LA DENUNCIA

Gran Sasso Spa e Centro Mobile. Confartigianato, «un fallimento»

Conti scoperti e fondi Fas mai arrivati

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Gran Sasso Spa e Centro Mobile. Confartigianato, «un fallimento»

TERAMO. «Otto miliardi di vecchie lire buttati al vento».

Così Confartigianato imprese Teramo definisce il progetto di rilancio della montagna Teramana che spinse la Giunta Camerale dell'epoca a la Provincia di Teramo a sottoscrivere un mutuo per 4 miliardi di vecchie lire cadauno finalizzate alla sostituzione degli impianti di risalita obsoleti e non piu' a norme e per la realizzazione di nuovi impianti aggiuntivi a quelli esistenti.

Una ovovia che dalla Madonnina portava al Passo Sella dei due Corni per poter poi riscendere con gli sci su prati di Campo Pericoli fino ai Prati di Tivo. Questo era il progetto ma «i miliardi sono stati spesi per acquistare battipista e motoslitte ed altro che nulla avevano a che vedere per il rilancio della nostra montagna in quando le attrezzature le doveva portare la societa' aggiudicatrice dell'appalto».

Le responsabilita' - a detta dell'associazione - sono da imputare a chi ha speso quei miliardi e a chi successivamente ha acceso uno scoperto di conto corrente per oltre 10 milioni senza assicurazioni alcune sull'erogazione di fondi FAS promessi ma mai arrivati o se sono arrivati sono arrivati troppo tardi, in quanto questo scoperto di conto corrente bancario e' costato un mare di interessi e quindi uno sperpero di danaro pubblico.

Purtroppo errori su errori, senza avere i soldi hanno realizzato una cabinovia superdimensionata per la realta' del luogo.

Ora il presidente della Provincia Di Sabatino annuncia di voler mettere in liquidazione la societa' Gran Sasso Spa. A questa notizia si aggiunge che anche il centro Fieristico del Mobile di Mosciano S. Angelo e' stato messo in liquidazione dalla Camera di Commercio di Teramo.

Ma andiamo a vedere la gestione del Centro Fieristico del Mobile costruito strategicamente a Mosciano S. Angelo in prossimita' dell'uscita autostradale A14 che doveva essere la vetrina dell'imprenditorialita' della Provincia di Teramo.

«Una struttura - osserva la Confartigianato - che quasi completamente e' stata data in comodato gratuito all'Universita' di Teramo prima dal presidente Di Paola per 3 anni per quasi il 50% dell'immobile e successivamente quasi tutta dal presidente Giustino di Carlantonio per gli anni successivi, decisione presa con il voto contrario del nostro presidente Di Marzio allora componente di Giunta. Una struttura che non ha prodotto entrate ma che e' vissuta per tanti anni solo con finanziamenti della CCIAA di Teramo e del Comune di Mosciano. La sua fine era stata gia' decisa dalla giunta dell'epoca. Non e' possibile che una struttura moderna, strategicamente ubicata all'uscita di Mosciano venga messa in liquidazione quando guarda caso tutte le altre strutture private fanno affari. Chi paga tutti questi danni? Si spera che gli organi preposti a controllare vadano a verificare se quanto evidenziato risulta vero e se e' vero prendere i provvedimenti del caso». L'associazione si chiede, infine, se non sia il caso, «visti questi risultati maturati, che tutti i componenti la Giunta camerale rassegnino le loro dimissioni».