STRADE MOBILI

Pasticcio Fondo Valle Sangro: dopo 10 anni l’Anas si accorge delle frane e cambia il progetto

Si sceglie precorso più critico tra viadotti e gallerie. Lievitano i costi

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Pasticcio Fondo Valle Sangro: dopo 10 anni l’Anas si accorge delle frane e cambia il progetto

 

ABRUZZO. Il progetto per il secondo lotto della fondovalle Sangro ritorna al punto di partenza dopo le modifiche “imposte” dalle polemiche sollevate da alcuni ambientalisti.

Così il progetto -che è una delle priorità dell’attuale governo regionale- riparte dalla procedura di assoggettabilità a V.I.A. per problemi collegati alle frane. Tra le modifiche che saltano immediatamente all’occhio c’è una galleria che da 700 metri si allunga fino a 2500 metri con lievitazione esponenziale dei costi.

Nel 2008 l'opera ebbe un primo giudizio favorevole dalla Commissione Via regionale. Il 12 febbraio 2015 il Comitato VIA dava l'ok ad un altro progetto che oggi però deve essere anch'esso modificato a causa delle frane che interessano la zona. Si tratta non esattamente di “imprevisti” in quanto tutte le carte geologiche riportavano con evidenzia l’elevatissimo pericolo di smottamenti e la fragilità dei suoli. Solo il progetto stradale dell’Anas sembrava non tenerne conto piazzando una infrastruttura così importante in una zona molto fragile.

Solo nel nuovo progetto e dopo le ripetute figuracce legate alle frane che hanno “disturbato” il primo lotto, l’Anas nel 2015 si accorge che il terreno è molto delicato e bisogna cambiare tracciato.

Oggi, forse, si comprende un po’ meglio come possa accadere che viadotti appena costruiti o strade inaugurate da poche settimane crollino inesorabilmente sotto i colpi della… natura.

Eppure se non fosse stato per i rilievi della Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS il progetto originario sarebbe stato realizzato.  

Proprio il presidente della Stazione ornitologica, Augusto De Sanctis, aveva inviato, prima della decisione, una durissima lettera e, poi, aveva aspramente criticato quella decisione della Commissione Valutazione di Impatto Ambientale regionale che, tra diverse opzioni possibili, aveva inopinatamente scelto il tracciato più a rischio dal punto di vista idrogeologico.

Era stata addirittura scartata l'opzione in destra orografica del fiume Sangro che presentava ridottissimi problemi idrogeologici (in blu nella mappa allegata), per passare sull'altra sponda, piena di aree classificate a rischio, in un caso addirittura con frana classificata "attiva".

 

«Perché il Comitato VIA è andato dritto sull'opzione più a rischio?», di domanda De Sanctis, «eppure i lavori per il primo lotto della variante di Quadri erano durati quasi un decennio proprio per i problemi con le frane che allora erano stati definiti imprevedibili. Ovviamente tutto ciò ha comportato non solo l'aggravio nei tempi di costruzione di quel lotto ma anche l'esplodere dei costi, che sono arrivati a decine di milioni di euro a chilometro. "Historia magistra vitae" per il secondo lotto? No, il motto pare non valere per la Commissione VIA della Regione Abruzzo e per tutti gli enti coinvolti».

Ora, è passato oltre un anno e l'Anas deve ritornare per il VIA e riacquisire le autorizzazioni. Il tutto per un'opera che doveva avere la massima priorità.

«Ora, ci chiediamo la ragione per la quale l'Anas, con il beneplacito degli enti che dovrebbero valutare, appare scegliere sempre le opzioni più difficili e quelle che comportano, ovviamente, costi maggiori, anche in termini di tempi. Puoi fare una strada a raso? Niente, servono viadotti. Puoi passare in un'area stabile? No, mi vado a cercare il percorso in frana», spiega De Sanctis, «pPosso ristrutturare il percorso esistente, vedi variante sud della SS.17 a L'Aquila? No, vado a massacrare la piana dell'Aterno in zona a rischio alluvione costruendo un orrore paesaggistico in rialzato. Qualcuno, tra presidente della Regione, presidente del Comitato VIA ecc..vuole rispondere?»

Tra l'altro finalmente l'Anas presenta anche la Valutazione di Incidenza Ambientale per la presenza di specie protette a livello europeo e di Siti di Interesse Comunitario nelle vicinanze. Ma nel 2015 il Comitato VIA aveva approvato il progetto senza la Valutazione di Incidenza, nonostante una miriade di strafalcioni e alcune considerazioni degli istruttori che ne suggerivano l'esecuzione.

Anche in questo caso saranno prodotte  osservazioni alla procedura di assoggettabilità a V.I.A.«affinchè si torni sul percorso a minor rischio idrogeologico».

«Chiederemo sicuramente la realizzazione della procedura di V.I.A. completa», conclude De Sanctis, «viste le criticità che ormai sono sotto gli occhi di tutti. Auspichiamo che nessuno si azzardi a dire che così si perde tempo, visto che sono passati 14 mesi dal precedente giudizio della Commissione VIA (e otto anni dal primo giudizio del 2008..) e questi sono i tragicomici risultati di quella scelta».