IL PERCORSO

Banche: ad Nuova Carichieti: «a lavoro per ricostruire fiducia»

«Buona posizione liquidità ci fa guardare a futuro con speranza»

Redazione Pdn

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Banche: ad Nuova Carichieti: «a lavoro per ricostruire fiducia»

Roberto Nicastro



CHIETI. «Il rapporto di fiducia va ricostruito giorno dopo giorno con iniziative che devono cercare di toccare l'animo e la sensibilità di un territorio. Se scelte del passato hanno rotto i nessi territoriali, noi questi nessi dobbiamo ricostruirli».

Lo ha detto l'amministratore delegato di Nuova Carichieti, Salvatore Immordino, sottolineando che «la buona posizione di liquidità ci consente di guardare al futuro in maniera più speranzosa».

A margine dell'iniziativa 'Quotidiano in classe’ che, organizzata dall'Osservatorio Giovani Editori in collaborazione con le Good Bank di Nicastro, si è svolta al liceo 'Masci’ di Chieti, Immordino ha sottolineato l'importanza di eventi come quello odierno, per «rendere i cittadini vicini e consapevoli delle nostre attività; un percorso lungo, ma virtuoso.

«C'è bisogno di banche del territorio, c'è bisogno di banche che siano vicine alle persone, alle imprese e alle famiglie», ha osservato. «Carichieti - ha aggiunto l'amministratore delegato - delle quattro banche è quella che ha avuto l'impatto mediatico minore. Anche perché i nostri numeri sono ridotti e speriamo anche che i provvedimenti del Governo riescano ad attenuare in maniera significativa il disagio di 720 obbligazionisti subordinati. Speriamo che con i provvedimenti del Ministero il 60-70% di questi numeri si decongestioni, poi gli altri hanno la libera facoltà di ricorrere all'arbitrato qualora abbiano idea di aver subito una cattiva vendita».

«La banca - ha concluso - ha una buona posizione di liquidità, è pronta con tutta una serie di nuovi prodotti sia in ambito di gestione del risparmio sia per dare sostegno all'economia del territorio, delle famiglie e delle imprese».

Adesso la Banca d'Italia sceglierà tra le offerte non vincolanti quali ammettere a data room; da lì poi si andrà avanti con le offerte vincolanti e poi con la cessione entro l'estate. Una decina, come ha detto più volte il presidente Nicastro, i potenziali acquirenti, sia nazionali sia esteri, anche con una discreta presenza dei private equity internazionali di alto livello che già hanno operato nel settore finanziario.

Maria Pierdicchi, consigliere indipendente delle quattro Good Bank ha poi spiegato: «certamente andranno a vedere le offerte più interessanti e più promettenti dal punto di vista della continuità e del valore che dobbiamo giustamente retrocedere a chi ha finanziato questa operazione. L'importante - ha sottolineato - è che il processo continui, che vada avanti attraverso la trasparenza, la competitività e la massima tutela che la comunità europea ci ha richiesto e a cui noi e il fondo di risoluzione, come azionista, ci stiamo attendendo».


LE PERPLESSITA’ DEI SINDACATI


Sono però molteplici le perplessità dei sindacati e nella fattispecie della Cgil soprattutto riguardo alla vendita dei crediti deteriorati.

Secondo quanto è emerso infatti la società cessionaria dei crediti in sofferenza sta predisponendo le informazioni necessarie per la loro vendita su base competitiva; l’operazione potrà contribuire allo sviluppo di un mercato dei prestiti deteriorati nel nostro paese.

Significa che i crediti deteriorati e svalutati al 17% sono destinati integralmente alla vendita.


«A chi e con quali criteri e condizioni?», si domanda la Fisac, «Si stanno valutando gli effetti della vendita dei crediti deteriorati sull’economia reale, sulle imprese e le famiglie ? Non tutti i prestiti deteriorati sono uguali. Si è valutato un possibile interesse da parte dei potenziali acquirenti delle 4 Nuove banche?»  

Ma tornando alla vendita delle 4 nuove banche oggi il governatore di Bankitalia, Visco, ha spiegato che «La procedura di cessione di queste banche sul mercato è in fase avanzata; segue rigorosi criteri di trasparenza, imparzialità e concorrenza; se ne prevede la chiusura nel corso dell’estate».

«Quali sono i criteri adottati dall’ Autorità di risoluzione, proprietaria delle 4 Nuove Banche? Quali sono le condizioni poste ai potenziali acquirenti invitati alla “data room”? Quale peso avranno nella selezione delle offerte le ricadute sui territori e sui lavoratori?», si domanda il sindacato, «pPacatamente ma con fermezza chiediamo ancora una volta all’Autorità di Risoluzione, proprietaria delle 4 Nuove Banche, alle Autonomie locali, alle Associazioni economiche e sociali del territorio: Quale progetto per il territorio, quale ruolo per le 4 Nuove banche che continuano a presidiare, nonostante tutto, una “ fetta “ importante del nostro Paese ? E quale risposta all’occupazione ( diretta e indiretta ) , vero volano dell’economia?»