RAZIONAMENTI

Sparatoria con commando armato: «nessun supporto psicologico ai poliziotti»

La denuncia del Sap

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Sparatoria con commando armato: «nessun supporto psicologico ai poliziotti»

PESCARA. Ancora una volta il Sap denuncia «il grave comportamento» della dirigenza della Polizia Stradale di Pescara.

Passano gli anni ma alcune criticità restano. Il segretario regionale Giampaolo Guerrieri parla di «insensibilità» dei vertici ricordando l’episodio dell’anno scorso quando agli agenti in pattuglia venne comandato di ‘dividersi’ un unico giubbotto anti proiettile: «in caso di necessità operativa», racconta Guerrieri, «i poliziotti erano costretti ad affidarsi alla sorte per decidere chi dei due dovesse indossare il giubbotto disattendendo qualsiasi protocollo ministeriale sulle tecniche operative».

E adesso un altro caso dopo che il 26 aprile scorso una pattuglia della sottosezione di Pescara Nord è riuscita ad intercettare il mezzo di fuga di un commando di banditi che poco prima sull’A14 aveva tentato un assalto per rapinare un furgone portavalori della ditta SicurAquila, con tanto di armi da guerra.

I malviventi per guadagnarsi la fuga non hanno esitato un solo istante ad aprire il fuoco contro i poliziotti intervenuti.

«L’avere vissuto un’esperienza così traumatica, ovvero l’essere stati bersaglio all’interno di una galleria di esplosioni di colpi di Kalashnikov, il cui munizionamento è purtroppo in grado di penetrare tranquillamente i giubbotti antiproiettile in dotazione, senza avere avuto la minima possibilità di mettersi al riparo, in quanto il mezzo di servizio in dotazione alla Polizia Stradale non risulta avere alcun tipo di protezione balistica passiva, come invece accade per quello delle Volanti, sicuramente ha profondamente segnato quegli agenti».

Ma Guerrieri denuncia che a distanza di quasi un mese dalla sparatoria, «nessun dirigente, sia di Sezione di Pescara che del Compartimento della Polstrada dell’Abruzzo, ha trovato il tempo d’incontrare gli operatori coinvolti o anche solo di fare loro una semplice telefonata, non solo per complimentarsi per avere contribuito a sventare il colpo ed avere messo in fuga i banditi, costringendoli a lasciare il mezzo di fuga, ma per esprimere semplicemente la loro vicinanza».

E il sindacato è contrariato: «oltre ad essere la dimostrazione di quanto questa Dirigenza sia ormai lontana dai suoi uomini, questa mancanza di attenzione della dirigenza nel non avere valorizzato la circostanza che dei suoi uomini hanno rischiato la propria vita nel compimento del loro dovere, ha sicuramente rappresentato per quest’ultimi un ulteriore esperienza traumatica professionale».

Ma le contestazioni non finiscono qui. Guerrieri insiste: «l’inadeguatezza della dirigenza della Polizia Stradale di Pescara continua a manifestarsi nel non avere ancora avviato a distanza di un mese, la procedura del supporto psicologico dei "pari" (poliziotti esperti e con formazione ad hoc, non psicologi, in grado di supportare i "colleghi") per la prevenzione dell’eventuale disagio psico-emotivo e relazionale degli operatori di polizia coinvolti nella sparatoria. In questo assordante silenzio il SAP invita chi di dovere ad avviare «il prima possibile la procedura dei “pari” a tutela di tutti i colleghi coinvolti che oltre ad avere svolto con efficienza ed efficacia il loro operato, mettendo in fuga il comando dei banditi armati, hanno “regalato”, con estrema generosità, ampio lustro all’immagine della Polizia di Stato».