ROTTE E AGGIUSTATE

Carichieti, quasi certo l’interessamento della Popolare di Bari per l’acquisto

Prosegue la procedura per arrivare alla vendita delle 4 good bank entro l’estate

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La Carichieti (s)venduta all’asta a febbraio

Visco, Banca d'Italia

 

 

ROMA. Tutto pronto per l'avvio della vendita delle 4 banche (Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti) sotto la regia di Roberto Nicastro.

Nel pomeriggio di ieri è stato inviata l'Info memorandum ad una ventina di soggetti che hanno manifestato interesse tra fondi e banche italiane ed estere.

L'invio del documento arriva con due settimane di ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale, rallentata dai via libera delle autorità competenti. In particolare, si attendeva il placet dell'Agenzia delle entrate sulla questione delle Dta (i crediti fiscali sulle perdite), che alla fine si è sbloccata con un provvedimento interpretativo che ha confermato la continuità fiscale tra le vecchie banche e nuove.

A valle è arrivato poi il via libera della Banca d'Italia all'approvazione dei bilanci.

 

Per l'acquisto delle quattro good ci sarebero dunque una ventina di soggetti interessati.

Tra questi dovrebbero esserci diversi gruppi italiani come Ubi Banca, Bper, Cariparma, Banco Popolare e la Popolare di Bari; oltre ad una serie di banche straniere e fondi di private equity come Apollo, Fortis, Canterbridge e Anacap Financial partner.

In particolare, Ubi sarebbe interessata a Cariferrara, la Bper all'Etruria, Cariparma a Banca Marche, la Bari a Carichieti.

Se le indiscrezioni dovessero essere confermate per l’Abruzzo si configurerebbe un nuovo assetto bancario dopo l’evaporazione di tutte le banche locali.

Le prime notizie relative ad u interessamento della Popolare di Bari verso Carichieti risalgono alla fine di dicembre inizi di gennaio anche se già con l’avvio del “salva banche” gli analisti più acuti avevano ipotizzato il passo della banca pugliese.

Lo scenario ipotetico dunque potrebbe essere quello di una acquisizione della Carichieti da parte della Popolare di Bari che già aveva acquistato la banca Tercas in difficoltà dopo gli scandali giudiziari non ancora definiti. Si creerebbe così in Abruzzo un nuovo gruppo bancario predominante con base a Bari.

In questo modo la conquista dell’Abruzzo sarebbe completata e la nostra regione diventerebbe di fatto colonia pugliese con buona pace dei complottisti che da sempre hanno ipotizzato una regia suprema per togliere di mezzo le piccole banche locali ed avvantaggiare i grandi gruppi, facendoli ingrandire e riducendoli di numero.

 

Le good bank sono nate dalle ceneri degli istituti salvati dal fondo di risoluzione tramite un'iniezione di capitale pari a 1,8 miliardi sostenuta dal sistema bancario nazionale, così come

fatto di recente per lanciare il fondo Atlante. Secondo fonti però la vendita degli asset potrebbe totalizzare non oltre 800 milioni di euro.

La cessione dovrebbe perfezionarsi entro l'estate.