LA FALLA

Dragaggio Ortona, Tar blocca i lavori

Forza Italia: «lo avevamo detto»

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Dragaggio Ortona, Tar blocca i lavori

 

ORTONA. Si fa sempre più fosco il futuro del porto di Ortona.

Nei giorni scorsi è arrivata la mazzata del Tar di Pescara che ha annullato l’affidamento dei lavori per il dragaggio. E adesso i tempi potrebbero allungarsi e il destino dello scalo diventa incerto.

La sentenza del Tar di Pescara depositata il 16 maggio ha in pratica annullato la determinazione del Dirigente del III Settore del Comune di Ortona del 27 gennaio scorso con la quale si era sancita l’aggiudicazione definitiva all’A.T.I. La Dragaggi srl – Mariter srl – Sapir dell’appalto per l’affidamento della progettazione definitiva esecutiva e la realizzazione di opere di escavazione e approfondimento dei fondali del bacino portuale di Ortona.

I giudici hanno condannato il solo Comune di Ortona al pagamento delle spese processuali pari a 4 mila euro

Oltre a mancanze di tipo formale, quali l’assenza della presentazione dello studio di impatto ambientale (richiesto a pena di esclusione) o la nomina del geologo tra i progettisti, nella sentenza dei giudici amministrativi si evidenzia come la relazione geologica non avesse «un livello di definizione tale da comportare significative differenze tecniche e di costo nella successiva progettazione esecutiva».

Si fa esplicito riferimento alla nuova vasca di colmata: la stessa a.t.i., vincitrice della gara nell’offerta, aveva introdotto delle modifiche migliorative rispetto al progetto preliminare precisando che sarebbe stato necessario fare una nuova indagine in fase di progetto esecutivo per confermare i dati stimati in sede di calcolo mentre ad avviso del collegio non può escludersi che tali successivi indagini del sito, potessero comportare delle significative differenze tecniche e di costo specie in relazione alla notevole estensione della nuova vasca ed al quantitativo dei materiali (60.000 mc) da riversare.

«Guarda caso, di fatto tutte le preoccupazioni che avevamo sollevato nei mesi scorsi, sconfessando pesantemente lo stesso D’Alessandro ed il Comitato Via», commenta  il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo.

«Quando abbiamo lanciato l’allarme  c'erano tutti i tempi perché il finanziamento non venisse perso, perché c'era soltanto una penalità irrisoria che sicuramente sarebbe stata recuperata con i ribassi, ma saremmo arrivati sicuramente alla realizzazione di un opera di assoluta urgenza ed importanza per il Porto. Ora aspettiamo la sparata dell'ex sottosegretario Camillo D'Alessandro per capire come vorranno mettere rimedio a questo che chiamarlo pastrocchio e' sicuramente un eufemismo, perché oggi lo scenario è comunque sicuramente diverso da allora e si rischia seriamente i perdere i fondi».

Secondo Forza Italia aver sottoscritto il Masterplan, o I' Intesa Accordo Quadro, non significa aver ottenuto il finanziamento, men che meno quello che ha dichiarato l'ex sottosegretario: " fra due anni avremo appaltato i lavori".

«Forse, e noi ce lo auguriamo, sia ben chiaro, conosceremo se e quali interventi e l'entità dei finanziamenti che ci verranno assegnati», continua Febbo.

l centrodestra aveva chiesto di dettagliare l'offerta proprio in relazione allo smaltimento della sabbie, specie quelle di categorie B1 e B2, che non è possibile effettuare una offerta se il bando è indeterminato, se non vi sono racchiusi tutti gli elementi caratteristici del lavoro che si deve effettuare.

«L’aver lasciato alla iniziativa degli offerenti la possibilità di meglio determinarsi sullo smaltimento della sabbie, peraltro, con tutte le limitazioni che vi erano è stato un grave errore», dice  il consigliere comunale di Forza Italia, Tommaso Cieri. «Peraltro il problema ora appare serio ancor di più se si pensa che il Tar non ha annullato la assegnazione alla prima classificata riconoscendo automaticamente valida la seconda: ora la stessa commissione dovrà verificare se la seconda abbia i requisiti richiesti, e soprattutto dove e come smaltirà di fanghi classificati B1 e B2. Incertezza questa che potrebbe esporre la procedura a nuovi ricorsi. Solo l’arroganza è superiore all’ignoranza di chi ha posto in essere tale operazione, rifiutando la collaborazione di chi tali fondi li aveva ottenuti, di chi il problema lo stava studiando da anni e soprattutto da chi aveva veramente a cuore l’esito di un percorso strategicamente importante per la città di Ortona».


LA DRAGAGGI SRL E L’INCHIESTA

Il nome della Dragaggi srl era uscito anche nell’inchiesta sul dragaggio del Porto di Pescara coordinata dalla Procura de L’Aquila che a marzo 2013 portò all’emissione di misure cautelari (ai domiciliari) nei confronti di due degli indagati, Angelo Bellafronte Taraborrelli, ex dirigente ai Comuni di Pescara e Montesilvano e supporto al responsabile unico del procedimento per l’appalto del dragaggio, e Giuseppe Biscontin, l’aiutante della società «La Dragaggi srl» che secondo l’accusa è stata favorita nella gara d’appalto per il terzo lotto.

I pm ipotizzavano la corruzione a carico degli imprenditori Luca Nicolaj (legale rappresentante dell’aggiudicataria Nicolaj srl), Galileo Nicolaj (responsabile tecnico) e Luigi Minenza, progettista e responsabile unico del procedimento per il dragaggio, primo e secondo lotto, per conto del Provveditorato opere pubbliche.

I fatti oggetto delle indagini avevano già comportato nel mese di dicembre 2011, il sequestro della draga ''Gino Cucco'' della “Dragaggi srl” da parte dei carabinieri del Noe di Pescara, che stavano indagando in merito al primo e al secondo lotto dei lavori del Porto Canale di Pescara.

Nel corso delle indagini era emerso che la Dragaggi , prima della formalizzazione della procedura concorsuale, conosceva sia i nomi di tutti i partecipanti, che le percentuali di ribasso che gli stessi avrebbero offerto: informazioni ottenute dal professionista pescarese Taraborrelli in virtù del datato rapporto di amicizia e dei doni ricevuti (biglietto aereo e ospitalità in albergo a New York pagati).