NODO VERTENZA

Precari Attiva, 110 giorni in tenda per il lavoro

70 lavoratori Attiva Pescara: «restiamo ad oltranza per nostri diritti»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

76

Precari Attiva, 110 giorni in tenda per il lavoro

PESCARA. Centonove giorni di Resistenza. Ma non mollano: è stato un 25 aprile senza sorrisi per gli ex interinali di Attiva di Pescara, 70 lavoratori che dal 9 gennaio stazionano, mangiano, dormono e vivono facendo turni nelle tende davanti al Comune di Pescara in difesa del loro posto di lavoro.

Attiva è la società mista che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel Comune di Pescara: i lavoratori da tempo chiedono di essere stabilizzati, chiedendo un nuovo concorso e la stabilizzazione dopo 8 anni di lavoro interinale.

Una Festa della Liberazione triste e dopo una notte al freddo con pochi gradi sopra lo zero e sotto una fitta pioggia e vento gelido. Sono in presidio sotto Palazzo di Città da quel 9 gennaio, sono passati quasi quattro mesi, ma non la voglia di "resistere". Proprio quella di ieri è stata un po' la giornata simbolo della voglia di continuare a lottare.

Sotto la tenda e con la stufa accesa a turni di tre si prosegue nella protesta pacifica. «Resisteremo fino alla fine e continueremo questo presidio ad oltranza. Aspettiamo – hanno detto Mario Ferrone, Mario Di Cola e Giovanni Bonifacio – di sapere l'esito dell'interpello al Ministero del Lavoro e di una eventuale conciliazione. Sono quattro mesi che siamo qui ma non molliamo. Chiediamo un aiuto ai pescaresi. Ieri un cittadino ci ha portato due pagnotte di pane e quattro cartoni d'acqua. È dura andare avanti ma non ci arrendiamo».

Lo sciopero della fame é stato sospeso la scorsa settimana.

Giovanni Bonifacio è stato uno di quelli finito in ospedale proprio per le conseguenze dello sciopero della fame.

Già qualche settimana fa il sindaco Marco Alessandrini aveva invitato i lavoratori a sospendere la protesta ma loro vanno avanti convinti che se dovessero andare a casa l’attenzione mediatica sulla loro vicenda finirebbe definitivamente. E giorni fa anche il popolare Fiorello, a Pescara per uno spettacolo, aveva fatto visita ai lavoratori e ha scherzato sul dialetto abruzzese con i lavoratori, che gli hanno spiegato le motivazioni della protesta. Fiorello li ha invitati «a fare qualcosa di più concreto, perche' se state fermi qui quelli non fanno nulla».