SCHIACCIATO

Usura bancaria, vertici Unicredit rischiano processo a Vasto

La vittima è un imprenditore stritolato dai tassi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1264

Usura bancaria, vertici Unicredit rischiano processo a Vasto

VASTO. Il Tribunale di Vasto deciderà nelle prossime settimane sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Enrica Medori per tre esponenti di spicco della banca Unicredit, fino al 2011.

Il reato a loro contestato è quello di usura.

La vittima è un imprenditore di San Salvo che strozzato dai tassi di interesse richiesti ha deciso di portare la banca in tribunale e verificarne il comportamento.

Così davanti al giudice per le udienze preliminari dovranno presentarsi Mario Fertonani, 88 anni, presidente del cda di Unicredit dal 2006 al 2007, Candido Fois, 75 anni, presidente Unicredit nel 2010 e Rampl Dieter, 69 anni, presidente del cda della banca per tutto il 2011.

Il gup del Tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo, ha disposto l’udienza preliminare per il prossimo 7 giugno.

I vertici dell’istituto di credito sono accusati di aver preteso dall’imprenditore abruzzese interessi usurari, superiori ai tassi di soglia.

Nel 2006 si parla di una eccedenza dello 0,07% che è però cresciuta negli anni arrivando ad un +4,5% nel secondo trimestre del 2011.

Ai vertici vengono addebitate anche le aggravanti di aver agito nell’esercizio di una attività professionale e in danno di un imprenditore in stato di bisogno.

I conti erano stati accesi nella filiale di Chieti Scalo e di Vasto.

A seguire il caso in questione è Sos Utenti con l’avvocato Andrea Florindi di Ortona e la consulenza tecnica del presidente onorario Gennaro Baccile.

E proprio Baccile ricorda che Rampl è stato anche nel Consiglio di supervisione della Borsa Valori di Monaco oltre che alla Banque Suisse a Ginevra, per poi passare a Vereinsbank nel 1971. Dopo una stagione di ben dodici anni in BHF-Bank, Rampl è tornato in Vereinsbank nel 1995 come membro del board dei direttori generali, ruolo che ha ricoperto anche dopo la nascita di Bayerische Hypo-und Vereinsbank. Grazie alla sua abilità nel ristrutturare le divisioni interne alle aziende bancarie si è via via costruito una fama di riconosciuta professionalità. Proprio queste capacità, indispensabili in un momento storico non felice per HVB, lo hanno portato a ricoprire dal 2003 al 2005 la doppia carica di direttore generale e amministratore delegato. Nel Maggio 2005 ha ricevuto la richiesta di fusione con il gruppo italiano Unicredit
a seguito della quale, Rampl ha assunto la carica di Presidente del nuovo gruppo sino al 2011.

«Purtroppo, Mr Rampl», commenta Baccile, «non ha fatto i conti e non poteva mai sospettare che in Italia le Banche, specialmente per diventare Grandi come UNICREDIT, debbono fare anche USURA praticando Oneri finanziari alla clientela spesso con percentuali superiori a quelli massimi previsti dalla Legge».

E questa volta dopo centinaia di querele in tutti i tribunali abruzzesi, dove la magistratura penale non è quasi mai arrivata a processo, il pm Enrica Medori, con il supporto tecnico del consulente d'ufficio Perfetti, ha chiesto il Rinvio a Giudizio del Vertice Unicredit che, come viene precisato nel provvedimento, «nell'esercizio di attività professionale» come la Concessione del Credito, «in danno di un soggetto in stato di bisogno esercente attività imprenditoriale», ha indotto uno storico imprenditore di San Salvo a porre in liquidazione la Società e «farsi dare o promettere interessi usurari, superiori rispetto ai tassi soglia».

La Procura ha accertato che dal 2006 al 2011 su due rapporti di conto corrente affidati sono stati riscontrati Interessi usurari per sei trimestri su un rapporto e per 7 trimestri su un altro rapporto.

In alcuni trimestri tale usurarietà risulta anche lieve ma la Procura, diversamente da altre Procure Abruzzesi, non ha chiuso il caso con la motivazione della "modica quantità".

Non nasconde la soddisfazione Baccile, fondatore e presidente onorario di Sos Utenti la cui sede legale da Roma, nel 2015, è stata trasferita a Ortona, divenuta città simbolo nella lotta all'Usura Bancaria.

In Abruzzo l’associazione ha depositato diverse querele presso la Procura di Lanciano e di Teramo già da qualche mese: «occorre», dice Baccile, «un segnale forte di legalità e applicazione stretta della legge penale anche nei confronti di persone che rappresentano o hanno rappresentato la Banca D'Italia».


Alessandra Lotti