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Pescara, passa la tassa di soggiorno di 1 euro al giorno

Secondo Cuzzi la voglia di lavorare vince sulla paralisi che ha impedito crescita

Redazione Pdn

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Pescara, passa la tassa di soggiorno di 1 euro al giorno

PESCARA. Approvata in Consiglio comunale a Pescara, la delibera che introduce la tassa di soggiorno nella città adriatica. Nonostante l’emergenza balneazione che caratterizzerà certamente anche la prossima stagione, dal momento che si parte già con dei divieti, l’amministrazione Alessandrini è andata avanti per la propria strada e non si è lasciata intimidire nemmeno dalle perplessità sull’acqua.

Il provvedimento è passato con i soli voti della maggioranza, dopo un lungo muro contro muro con le opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, a colpi di strategie ostruzionistiche e tagliole ammazza-emdendamenti, che ha impegnato il Consiglio comunale per più di una settimana.

«La volontà di lavorare vince sulla paralisi che ha impedito a Pescara di crescere negli anni e conquistare la visibilità che merita - afferma Giacomo Cuzzi, assessore comunale al Commercio e uno dei principali sostenitori della nuova imposta - il centrodestra ha mostrato tutta la sua incapacità propositiva, anche nei 710 emendamenti tesi solo a paralizzare l'attività amministrativa».

L'assessore esprime soddisfazione, per l'introduzione «di un'imposta di scopo, che non grava sulle tasche dei pescaresi e che aiuta il nostro comparto turistico e strategico a riaccendere i motori» e rileva che «in Italia sono sempre di più i Comuni che hanno adottato tale tributo, ma Pescara è l'unica città ad averlo ancorato a un piano marketing, che già nelle linee guida dice chiaramente come verrà impiegato».

Proprio l'assenza del piano marketing, ancora in fase di elaborazione e la genericità delle relative linee guida, erano stati alcuni degli argomenti polemici più utilizzati dalle opposizioni.

«Il piano marketing elaborato dalla Dmc Terre del Piacere, dunque da esperti che hanno messo al servizio della comunità le proprie competenze, facendo risparmiare all'ente il costo della redazione del piano - sottolinea l'assessore - servirà a costruire un vero e proprio brand per la città, e a porre le basi di una politica di promozione fatta in modo concreto».

D'ora in avanti, dunque, i non residenti nella città di Pescara, per un massimo di 7 giorni consecutivi, saranno tenuti a versare un euro al giorno a persona, per il loro soggiorno presso hotel, b&b, pensioni e affittacamere. Dunque una famiglia media di 4 persone per una settimana di ferie dovrà pagare 28 euro di tassa.

Cuzzi elenca alcune delle attività che saranno finanziate nel corso del primo anno, con le entrate derivanti dalla nuova imposta: «City branding, portale, app, attività di social media marketing, servizi pubblici con destinazione turistica, recupero di centri di informazione turistica, info point e silos di piazza della Rubblica, Urbanbox in piazza Salotto, campagne di comunicazione nei maggiori mercati di riferimento, creazione della Pescara Tourism card, grandi eventi di caratura nazionale ed internazionale come Xmaster Dj, Pescara Openday e Notte Bianca dell' Adriatico, che diverrà un vero e proprio format».

«Mentre la Riviera romagnola attrae i turisti con il treno gratis e Riccione elimina la tassa di soggiorno, Pescara introduce la tassa di soggiorno per fare cassa», contesta Carlo Masci. «Alessandrini e Del Vecchio faranno scappare anche gli ultimi turisti che avevano scelto Pescara».

«Il centrosinistra», protesta invece Guerino Testa, «pensa ad utilizzare i proventi della tassa per non si sa cosa (forse per contributi agli amici degli amici). Noi abbiamo fatto proposte, tutte bocciate, per: Manutenzione strade, fontane, aiuole e parchi; Turismo accessibile; Interventi per la balneabilità, riqualificazione piazza salotto».

Secondo Vincenzo D’Incecco, invece, si sarebbe toccato «il punto più basso della politica pescarese»: «è l'ennesima invenzione delirante di questa amministrazione dannosa».