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La guerra dei pini: Il Tar autorizza il taglio dei soli «alberi pericolanti»

Si riapre lo scontro con gli ambientalisti dopo l’ordinanza cautelare

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La guerra dei pini: Il Tar autorizza il taglio dei soli «alberi pericolanti»

PESCARA. Oltre i danni le beffe. Non solo il Comune di Pescara non ha ritirato il ricorso che aveva annunciato contro “l’odiato” provvedimento della Sovrintendenza per i beni culturali ma ora risulta legittimo il taglio, con una prescrizione molto precisa.

 In merito alla «riqualificazione di via Regina Margherita» (riqualificazione che il Comune prevede senza gli storici pini), e alle conseguenti azioni di messa in sicurezza delle alberature, con l’ordinanza di venerdì 22 aprile 2016, i giudici amministrativi hanno messo la prima parola provvisoria, emettendo un provvedimento cautelare di sospensione. Non si è entrati dunque nel merito ma per il momento si sospende il divieto emesso dalla Soprintendenza.

 E per la precisione è stato sospeso il provvedimento n. 4646 del 5 aprile 2016 con il quale proprio la Sovrintendenza aveva ordinato al Comune lo stop dei lavori.

 E se l'amministrazione comunale annuncia che è stato «legittimato l’intento del Comune di Pescara ad agire a tutela della pubblica incolumità», le prescrizioni dei giudici sono in realtà un po’ diverse e non potevano che essere queste.

Nel presentare il ricorso il Comune ha spiegato -come aveva già fatto in più occasioni- che il taglio delle piante era dovuto a condizioni precarie e di pericolo «imminente» cioè quelle piante non erano più sicure e potevano crollare da un momento all’altro.

Come avrebbe potuto un giudice non decidere per il taglio immediato e dunque dare ragione al Comune?

 Il problema è che secondo gli ambientalisti la procedura adottata è sbagliata visto che non c’è stata quella concertazione che poi -e solo poi- è arrivata. In più quelle finite nel mirino non sarebbero tutte piante pericolanti o cadenti ma alberi che nel volgere di un ventennio potrebbero creare problemi. In altre parole nessun pericolo imminente.

Secondo il Comune la decisione prevedeva il taglio di «19 delle 240 alberature della via (ovvero il 7 per cento) ritenute pericolose e a rischio caduta da una relazione tecnica. Relazione che l’Ente ha affidato ad un professionista, alla luce dei danni e dagli schianti seguiti al maltempo del marzo 2015». 

«Un report che mai il Comune aveva chiesto in passato», ha spiegato il vicesindaco Del Vecchio, «e che è dunque espressione di una volontà di manutenzione e tutela del verde pubblico che questa Amministrazione intende portare avanti a difesa e anche a potenziamento del verde pubblico cittadino. Infatti dei pini definiti a rischio dalla relazione è da sempre stata prevista la sostituzione.  Altra cosa, invece, è stata la mancanza di condivisione dell’intervento, per la quale il sindaco stesso si è già scusato con la cittadinanza».

  «Alessandrini non tocchi quei pini», dice invece il consigliere Carlo Masci, che aggiunge, «il Tar, con la sua ordinanza, ha detto soltanto "il sindaco può tagliare i pini che costituiscono pericolo immediato perché stanno crollando". Non ha detto "taglia tutti i pini che la perizia ha detto essere malati". C'è una bella differenza! Da un punto di vista politico i cittadini sono scesi in piazza per difendere un patrimonio storico che Alessandrini e Del Vecchio, con grande superficialità, volevano azzerare tenendo tutti all'oscuro. È stata costituita una commissione che ha accertato che molti di quei pini, definiti dalla perizia comunale pericolosi, possono essere curati. Il Comune segua quella strada, salvi quei pini, altrimenti torneremo per strada a difendere Pescara dai nuovi barbari».

 «Spero che l'amministrazione comunale di Pescara non approfitti della sospensiva accordatagli dal Tar di Pescara per procedere con un blitz al taglio dei pini», ha detto Maurizio Acerbo, «ricordo che dopo le proteste e il positivo intervento della Sovrintendenza c'è stato un incontro tra associazioni e amministrazione che ha portato alla costituzione di un gruppo di lavoro che ha visto la partecipazione di tecnici comunali e di esperti indicati dagli ambientalisti. Questo gruppo ha concluso il suo lavoro con un orientamento che individua solo per due - tre pini la necessità di procedere al taglio mentre per gli altri ci sono alternative».

LA DECISIONE DEL TAR

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima)

accoglie l’istanza cautelare, nel senso di consentire il taglio delle sole piante in relazione alle quali è accertato il pericolo immediato e urgente per la privata e pubblica incolumità, e fatta salva la loro sostituzione con altre piante di caratteristiche adeguate da concordare con la medesima Soprindendenza.

Fissa l’ulteriore trattazione all’udienza pubblica del 7 ottobre 2016.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 22 aprile 2016 con l'intervento dei magistrati:

 

 

Michele Eliantonio, Presidente

Alberto Tramaglini, Consigliere

Massimiliano Balloriani, Consigliere, Estensore

Intanto sembra che oggi dalle 7 siano stati programmati altri tagli nella zona del parco Florida.

L’idea è che il Comune da una parte voglia capitalizzare la vittoria (parziale) del Tar e, dall’altra, mostrarsi “sensibile” verso gli ambientalisti. Alla fine altri pini saranno tagliati mentre altri saranno salvati accontentando un po’ tutti e soprattutto senza decretare sconfitte per nessuno.

Rimane però la vicenda aperta del presunto conflitto di interessi già emerso anche in commissione e che riguarda proprio la ditta incaricata direttamente dal Comune per un importo modesto e che risulta essere dell’assessore al Comune di Città Sant’Angelo in quota Pd, Denia Di Giacomo.

Intanto a Pineto l’amministrazione promette di inserire una norma nel nuovo Prg che imponga la piantumazione di nuovi pini per ogni costruzione nuova così da mantenere vivo ed eventualmente incrementare il patrimonio arboreo.

…ma lì sono a Pineto…