LA TEGOLA

Crollo balconi L'Aquila, sequestro da 18 milioni a ditta costruttrice

L'inchiesta penale conta 37 indagati

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L’AQUILA. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza L’Aquila hanno sequestrato 18 milioni di euro, su disposizione del gip Giuseppe Romano Gargarella, nei confronti delle imprese responsabili dei lavori di realizzazione dei moduli abitativi antisismici ubicati in Cese di Preturo nell’ambito del Progetto CASE ovvero l'Associazione temporanea di impresa Futuraquila Società Consortile a.r.l.

La misura cautelare appena eseguita giunge al termine di complesse indagini di Polizia Giudiziaria coordinate dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila, Fausto Cardella (ora trasferito ad altra sede) insieme al sostituto procuratore Roberta D’Avolio e delegate al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza congiuntamente al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale dello Stato a seguito del crollo del balcone di un edificio sito nell’insediamento di Cese di Preturo avvenuto il 2 settembre del 2014.

L’attività d’indagine, sviluppatasi attraverso l’acquisizione e l’analisi della copiosa documentazione di natura tecnica concernente la progettazione e la realizzazione delle strutture abitative, ha consentito di attribuire la responsabilità del crollo del balcone, e, più in generale, delle carenze strutturali dei materiali utilizzati nel Progetto CASE, a 37 soggetti (tutti raggiunti da avviso di garanzia nel mese di ottobre 2015) a vario titolo coinvolti nella vicenda in qualità di componenti delle commissioni di collaudo, di responsabili dei procedimenti amministrativi, di direttori dei lavori, di tecnici di cantiere e progettisti nonché di imprenditori esecutori dei lavori.

Ai responsabili sono stati contestati, a vario titolo, i reati di crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, falsità ideologica commessa da un Pubblico Ufficiale, truffa aggravata ai danni dello Stato, di frodi in pubbliche forniture.


MATERIALI NON CONFORMI

Le indagini svolte hanno permesso di appurare che i materiali impiegati nell’edificazione dell’ insediamento abitativo non erano conformi alle norme e prescrizioni degli enti di unificazione e formazione UNI, CEI, EN, ISO.

Più in particolare, i materiali, ossia gli elementi strutturali in pannello multistrato utilizzati dalla Futuraquila Società Consortile a.r.l. (impresa realizzatrice dei moduli abitativi) per realizzare i solai erano, tra l’altro, privi di collante che causava la riduzione di resistenza e di tenuta nel tempo delle strutture.

Durante le indagini gli inquirenti sono riusciti ad accertare che la società fornitrice del materiale alla Futuraquila aveva conseguito un mero attestato di origine che certificava la provenienza del materiale da uno stabilimento polacco di Konskie (Polonia); attestazione, questa, che sebbene identificasse lo stabilimento di produzione non certificava in alcun modo l’idoneità del materiale prodotto agli usi cui era destinato.


PROTEZIONE CIVILE INDOTTA IN ERRORE

Ciò, dice sempre l’accusa, avrebbe indotto in errore la presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – circa il rispetto degli obblighi contrattuali, la corrispondenza dei materiali alle prescrizioni normative, l’idoneità allo scopo e alla funzione dei materiali forniti ed utilizzati per la realizzazione delle abitazioni, determinandola ad erogare la somma di euro 18.145.778,49 a favore della Futuraquila che, in tal modo, si procurava un ingiusto profitto, pari alla predetta somma, in danno della pubblica amministrazione.

Da qui i sequestri eseguiti dalla Guardia di Finanza degli asset aziendali di 3 società (tutte con sede in Napoli) costituenti l’ATI denominata Futuraquila Società Consortile a.r.l..

 
CHI E’ FUTURAQUILA

L’Ati è composta dalle tre società napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni spa

L’ultimo bilancio depositato da Futuraquila - Societa' Consortile A R.l. In Liquidazione nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2013 e riporta un range di fatturato di 'Meno di 300.000 Euro'.

 Il fatturato di Futuraquila - Societa' Consortile A R.l. In Liquidazione durante il 2013 è diminuito del 92,72% rispetto a 2011.

L’Ati nel post sisma aquilano ha costruito ben 550 appartamenti suddivisi in 22 edifici. Il tempo di realizzazione di ciascun edificio è stato limitato a 75 giorni «grazie a un collaudato sistema di integrazione tra risorse umane e organizzative, disponibilità di adeguati mezzi operativi, affidabilità del sistema di subfornitura, capacità finanziaria», recita ancora il sito internet.


 GLI INDAGATI PER I CROLLI

Gli indagati per i crolli dei balconi sono in tutto 37: Mauro Dolce, Sergio Sabato, Dino Bonadies, PaoloDelfanti, Gian Michele Calvi, Stefano Vitalini, AlessandroTosello, Fabrizio Frau, Luigi Spadaro, Antonio Coccia, AlbertoDamiani, Michele D'Adamo, Paolo Emilio Pinto, Edoardo Cosenza, Gaetano Manfredi, Paolo Zanon, Claudio Moroni, Luca Pagani,Emilia Aloise, Francesco Tuccillo, Carlo De Angelis Mastrolilli, Davide Dragone, Wolf Chitis, Paolo Vacca,Giampaolo Paraboschi, Fabio Serena, Roberto Gandolfi, CarmineGuarino, Markus Alois Odermatt, Renato Amorosi, Lucio Nardis,Mario Di Gregorio, Vittorio Fabrizi, Enrica De Paulis, CarloCafaggi, Marco Balassone, Claudio Levorato.

L'operazione portata avanti dagli agenti del Corpo forestale dello  Stato dell’Aquila, del Nipaf e della Sezione di polizia giudiziaria in servizio presso la Procura, ha portato al sequestro di 800balconi in 494 appartamenti (su un totale di 4.500) sparsi nelle 19 new town, che hanno ospitato oltre 16 mila sfollati e che ancora oggi danno ricovero a diverse migliaia di cittadini. Le accuse a vario titolo sono di crollo colposo, truffa in pubbliche forniture e una serie di falsi.