TUTELA E TRASPARENZA

Ricostruzione L’Aquila. Anac: «per ricostruzione privata vale disciplina appalti pubblici»

Ma Apindustria non ci sta: «assurdo»

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EDILIZIA CANTIERE

L’AQUILA. L’Anac (autorità nazionale anti corruzione) è chiara: per i contratti 'privati' della ricostruzione vale la disciplina degli appalti pubblici «trattandosi di opere eseguite con contributi pubblici».

L'interpretazione della norma era stata richiesta da Usra e Usrc dopo le forti sollecitazioni giunte nei vari incontri tenuti a partire dall'indomani della sua approvazione

Ma Massimilano Mari Fiamma, segretario generale di Apindustria, associazione piccole e medie imprese della provincia dell'Aquila, non è affatto soddisfatto e insorge: «l’autorità dimostra la sua totale ignoranza».

Mari Fiamma ricorda che il Parlamento italiano, il primo ottobre del 2010 ha votato la conversione in legge del DL n. 125 del 5/8/2010 chiarendo che si tratta di indennizzo e non di contributi pubblici. Un fatto che, secondo Apindustria, renderebbe del tutto screditata la premessa dell'Anac che e' il principio fondante di tutta l'interpretazione.

«Alla luce di questa 'cantonata'», spiega Fiamma, «si esplicita infatti che il subappalto, inizialmente considerato come possibile fino al 30% della sola categoria prevalente e libero nelle categorie scorporabili, avendo nel frattempo approvato la nuova disciplina degli appalti, deve considerarsi possibile solo nei limiti del 30% del totale. Per gli stessi motivi va altresi' considerata possibile la prestazione in subappalto senza SOA solo nei limiti previsti dalla stessa disciplina e quindi sotto i 150.000 euro e non, come chiarito dal Comune dell'Aquila, senza alcun limite».

«Alla luce di quanto esposto - afferma quindi Massimiliano Mari Fiamma - riteniamo del tutto inattendibile l'interpretazione giunta dall'ANAC rifiutandone completamente i contenuti e chiedendo quindi alla Regione Abruzzo, come capofila della vicenda, ed alla senatrice Pezzopane, come promotrice della legge, di riprendere il filo del discorso per dirimere definitivamente questi problemi e l'altrettanto vitale esigenza del pagamento diretto a fornitori e subappaltatori in caso di inadempienza dell'appaltatore. Senza queste azioni - commenta infine il segretario generale Apindustria - la ricostruzione abruzzese, oltre a dover registrare ritardi ed infiniti ricorsi legali, continuera' a registrare, cosi' come per la restituzione delle tasse, un trattamento di serie B da parte del Governo».