CLOACA MASSIMA

Pescara. Scarichi abusivi di via Sacco. Pasticci, gaffe e scaricabarile

Guerra presunta tra Comune e Aca che si palleggiano le responsabilità

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

664

Pescara. Scarichi abusivi di via Sacco. Pasticci, gaffe e scaricabarile

Incontro Comune e Aca

 

PESCARA. I liquami finiscono nel fiume da anni. C’è un allaccio effettuato da qualcuno che ha permesso tutto questo. Sono i due fatti incontrovertibili della parossistica vicenda che riguarda gli scarichi di via Sacco  ai civici 168 e 170 “scoperti” dall’Aca qualche giorno fa con grande clamore ma solo dopo la segnalazione dello scarico da parte del Comune che ha permesso di risalire la tubatura fino a via Sacco.

 Una situazione che perdurava da anni: nel 2005, quando le utenze sono state trasferite dal Comune all'Aca, i relativi contratti attestavano l'esistenza degli allacci.

Considerato che la condotta di acque bianche rientra nella competenza del Comune e che questa situazione determina un problema di inquinamento del fiume Pescara, l'Aca ha provveduto a segnalare l'anomalia all'amministrazione e alle autorità competenti per i provvedimenti conseguenti.

Il Comune avrebbe poi inviato una diffida formale all’Aca nella quale si scagionano principalmente i residenti accusati in prio luogo proprio di “allaccio abusivo” e si scaricano le responsabilità in capo all’Aca.

Ma la società pubblica che sta cercando di risollevarsi faticosamente dalla situazione debitoria accumulata in dieci anni di gestione dissennata, clientelare e qualcuno ipotizza pure corrotta, non ci sta e l’attuale amministratore Vincenzo Di Baldassarre fa scrivere una nota di replica nella quale si chiariscono ulteriori elementi della vicenda.

  

«La corsa alle diffide non serve a nulla, e soprattutto non risolve i problemi», esordisce la nota dell’Aca, «un secondo sopralluogo dei tecnici Aca ha accertato che i due condomini di via Sacco sono allacciati a una condotta non collegata al sistema fognario comunale e quindi fuori dalla gestione dell'Aca, così come evidenziato nell’ispezione del 18 aprile scorso. Pur con questa consapevolezza, l'Aca sta provvedendo a realizzare una nuova condotta che colleghi l'anomalo collettore individuato in via Sacco al sistema fognario cittadino, per evitare che perduri lo sversamento di reflui nel fiume. I lavori saranno completati in giornata. Da quel momento la gestione del collettore sarà assunta dall’Azienda».

«A questo punto è invece necessario che il Comune», suggerisce l’Aca, «provveda a dirottare le acque bianche delle caditoie stradali sulla condotta comunale per evitare un aggravio di lavoro al depuratore e, soprattutto, è indispensabile che si avvii una verifica sulle autorizzazioni al collegamento alla rete fognaria rilasciate dal Comune di Pescara a favore delle palazzine di via Sacco, allo scopo di individuare i responsabili. Tutto ciò viene chiesto senza ricorrere a diffide, ma allo scopo preciso di risolvere i problemi più celermente possibile. Come è stato fatto fino a oggi».

 

 

QUALCHE DOMANDA

 

1)      Se la situazione risale al 2005 perché nessuno se ne accorto prima? Non è la prova che Comune e Aca sono distratti e dunque inadeguati? Non è la prova che la gestione della cosa pubblica è pessima? Può sorgere legittimamente il sospetto che in realtà erano fatti noti ma che nessuno ha voluto prendersi carico della vicenda per evitare “scandali”?

2)      Perché esistono condomini allacciati a condotte che non sono collegate alla fogna? Come è potuto accadere e di chi sono le responsabilità?

3)      Chi e quando ha costruito la condotta non allacciata alla fogna e con quali autorizzazioni e pagata da chi?

4)      Ma i residenti di via Sacco sanno di non essere collegati alla fogna e di inquinare il fiume? Hanno pagato la tassa per la depurazione (tassa evidentemente non dovuta)?  

5)      Quando la rete fognaria è passata all’Aca chi ha certificato e monitorato la situazione di allora? Nei documenti è scritto per caso che tutte le utenze di Pescara sono allacciate alla rete fognaria? Se è così è un falso, altrimenti Comune e Aca sapevano delle disfunzioni dall’epoca e sono rimasti inerti.

 

SCHIUMA BIANCA E SILENZIO SOSPETTI

Solo qualche girono fa l’annuncio di un miglioramento delle condizioni dell’inquinamento da parte del sindaco Alessandrini. Miglioramento che come in passato è temporaneo e dipende da molti fattori (come corrente, vento, mare agitato) che contribuiscono a dissipare l’inquinamento esistente per breve tempo. Per migliorare le condizioni in maniera stabile c’è bisogno di eliminare in maniera permanente tutte le fonti di inquinamento (ragionamento fin troppo elementare).

Ma proprio il giorno dopo l’annuncio è stata avvistata della schiuma bianca sospetta che si è depositata sulla battigia.

 «Cos’è quella schiuma?», si domanda il consigliere regionale di Fi, Lorenzo Sospiri, «silenzio tombale da parte del sindaco Alessandrini, sempre meglio delle bugie, ma oggi noi gli giriamo, a nostra volta, una domanda  semplice, elementare: l’amministrazione comunale o l’Aca stanno utilizzando Oxystrong o altra sostanza simile per ripulire le acque, sperando così di abbassare i livelli dei colibatteri? In caso di risposta affermativa, quali sono le quantità sversate a oggi nel fiume, negli scarichi o nel depuratore? L’Arta, la Asl e la Regione Abruzzo-Servizio ambientale ne è sono conoscenza? Perché nessuno ha ritenuto, eventualmente, a oggi di informare anche la popolazione? Tali elementi sono  fondamentali perché chi si appresta ad avventurarsi sul nostro litorale per la sua estate al mare ha il diritto di sapere a cosa va incontro e dev’essere messo in condizioni di fare una scelta consapevole ovvero se deve aspettarsi un mare contaminato dai liquami, o un mare con valori batterici bassi, ma con dentro l’Oxystrong. Ora attendiamo la risposta del sindaco Alessandrini».