LA PROTESTA

Autostrade, stato di agitazione dei lavoratori per il mancato rinnovo dei contratti

Sindacati non escludono sciopero

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AUTOSTRADA

ABRUZZO. A quando i dividendi ai lavoratori? Stato d’agitazione dei lavoratori Autostradali che non hanno più intenzione di aspettare ancora a lungo il rinnovo del contratto di lavoro scaduto ormai da cinque mesi e che andava rinnovato entro il 31 dicembre 2015.

«Non riusciamo a trovare giustificazioni valide al passare del tempo se non quello di dilazionare e rinviare il giusto riconoscimento economico al fattore lavoro», contestano le segreterie nazionali.

Il settore è uscito da diverso tempo dalla crisi, con traffico e ricavi in forte aumento, con bilanci approvati che hanno certificato redditività e produttività e importanti utili che hanno sicuramente soddisfatto tutti gli azionisti.
Le trattative per il rinnovo sono in una fase di stallo, nonostante gli sforzi prodotti al tavolo le posizioni sono ancora distanti.

Le aziende specialmente sulla parte economica esprimono posizioni giudicate dai sindacati «provocatorie e insostenibili»: «invece di riconoscere l’apporto fondamentale dei lavoratori e condividere un giusto ed equo aumento delle retribuzioni sostengono di dover ricevere indietro parte dei soldi erogati nel precedente rinnovo». Anche sulla parte normativa le posizioni datoriali sono orientate ad una richiesta di ulteriore flessibilità e aumento di produttività del lavoro.
«E’ fondamentale in questa fase economica del Paese rilanciare i consumi e quindi rinnovare immediatamente i contratti di lavoro, aumentando il potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori, soprattutto nei settori come quello autostradale ad alto valore aggiunto», continuano i sindacati.
«A questo punto riteniamo non più possibile aspettare e riteniamo sia giunto il momento di mobilitare tutta la categoria con uno stato d’agitazione sospendendo le prossime riunioni già calendarizzate. In caso tale situazione di mancato rinnovo dovesse perdurare ancora saremo costretti a dichiarare nei prossimi giorni una prima azione di sciopero».