baldassarre, amministratore unico dal 23 novembre 2013, è stato il giorno più bello perchè ha potuto illustrare quanto il suo gruppo ha fatto in questo periodo.

Dunque con il concordato l’Aca non fallisce, anche perchè sarebbe significato il tracollo per la gestione del servizio idrico che si sarebbe interrotto nel giro di dieci giorni (dicono) per mancanza di… liquidi.

Una storia che forse andrà nella giusta direzione se davvero ci sarà la voglia di mantenere una gestione accorta, quella che è sempre mancata all’Aca. A sentirle oggi le storie del passato ci si domanda come sia stato possibile fare tutto quello che è stato fatto rimanendo sostanzialmente impuniti  e senza nemmeno aver capito chi e perchè ha lasciato fare.

Ma Di Baldassarre ci ha tenuto a specificare che «l’Aca si costituirà sempre parte civile contro gli ex amministratori» ma i processi sono lunghi e la speranza che i buchi lasciati vengano ripianati è già morta da tempo.

Per ora la buona notizia per il “pubblico” è che la società Aca è stata risanata con 31 mln di euro in attivo, che potrà continuare a svolgere lavori di manutenzione e che per ora la tariffa dell’acqua non cambierà. L’altra buona notizia è che sono state sanate molte morosità e pendenze create quasi a sfregio come i dieci milioni di euro non pagati per l’energia elettrica e quattro gestori in attesa o il progect financing per la gestione e ampliamento del depuratore affidata dall’Ato a Di Vincenzo che ancora aspetta 9mln di euro e che è tra i creditori da soddisfare al 60%.

Ma perchè accadeva tutto questo?

Di Baldassarre alza le spalle e non risparmia parole dure ma generiche senza fare nemmeno un nome perchè quello è il passato…

Insieme a Baldassarre erano presenti in conferenza stampa l’advisor del piano, l'avvocato Sergio Della Rocca, storico consulente della società, il commercialista Andrea Di Prinzio, e la dirigente del servizio finanziario Rita Verzulli.

L’amministratore ha spiegato che il concordato «è un accordo con i creditori grazie al quale l'Aca ha evitato il fallimento e pagherà il 60 per cento dei debiti, mantenendo tutti i posti di lavoro e consentendo alle aziende di continuare a lavorare. Ma soprattutto col concordato l'acqua resterà in mani pubbliche. Neppure un euro di questo debito finirà in bolletta e inciderà sulle tariffe dell'acqua», ha precisato.

«Quando sono arrivato il 27 novembre del 2013», ha detto, «sapevo di trovare una situazione difficile ma la realtà si è rivelata peggiore di ogni previsione: l'Aca era un'azienda in forte crisi finanziaria e senza liquidità. Senza dignità in tutti i sensi e c’erano certi dipendenti che si vergognavano di lavorare qui. L'Aca che restituiro' ai sindaci e' un'azienda risanata, con risorse finanziarie e capacità organizzative, perfettamente in grado di fronteggiare le emergenze: se un incidente come quello di via Raiale a Pescara fosse capitato nel 2013, l'Aca non avrebbe saputo ne' potuto gestirlo».

«Nel 2013 le casse erano azzerate», ha proseguito, «ora l'Aca ha 31 milioni di euro, un accantonamento che è stato possibile grazie ai tagli effettuati a partire dal 2014 (4 milioni e 700 mila euro)e nel 2015 (altri due milioni) che hanno riguardato consulenze, appalti, spese del personale», ha aggiunto Di Baldassarre.

«In questi due anni e mezzo», ha continuato, «abbiamo pagato tutti i fornitori per 50 milioni. Abbiamo rimborsato i mutui e restituiti soldi all'Ato. Nel 2014 riattivato vecchi cantieri per 2,5 milioni e nuovi per 1,4 milioni. Nel 2015 abbiamo fatto partire il Dk 15 e il depuratore di Valle Anzuca a Francavilla al Mare (Chieti). Sul Dk 15 abbiamo recuperato un'opera appaltata dal 2008 e che era ferma. Daremo le chiavi di questa opera a luglio al Comune di Pescara. Il Dk 15 parte da Villareia di Cepagatti e arriva a Pescara per intercettare gli scarichi sul Pescara. Era un lavoro atteso e rappresenta tappa fondamentale per la lotta all'inquinamento che ci coinvolge tutti. Ma il problema dell'inquinamento non è il depuratore, sempre monitorato, ma l'asta fluviale. Il risanamento ci ha consentito - ha detto ancora Di Baldassarre - di accedere ai Fondi Fas per 1,9 milioni e questo ci permetterà di far partire 18 nuovi depuratori. Il 2017 ci farà chiudere questi lavori. Attraverso il masterplan Abruzzo attiveremo nuove procedure e chiuderemo diversi progetti posti in essere. La capacità finanziaria di Aca ci ha permesso anche di risolvere il problema di via Raiale (crollo del muro dell'asse attrezzato e della conduttura), ma soprattutto economie con tagli di 4,7 milioni di euro nel 2014 e 2,9 nel 2015».

«Oggi l'Aca - ha concluso l'amministratore unico - può avere 31 milioni di euro nella sua disponibilità, dopo aver pagato fornitori e portato avanti e concluso progetti. Soldi che ci permetteranno entro i prossimi cinque anni la parità assoluta».

Particolarmente orgoglioso del risultato è l’avvocato Sergio Della Rocca che in un primo momento era scettico circa l’ipotesi di richiedere il concordato ma poi dice di aver cambiato convintamente idea ed ora gongola al pensiero di aver avuto la meglio contro studi legali blasonati di grandi industrie e banche che invece pretendevano di essere pagati interamente e volevano il fallimento di Aca.

«Il provvedimento, motivato sulla scorta dei principi nazionali e comunitari che sanciscono l'applicabilità delle regole societarie anche alle "in house providing"», ha spiegato Della Rocca, «si mostra in linea con la riforma contenuta nel decreto legislativo Madia sulle partecipate, approvato dal Consiglio dei ministri il 20-1-2016».

Di Baldassarre ad inizio conferenza ha ringraziato il tribunale di Pescara e la procura che ha appoggiato la strada del concordato e creduto nel risanamento possibile.

Da oggi, però, si comincia un altro viaggio verso una gestione sostenibile nel pieno interesse pubblico e si vedrà davvero se le cose sono cambiate. Intanto continuano a sanguinare  le piaghe delle emergenze più stringenti come la depurazione con una serie di lavori in parte già affidati che mirano alla perfetta gestione e manutenzione degli impianti per evitare che scoli selvaggi  e cattivi funzionamento possano contribuire a sporcare il mare, risorsa primaria.

Alessandro Biancardi

ACA DUE ANNI CONCORDATO PREVENTIVO 2014-2016