CARTE E CHIACCHIERE

Ecco la convenzione tra Asl e Maltauro: così il privato si garantisce miliardi e certezze

Ancora scontri sotterranei sulla consulenza della Asl. Si procede con l’adeguamento dell’accordo

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D’Alfonso e Paolucci vogliono il maxi ospedale di Maltauro: epidemia tra gli assessori

Nuovo ospedale di Chieti

ABRUZZO. Sono giorni cruciali per l’accantonamento definitivo dell’accordo di programma siglato Maltauro o per il suo definitivo decollo. A parte qualche schermaglia poco incisiva resistono le posizioni assunte ed i muri di gomma sui quali rimbalzano richieste di trasparenza e vera condivisione. E c’è chi intravede uno scontro un pò addomesticato tra Asl di Chieti e Regione Abruzzo nella persona del presidente D’Alfonso (ma non dell’assessore Paolucci) e chi, invece, inizia a scommettere in una parola definitiva dell’Agenzia anticorruzione di Cantone che pure è stata evocata un pò da tutti.  

La tensione è alta, tanto che lo stesso presidente si lascia andare in lenzuolate di post su Facebook che non sembrano sortire entusiasmi nemmeno nei suoi amici-sostenitori anche perchè di novità ce ne sono poche. L’ultima ha riguardato la consulenza a sorpresa (e la cui nomina non è stata pubblicata) che il manager Asl, Pasquale Flacco, ha affidato al super esperto Marco Cerritelli, di un noto studio internazionale ed uno dei massimi esperti proprio di progetti di finanza.

Quando nella ultima riunione D’Alfonso ha saputo dell’esistenza di questa consulenza -e soprattutto degli esiti- pare che non abbia reagito molto bene intimando curriculum vitae al quieto avvocato che pare sia stato impeccabile.

Il nervosismo traspare appena dal social network dove il presidente-spingitore attacca Mauro Febbo che ha parlato di 3 miliardi di euro in 30 anni girati al privato per gli affidamenti dei servizi.

«Sento favoleggiare su 3 miliardi di euro che il privato, in 30 anni, incasserebbe da questa operazione ma non capisco tanto rumore su questa cifra: è quella che la Asl, in ogni caso, spenderebbe per i servizi afferenti al nosocomio teatino, sulla stima dei contratti già in essere oggi», spiega D’Alfonso, «Con questo project financing, a quella somma andrebbe scomputato il valore patrimoniale di un nuovo ospedale, oltre ad altri costi indiretti legati al miglioramento e all'efficientamento dei servizi sanitari all'utenza. Mi pare aritmeticamente evidente il vantaggio per i cittadini, senza tema di smentita da parte di chiunque».

Il presidente poi non ha bisogno di contro-consulenze e, da esperto qual è, bacchetta Cerritelli proprio sul punto centrale: quello dell’affidamento di una serie di servizi non strettamente connessi con la costruzione dell’opera: «non è vero».

D’Alfonso poi alza il telefono ed ordina al manager Flacco di rilasciare una nota sullo stesso argomento (innescato da un articolo de Il Centro) che ha lo stesso tenore lasciando intendere una certa sintonia tra i due.

Da quello che si capisce l’ostacolo della consulenza sarà superato ampiamente nella riscrittura di parti dell’accordo,  conseguenza del cambiamento delle norme. Un restyling o rinfrescata di tutto il pacchetto per evitare grossolani svarioni formali. Resta di capire come e quanto cambieranno i termini dell’accordo.

Dunque l’accordo che pubblichiamo qui sotto potrebbe essere modificato, sta di fatto che proprio questo documento appare come cemento armato per i privati e sabbie mobili per il pubblico. In decine di pagine vengono puntellate certezze per gli imprenditori costituitisi in Ati fino a ridurre a percentuale irrisoria il rischio d’impresa.  

Però è un fatto che senza i “pozzangheristi” dell’opposizione di centrodestra e M5s l’accordo sarebbe già stato firmato da un pezzo.

    MARCOZZI (M5S): «APPROSSIMAZIONE E DRAMMATICO SPRECO DI RISORSE»  

«Sono mesi che il M5S denuncia il drammatico spreco di denaro pubblico che si consumerebbe approvando il project financing», commenta Sara Marcozzi (M5s), « e solo a sentire il nome Maltauro i dirigenti dovrebbero saltare dalle sedie, visti i trascorsi giudiziari nelle inchieste EXPO e MOSE. Lo scorso marzo abbiamo fornito nel corso di una conferenza stampa numeri e dati precisi e incidenza sulle casse della ASL e della Regione - continua Marcozzi - abbiamo scritto due diverse missive al presidente D'Alfonso, a tutta la Giunta e a tutti i dirigenti regionali e della ASL coinvolti per competenza nel progetto, per invitarli ad un ripensamento sull'opera, ed evidentemente qualche dirigente se ne è convinto, eppure sembra ancora esserci qualcuno che cerca di confondere le acque. Per questo abbiamo deciso di cristallizzare tutte le criticità dell'opera e le nostre riflessioni e chiedere un consiglio straordinario ad hoc».

«Il totale dei canoni che la ASL sborserà all’ATI capeggiata dalla Maltauro è pari a 3,2 miliardi per 30 anni e non, come erroneamente riportato dal Presidente D’Alfonso, 3 Miliardi. Non trattandosi di soldi suoi, probabilmente li tratta con approssimazione, ma 200 milioni di euro sono esattamente la somma che occorre per costruire il nuovo ospedale, non proprio spiccioli».

«Resto oltremodo incredula a leggere le dichiarazioni del direttore Flacco e del Presidente D’Alfonso che sembrano confermare le mie impressioni iniziali – dichiara Sara Marcozzi – sembrano parlare di documenti che non hanno neanche letto esponendo la sanità abruzzese a grossi rischi».

«Si spendono risorse per richiedere pareri che dovrebbero essere prodotti dai dirigenti già lautamente pagati dell’ufficio legale della ASL – dice Marcozzi -per poi non tenerne conto se contrari alla volontà politica. Siamo all’assurdo!»


FEBBO: «TERMINI CONTRATTUALI FUORI DAL MONDO»  

«La proposta come formulata, dal punto di vista economico-finanziario andava sicuramente censurata», commenta invece Mauro Febbo (Fi), «oggi non è possibile neanche analizzare una proposta finanziaria con un TASSO D'INTERESSE del 6,25% (pag. 24) che viene determinato tenendo conto del tasso base pari al 3,40% (BTP a 10 anni) e del margine pari al 2,85% costante per tutto il periodo del debito (pag.22). Voglio ricordare che Cassa Depositi e Prestiti concede agli Enti e alle Pubbliche amministrazioni mutui all’1% mentre Banca Intesa applica un tasso tra l’1,15 e l’1,75%.  È come non sottolineare la valutazione del Btp decennale a 3,40 % a fronte di quello reale dell'1,46 % e del marginale 2,85 % quando basta andare  a pag. 36 de “Il Sole 24 ore” di oggi e verificare che è dello 0,25 %: senza parole».

Febbo poi contesta il valore aggiunto che toccherebbe al privato pari al 19% e l’incremento annuo del costo delle prestazioni di 2% fisso ogni anno.

«Si concede un affidamento certo di 3,3 mld per ben 30 anni e si prevede un incremento annuo del 2% in un momento dove gli indici Istat hanno segno negativo e tutti gli esperti parlano di deflazione. Ma qualcuno ha veramente letto il progetto?».

MALTAURO Proposta Di Convenzione CHIETI by PrimaDaNoi.it