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Pescara, dopo l’acqua ora c’è anche l’emergenza parcheggi

Si pensa ad utilizzare la strada parco

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PARCHEGGI PESCARA


PESCARA. In queste settimane si è riproposta la problematica relativa alla disponibilità dei parcheggi estivi per la zona nord del litorale cittadino, a servizio della stagione balneare.

Un problema acuito dall’attuale condizione delle acque di balneazione. Così, attualmente il Comune si trova nell’impossibilità di fare fronte sia alla normale richiesta di posti auto, a causa dell’indisponibilità delle aree concesse in passato per la non utilizzazione dello spazio delle Naiadi, sia all’ipotesi di usufruire di ulteriori aree demaniali, perché non si è ancora definito il trasferimento completo delle aree. Dunque i soli spazi dell’ex Enaip non basteranno di certo a soddisfare il bisogno della zona.

Considerato che il Comune ha riacquisito la disponibilità della strada parco, dove si è ritrasferito il mercato, in attesa che si definisca la destinazione finale di sede di trasporto pubblico sostenibile, l’Amministrazione sta considerando l’ipotesi di utilizzare allo scopo parte della strada parco nei fine settimana e nel periodo di maggiore affluenza, ad agosto.

La strada è stata utilizzata negli anni scorsi anche dalla giunta di centrodestra di Luigi Albore Mascia e in quel caso il centrosinistra aveva protestato con veemenza.

«Questa eventualità», spiega Del Vecchio, «l’abbiamo subito condivisa con le associazioni a tutela dell’ex tracciato, che hanno preso atto dell’emergenza e alle quali abbiamo chiarito che tale utilizzo non cambia l’idea che l’Amministrazione ha di utilizzo sostenibile di quelle aree, ma che si tratta di una scelta temporanea e dettata solo dall’urgenza di affrontare un problema di mobilità che può causare disagi alla cittadinanza e ai turisti».

Ma il M5S contesta il provvedimento. «Non si puà fare»; commenta la consigliera comunale Erika Alessandrini. «Questa amministrazione di centrosinistra ha fatto una campagna elettorale strizzando gli occhi a ciclisti, ambientalisti e a tutti coloro che credono in un cambio di mentalità che si rivolga verso la sostenibilità e la valorizzazione di una mobilità alternativa. E invece, ora che è al governo, si contraddice e continua a mortificare le risorse con cui Pescara, invece, potrebbe diventare davvero una città all'avanguardia».

Ma proprio per questa posizione oggi Alessandrini è stata aggredita in Commissione, come racconta su Facebook Enrica Sabatini. Un consigliere comunale ci ha detto «usate la gonna per rompere i coglionI», ma anche «se non stai zitta, ti butto dalla finestra», «presidente la cacci», «stai zitta e vatti a sedere» Ovviamente nessuno ha stigmatizzato le frasi pesantissime chiedendone le scuse, ma il presidente in primis si è limitato a dire "smettetela tutti e due altrimenti non andiamo avanti". Qualcuno ha chiuso anche le porte dell'aula».



ANCHE I COMITATI DICONO NO


Ma l’idea del parcheggio sulla Strada Parco non piace nemmeno ai Comitati Utenti Strada Parco, Ventimilametricubi e "Oltre il Gazebo" che parlano di «passo indietro» rispetto alla posizione storica del partito di maggioranza relativa, da sempre contrario all'utilizzo della Strada Parco con finalità di parcheggio.
Secondo i comitati la via più giusta sarebbe quella di istituire un servizio di navetta tra le aree di risulta e i lungomare Nord e Sud, utilizzando allo scopo un veicolo elettrico dotato di batterie di ultima generazione a inquinamento zero.

Soluzione, che dovrà essere resa praticabile già dal prossimo anno;
«Non è più rinviabile l'opera di riqualificazione della Strada Parco, deturpata dai lavori inutili e irregolari della fallita filovia Pescara – Montesilvano», insistono i comitati, «onde consentirne il rafforzamento della infungibile funzione sociale che la stessa ha assunto da circa un ventennio, insieme al suo definitivo inserimento nelle rete interconnessa di piste ciclabili da istituire in conformità ai disegni dell'Amministrazione, di cui al programmato piano urbano della mobilità sostenibile».

L’idea piace invece al Sib/Confcommercio: «si tratta di un provvedimento facile da attuare che negli anni in cui è stato sperimentato ha dimostrato di dare grandi benefici soprattutto alle famiglie con figli piccoli che sono obbligate ad utilizzare l’auto per recarsi al mare», commenta Riccardo Padovano.