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Sevel, più straordinari e spariscono le ferie ad agosto. «Spremuti come limoni»

La Fiom protesta

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Sevel, più straordinari e spariscono le ferie ad agosto. «Spremuti come limoni»

Sevel

ATESSA.  Nella giornata di ieri la Sevel ha comunicato alla Rsa la decisione di procedere verso l’attivazione di un nuovo lotto di straordinari: altri cinque turni di lavoro nel mese di giugno.

Questa decisione segue la scelta di non garantire più le ferie nel periodo ideale, agosto. Precedentemente la Fiom aveva denunciato l’aumento dei carichi di lavoro, la riduzione delle pause, la cancellazione di tante postazioni a basso carico lavorativo e la riduzione del salario che per effetto della contrattazione di gruppo comincia a farsi sentire sui redditi delle famiglie.

«Tutto ciò è inaccettabile», denuncia Davide Labbrozzi, «ormai nella più grande fabbrica della nostra regione è sparito il concetto della vita lavorativa sana».

La Fiom ritiene che costringere le persone ad andare in ferie a giugno ed a ottobre significhi «rovinare la vita delle famiglie, da sempre abituate a riposare nel mese più caldo e maggiormente desiderato da tutti per le tradizioni del territorio, il mese di agosto»

Obbligare le persone ad effettuare lo straordinario in maniera sistematica e nei mesi particolarmente caldi corrisponde «a  devastare la condizione fisica di chi non ce la fa più».

«La politica di contenimento dei salari», aggiunge Labbrozzi, «sta impoverendo le famiglie di chi tanto lavora e poco guadagna. Se facciamo un paragone con coloro che lavorano in altre aziende metalmeccaniche scopriamo che mancano nelle buste paga dei lavoratori Sevel circa 75 Euro mese;

l’aumento dei carichi di lavoro, la riduzione delle pause, la cancellazione delle postazioni con minore carico lavorativo ha ormai generato un gravissima difficoltà psicofisica che mai si era verificata in questa azienda, fabbrica rappresentata dalla stessa Sevel e dai sindacati firmatari di tutti gli accordi aziendali, come il fiore all’occhiello del territorio».

 La Fiom ritiene sia giunto il momento di aprire una discussione per comprendere bene come l’Azienda del furgone possa rimettere al centro della sua strategia il valore della vita: «non nasciamo per produrre, nasciamo per vivere e lavoriamo per farlo meglio e con dignità. Se nei luoghi di lavoro manca la dignità, qualità non può esserci nella vita sociale di tutti i giorni».

 La Fiom esprime la massima contrarietà alla gestione Sevel: «mancano assunzioni, manca l’equità sociale, manca il rispetto nei confronti di chi non ce la fa più. Chiediamo di aprire urgentemente un tavolo di discussione per pianificare urgentemente un percorso di assunzioni e di riduzione del sacrificio generale che ormai da tanto l’Azienda continua a chiedere in maniera ripetuta ed insistente».