RETROSCENA

Asl Chieti. Fuoco incrociato sul manager Flacco: ora non va più bene

La poltrona scricchiola sempre di più. Dai malati in corsia ai farmaci salvavita negati

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Pasquale Flacco

CHIETI- «Il manager della Asl di Chieti, Pasquale Flacco, non  è in linea con la politica sanitaria del governo D’Alfonso e si deve dimettere».

 La richiesta arriva dal  presidente della Commissione Sanità, Mario Olivieri, che dà la mazzata finale a quella che ormai da qualche settimana sembra essere una poltrona più che scricchiolante.

La Regione sta riflettendo sul da farsi: allontanare il manager significherebbe allo stesso tempo mostrare inflessibilità quando le cose non funzionano ma anche ammettere di aver fatto una scelta sbagliata per quanto quella di Flacco sia stata una nomina in diretta continuazione con il predecessore Nicola Zavattaro (voluto dal centrodestra), andato via ‘spontaneamente’ in quanto mal digeriva le pressioni del commissario alla sanità Luciano D’Alfonso.

E’ chiaro però che la posizione di Flacco già da qualche giorno sembra più che in bilico. L’assessore alla Sanità Silvio Paolucci non è soddisfatto di quanto fatto e la Regione ritiene che il manager sia responsabile dei letti in corridoio trovati qualche giorno fa dai Nas durante una ispezione all'ospedale di Chieti.

E che il caos sarebbero da attribuire «esclusivamente» a una carente organizzazione degli spazi disponibili al policlinico.

Ma sempre Flacco  è il responsabile (la firma era la sua) del caso dei medicinali salvavita negati ai pazienti oncologici provenienti da altre Asl, ma che si curano negli ospedali teatini. Anche in quel caso sono piombati i Nas in ospedale e Paolucci ha dovuto prendere in mano la situazione annullando di fatto la direttiva del manager.

E poi c’è anche la guerra dei farmaci. Proprio Flacco sostiene di aver tagliato 11 milioni perchè nei 6 ospedali della provincia si spenderebbe troppo. E anche questa scelta provocherà sicuramente proteste a pioggia.


Da qualche giorno qualcuno soffia sul fuoco acceso proprio sotto la poltrona del manager che pure è stato nominato da poco avendo egli una lunghissima carriera prima politica e poi nella Asl di Chieti attraversando molte stagioni e ricoprendo ruoli di vertice da Luigi Conga a Zavattaro fino ad oggi.

Flacco è andato sempre bene fino a pochi giorni fa, sia per Paolucci che per D’Alfonso, che lo hanno promosso a settembre 2015 regolarizzando la sua posizione da “reggente” dopo le improvvise, e forse indotte, dimissioni del suo predecessore, nonostante la sua trasversalità politica.


Flacco è andato bene a D’Alfonso e Paolucci anche quando hanno scoperto che è un direttore sanitario in aspettativa della clinica privata Villa Serena, cioè uno che è assunto dal privato e che ora guida la più grande delle Asl abruzzesi. A chi ha parlato di conflitto di interesse la Regione ha spiegato con i fatti che non era questione rilevante.

Dopo la sua lunga carriera nella sanità (è stato anche sindaco) all’improvviso lo si vuole cacciare per la sua presunta “incapacità”.

Magari a qualcuno suonerà un pò strano e, forse, lo è e c’è già chi lega questa schizofrenia regionale all’altro grande interesse del progetto di finanza del gruppo Maltauro che piace tanto a D’Alfonso che sta spingendo in tutti i modi i dirigenti affinchè siano concreti in tempi brevi. Il progetto piace meno a Paolucci che pare aver assunto più una posizione parallela a D’Alfonso che convergente.

Del resto proprio su Maltauro la palla ora è in mano alla Asl  di Chieti -e dunque Flacco- che avrebbe dovuto produrre atti conseguenti sul progetto ma per ora non sono arrivati.

Vuoi vedere che D’Alfonso si sta alterando per il ritardo? Già più di una volta a molti il suo comportamento verso il manager è sembrato ruvido.

Vuoi vedere che il ritardo è foriero di cattive notizie che hanno fatto scattare la guerra?

Il tutto sarà molto più chiaro dopo questa mattina quando è fissato un incontro sull'argometno in Regione e sarà forse il momento in cui la Asl scoprirà qualche carta.


OLIVIERI FORZA

Adesso a forzare la mano arriva Olivieri secondo cui la presenza di Flacco non è più tollerabile anche perché «nominato da Zavattaro, e quindi dal centrodestra. Se c’era qualche dubbio, pertanto, circa la mia richiesta di dimissioni di Flacco, a questo punto non ci sono più dubbi. Egli risponde politicamente a Febbo (che a sua volta aveva contestato Olivieri per la richiesta di dimisisoni, ndr), e quindi, così come a suo tempo egli pretese le dimissioni dall’allora direttore generale Caporossi, oggi il sottoscritto ne chiede le dimissioni, in quanto non in linea con la politica sanitaria del governo D’Alfonso».

Parla invece di responsabilità gestionali Il candidato sindaco di Vasto delle liste “Il Nuovo Faro” e “Rinascita Vastese”,  Edmondo Laudazi: «l’organizzazione della Sanità sul territorio è praticamente inesistente, vedi l’abbandono dei distretti, in particolare quello di Vasto e di San Salvo, così come quella negli ospedali, dove, ad esempio la Geriatria dell’ospedale di Vasto lavora con due medici per 18 posti letto e con l’assoluta insensibilità nei confronti di esigenze che gli vengono rappresentate da anni, come la pressante necessità di reperire locali per la Scuola infermieri di Vasto. Senza dimenticare in quali condizioni si trova l’ospedale di Atessa, per il quale egli non assume nessuna decisione e la confusione e lo sconforto che regna in tutti gli ospedali, in particolare in quelli periferici, per i quali egli si limita a scuotere la testa, allorquando ci sarebbe da assumere decisioni, senza le quali la situazione attuale rischia di precipitare e non essere più recuperabile».

«Olivieri ha firmato la chiusura dell’Ospedale di Atessa, mentre il suo mentore Borrelli si sbracciava nel denunciare penalmente Flacco e allo stesso tempo abbiamo rilevato il suo silenzio assordante quando D’Alfonso e Paolucci hanno varato l’aumento del budget in favore delle cliniche private», attacca invece Febbo. «Per non dimenticare», continua, «la pantomima sulla Legge regionale n.32 (accreditamento cliniche private) alla quale si volevano apportare delle sostanziali modifiche senza che lui, presidente della Commissione Sanità “avesse saputo o avesse visto” . E sul trasferimento dei posti letto dalle strutture sanitarie di Chieti a quelle di Pescara? Anche in quel caso ‘silenzio assenso’? Perché Olivieri non interviene sul Project financing per l’Ospedale di Chieti? Perché non dice nulla sulla realizzazione dei nuovi nosocomi di Lanciano, Giulianova, Avezzano e Sulmona? Di quali colpe si sarebbe macchiato il direttore generale della Asl? Forse Olivieri non è stato accontento? Non è stata fatta qualche nomina? O più semplicemente continua a fare lo “zerbino” al duo D'Alfonso Paolucci?»