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Bimba colpita da meningite a Vasto, profilassi antibiotica per 138 bambini

Ricoverata all’ospedale di Pescara

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Bimba colpita da meningite a Vasto, profilassi antibiotica per 138 bambini

Pronto soccorso Chieti

VASTO. Da ieri sera e' stata avviata la profilassi antibiotica per i 110 bambini della Scuola materna San Michele di Vasto, dove si e' verificato un caso di meningite meningococcica.

A esserne colpita e' stata una bambina di quasi quattro anni, ricoverata all'ospedale di Pescara, dove e' stata confermata la diagnosi di malattia infettiva formulata al Pronto Soccorso di Vasto: qui la piccola era stata portata alla comparsa dei sintomi.

Subito sono scattati i protocolli seguiti in caso di rischio infettivologico dal Servizio Igiene epidemiologia e sanita' pubblica della Asl Lanciano Vasto Chieti, con una task force che ha preso contatti con i genitori, gli insegnanti, i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale per informarli sull'accaduto e sulle procedure da seguire per evitare il rischio di contagio.

In stretta collaborazione con i pediatri, e' in corso la profilassi per tutte le persone, anche nell'ambito della famiglia, che negli ultimi dieci giorni sono stati a contatto con la piccola, cui si aggiungono i 28 bambini di un'altra scuola alla quale la classe della bimba malata aveva fatto visita per una giornata di attività didattiche da svolgere insieme.

LA MENINGITE

Le meningiti sono malattie infettive acute, caratterizzate dall'infiammazione del rivestimento del cervello e del midollo spinale: le meningi. In Italia, negli ultimi anni, vengono segnalate circa 1.000 meningiti batteriche l'anno in tutta la popolazione. La fascia di età più colpita è quella pediatrica e in particolare i bambini sotto l'anno di età.

Le meningiti possono essere causate da batteri, virus, funghi e parassiti. Quelle più gravi e pericolose sono quelle batteriche, che possono determinare la morte del soggetto colpito o esiti gravemente invalidanti.

Tutti possono ammalarsi di meningite, ma i soggetti più colpiti sono i bambini, in particolare se molto piccoli; soggetti a rischio sono anche gli anziani, chi soffre di problemi immunitari e chi di altre patologie croniche.

SINTOMI

L'infezione può trasmettersi attraverso le goccioline di saliva -parlando, tossendo, starnutendo- se ci si trova a stretto contatto (entro 1 metro di distanza) con un soggetto malato.

I sintomi con cui può presentarsi la meningite sono numerosi e tra questi i più frequenti sono: febbre alta; dolore al collo o rigidità del collo; mal di testa; vomito; sonnolenza; convulsioni; fontanella anteriore rigonfia nei lattanti.

Nei lattanti e nei piccoli bambini, la meningite può manifestarsi, soprattutto nelle fasi iniziali, con sintomi più sfumati come inappetenza, irritabilità e febbricola.

PIU’ CASI DOVE I VACCINI SONO MENO DIFFUSI

In tutta Italia continua a far paura la meningite, malattia che uccide in un caso su dieci e ha spesso un decorso rapidissimo: risultano in aumento i casi dovuti ad alcuni batteri (meningococco B, Y e W135), che potrebbero essere ampiamente prevenuti da vaccini che però sono attualmente a pagamento in molte regioni.

I casi aumentano dove i vaccini sono meno diffusi. A lanciare l'allarme in occasione della Giornata Mondiale contro la Meningite prevista per domenica, è Alberto Villani, responsabile del'Unita' operativa di Pediatria generale e Malattie Infettive del Bambino Gesù di Roma che spiega: i casi di meningite B, Y e W135 aumentano in rapporto a quelli di malattia da meningococco C, in calo, invece, poiché per questo ceppo è ormai disponibile gratuitamente in Italia da alcuni anni il vaccino e si è raggiunta una copertura vaccinale adeguata nel Paese.

L'andamento della malattia, spiega Villani, riflette un problema annoso del nostro paese e cioè la frammentarietà con cui viene gestita la pianificazione delle vaccinazioni nelle diverse regioni.

«Mentre si tratta di un tema così delicato e fondamentale in termini di prevenzione - afferma - che andrebbe gestito a livello centrale, anche in considerazione del fatto che il costo dei vaccini è irrisorio rispetto alle spese di cui lo stato si deve far carico per ogni paziente che sopravvive alla malattia riportando invalidità (la meningite dà invalidità permanente nel 30% de casi)».