L'INTEGRAZIONE

Mercato via Pepe, fuori 11 ambulanti pescaresi dentro 50 extracomunitari

I morosi lasceranno il posto ai ‘colleghi’ del mercatino della stazione

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Mercato senegalesi Pescara, via libera al trasferimento e stop alla merce contraffatta

PESCARA. Fuori dal mercato rionale del lunedì di via Pepe gli ambulanti locali storici, dentro gli extracomunitari.

La denuncia arriva da Forza Italia che denuncia «l’ennesima vergogna della giunta Alessandrini» che nei giorni scorsi ha revocato ben 11 autorizzazioni al commercio ad altrettanti operatori, colpevoli di morosità, ma nel frattempo ha varato il bando per assegnare 50 posteggi, sempre nel mercato di via Pepe, agli extracomunitari oggi presenti nel mercato abusivo delle aree di risulta.

«Si tratta di ambulanti», attacca Lorenzo Sospiri di Forza Italia, «che, sino a oggi, non hanno mai pagato un euro per occupare quell’area pubblica. Siamo di fronte all’ennesimo atto di razzismo al contrario, in cui a essere penalizzati sono, al solito, i contribuenti di Pescara, che, ed è molto probabile, vittime della crisi imperante, si saranno ritrovati nell’impossibilità di pagare la Cosap. Ma il sindaco Alessandrini, giustamente, anziché tendere loro una mano, valutare un piano di rientro personalizzato, rateizzare al massimo il debito per consentire loro di continuare a lavorare, li prende e li sbatte in mezzo a una strada».

Un anno fa il sindaco Alessandrini ha firmato l’ordinanza per sfrattare il mercato abusivo degli extracomunitari dalle aree di risulta; la sua maggioranza in Consiglio comunale si è spaccata, ha rischiato la sfiducia, poi lo stop.

Dopo mesi di silenzio sul caso, senza aver mai revocato né eseguito l’ordinanza di sgombero, il Comune ha emanato un bando perché l’idea è quella di trasferire gli ambulanti delle aree di risulta all’interno dei vari mercati rionali della città, riservando loro una serie di posti in via esclusiva.

Il prossimo 13 maggio scadranno i termini di quel bando: 50 operatori extracomunitari, oggi presenti abusivamente sulle aree di risulta, troveranno posto nel mercato di via Pepe, dove sono stati loro riservati i relativi posteggi.

Nel frattempo però ecco che arriva l’amara sorpresa: nei giorni scorsi il sindaco Alessandrini ha firmato la revoca delle autorizzazioni-licenze per il commercio ambulante nei confronti di 11 operatori presenti da anni nel mercato di viale Pepe, utenti che operano nell’area mercatale anche dal 2003 o dal 2008.

La colpa di quei lavoratori è quella di non essere riusciti a coprire tutte le mensilità della Cosap, accumulando un debito nei confronti del Comune di Pescara che va da un minimo di 1.512 euro sino a un massimo di 4mila euro che è il caso limite di un unico ambulante, titolare di licenza dal 2003.

La media del debito si aggira invece sui 1.500-2000 euro per ciascun operatore.

«Il sindaco Alessandrini, sindaco integerrimo e dal pugno di ferro», contesta Sospiri, «ha prima firmato i preavvisi di sfratto e poi, per chi non si è messo in regola, ha fatto scattare la revoca della licenza e il recupero coattivo delle somme dovute, attraverso il concessionario della riscossione Poste Tributi. Il risultato è fuori dal mercato di via Pepe 11 commercianti ambulanti, perché morosi per 1.500 euro di Cosap non pagata, dentro 50 ambulanti extracomunitari che, nella loro vita, non hanno mai dovuto pagare la Cosap. L’ennesimo atto scellerato della giunta Alessandrini: ovviamente le imposte vanno pagate, ma le devono pagare tutti e tutti alle stesse condizioni. E soprattutto – ha aggiunto il Capogruppo Sospiri – a fronte di una difficoltà oggettiva, come il mancato pagamento della Cosap, a fronte di debiti pari a 1.500 euro, un sindaco non può semplicemente revocare le licenze di vendita e mettere sulla strada dei padri di famiglia: piuttosto il sindaco avrebbe dovuto convocare quegli ambulanti, capire il perché della loro morosità, prendere atto di una crisi economica che sta strozzando soprattutto le piccole imprese, ambulanti compresi, e aprire la strada a piani di rientro personalizzati, concedendo a quegli operatori la possibilità di mantenere il proprio posteggio, e di continuare a lavorare per rimettersi in sesto e coprire il proprio debito».