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Verde pubblico curato dagli immigrati, Fi: «vergognosa operazione mediatica»

Secondo Sospiri Alessandrini starebbe sfruttando a favore dei media il dramma dei profughi

Redazione Pdn

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Verde pubblico curato dagli immigrati, Fi: «vergognosa operazione mediatica»

PESCARA. «L’ennesima vergogna di un sindaco inadeguato che sfrutta mediaticamente il dramma della disperazione».

Così il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, commenta la decisione del sindaco Marco Alessandrini di reclutare per la cura del verde cittadino 14 immigrati ospiti da qualche mesi nei centri di accoglienza della città nelle strutture della Caritas e negli alberghi gestiti dalla cooperativa Eta Beta.

Dunque secondo Sospiri l’operazione sarebbe «un’operazione mediatica» spacciata per solidarietà e integrazione una ‘opera di volontariato’ che però gratis non è dal momento che «lo Stato italiano oggi ‘mantiene’ quei presunti profughi versando ogni giorno per loro 50 euro per vitto, alloggio, servizio lavanderia e servizio telefonico, e questo per gli adulti, così come per i bambini».

«Parliamo di un autentico business», insiste Sospiri, «che sino a oggi ci è costato ben 13 milioni di euro, versati a quelle strutture che, partecipando a una gara d’appalto, stanno ospitando almeno 500 immigrati tra Pescara e provincia, distribuiti tra alcuni alberghi e i dormitori della Caritas, questi ultimi costruiti in teoria per dare ospitalità ai senzatetto locali, che invece sono tornati a vivere e dormire tra la stazione centrale e gli spazi esterni».

Secondo il sindaco e la sua giunta affidare ai 14 immigrati la manutenzione del verde significa ‘favorire la loro integrazione’ e ‘non farli sentire un peso per la società’.

«Apprezzabile», replica Sospiri, « peccato che sotto le finestre del Comune da 112 giorni ci siano 65 lavoratori e relative famiglie che sono state buttate fuori dalla Attiva Spa, parliamo di ex interinali che si sono ritrovati sulla strada anche dopo 10 o 15 anni di servizio, persone di 45, 50, anche 60 anni che hanno zero possibilità di ritrovare un altro lavoro. Una situazione drammatica, pronta a esplodere da un momento all’altro, e che invece aveva e ha una soluzione elementare, ovvero: per consentire il loro ritorno a lavoro, basta ampliare i servizi affidati alla Attiva, ad esempio cedendole la manutenzione ordinaria del verde cittadino, sfalci, potature, cura delle aiuole. In questo modo si incrementerà il fabbisogno di personale della Attiva, permettendo la reintegra in servizio degli ex interinali, un’operazione semplicissima, di competenza del Consiglio comunale, e che è già stata sperimentata con successo in altre città, dunque bastava copiare per rimediare al dramma di 65 famiglie. E invece il sindaco-degli-immigrati decide che i presunti profughi, che già oggi sopravvivono benissimo con i soldi dei contribuenti italiani, vanno integrati, mentre 65 famiglie di Pescara possono vivere nella fame e vanno emarginati».

Forza Italia ritiene questa operazione una vergogna, «uno scandalo senza precedenti, così com’è vergognosa la gestione dell’intera vicenda dei precari della Attiva».

Il partito di centrodestra non condivide il Protocollo d’intesa e apre una vertenza politica perché la gestione del verde sia ceduta subito ad Attiva «per difendere i diritti dei cittadini di Pescara, perché Pescara e i pescaresi vengono prima di ogni altra cosa».