IL RILANCIO

Rifiuti Chieti, nuovo appalto da 60 milioni e sorveglianza con i droni

Si pensa a due isole ecologiche nel sottosuolo del centro storico

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Rifiuti Chieti, nuovo appalto da 60 milioni e sorveglianza con i droni

CHIETI. Un bando per lo smaltimento dei rifiuti da 60 milioni di euro sarà lanciato nelle prossime settimane a Chieti.

Ad annunciarlo è stato il primo cittadino, Umberto Di Primio, che sogna una città più pulita, isole a scomparsa nel centro storico, tecnologia avanzata contro le discariche abusive e un centro di riuso per le classi meno abbienti.
«Sarà un nuovo appalto all’insegna della partecipazione quello per l’affidamento del servizio di igiene urbana di cui la Giunta ha tracciato le linee programmatiche e che l’Amministrazione conta di appaltare entro l’anno», ha spiegato il sindaco.
«Un appalto che coinvolge i cittadini con lo scopo di migliorare il servizio e tornare a raggiungere il 65% di raccolta differenziata – ha specificato il sindaco - Il controllo del territorio sarà uno degli elementi che caratterizzerà la nuova gestione anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia come il controllo dall’alto con i droni».
Il bando dovrà contenere elementi di premialità per coloro che, nella offerta di gestione, indicheranno elementi significativi sulla pulizia della città.
L’amministrazione vuole riportare al 65% la raccolta differenziata che ha subito, negli ultimi anni, un lieve decremento.

Si presterà attenzione alle classi meno abbienti con la realizzazione di un centro di riuso e di baratto.
«Concentreremo tutte le forze per migliorare la pulizia dell’intera città – ha sottolineato l’assessore Bevilacqua – Nello stesso tempo, grazie alle guardie ecologiche e alla dotazione di un sistema di sorveglianza che si avvarrà di droni per quelle aree più critiche e difficilmente raggiungibili, combatteremo senza sosta il fenomeno delle discariche abusive.
Nel nuovo appalto, ponendo attenzione all’aspetto sociale, abbiamo previsto la realizzazione di un centro di baratto grazie al quale beni altrimenti destinati alla discarica, potranno essere riutilizzati come, ad esempio, apparecchiature tecnologiche e vestiario».

Bisognerà poi risolvere le lacune del precedente capitolato riscontrate, in particolare, nel centro storico dove il servizio porta a porta non ha prodotto i risultati sperati.

«Per dare soluzione a tale problematica – ha concluso l’assessore – la Soprintendenza ai Beni Archeologici è stata incaricata di redigere una mappatura del sottosuolo per verificare la possibilità di realizzare due isole ecologiche a scomparsa senza interferire con eventuali reperti».