L'ULTIMA VERIFICA

Sanità, commissariamento e conti in rosso: è l’ora della verità

Ieri incontro preparatorio ma Paolucci non c’era

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1703

LUCIANO D'ALFONSO E SILVIO PAOLUCCI

D'Alfonso e Paolucci

ABRUZZO. Ma perché una riunione preparatoria in vista di un importantissimo appuntamento di verifica con il Ministero sui conti della Sanità si tiene senza l’assessore alla sanità?

Magari Silvio Paolucci, fino a prova contraria assessore della Regione Abruzzo, era solo impegnato nell’importantissimo sopralluogo nella discarica di Tollo che è lì da oltre 20 anni e non poteva attendere un giorno di più per poter essere set dell’annuncio per la prossima bonifica.

Di certo c’è una ragione per cui ieri alle ore 13:30 a Pescara, in viale Bovio, il presidente e commissario alla Sanità Luciano D’Alfonso ha convocato un «incontro preparatorio» in vista del Tavolo Adempimenti LEA del 19 aprile, previsto per oggi alle 10.30.

A rapporto sono stati chiamati il direttore Muraglia e il subcommissario Zuccatelli.

Il terzetto sembra più un quartetto mancato perché c’è più di un dettaglio che non torna e che fa pensare che qualcosa di grosso o di importante sia accaduto tra D’Alfonso e Paolucci i quali non vengono avvistati insieme da un po’ di tempo. C’è persino chi ipotizza una rottura traumatica tra i due per ragioni ovviamente ignote. Sta di fatto che all’incontro di ieri Paolucci non è stato invitato e per di più alcuni tecnici dell’assessorato alla sanità hanno partecipato nei giorni scorsi ad un incontro simile questa volta convocato da Paolucci senza D’Alfonso Zuccatelli e Muraglia.

L’incontro di oggi, una verifica importantissima è forse l’appuntamento cruciale degli ultimi due anni.

Negli uffici si parla di schieramenti e fazioni: chi sta con uno e chi sta con l’altro e troppo spesso prevale il pettegolezzo ma la vicenda è troppo seria per essere tralasciata o liquidata come semplice “incompatibilità di carattere” o “diversità di vedute”.

Che sia vero o no, che uno scontro violento ci sia stato non rileva se questo non ha alcuna incidenza sulle vicende pubbliche che in questo caso riguardano la gestione per centinaia di milioni di euro della sanità, dei debiti che lievitano sempre più, dei vincoli imposti dal Ministero ed in alcuni casi non rispettati alla lettera dalla Regione, il budget dei privati, i tagli agli ospedali e ai reparti, questa novità della centrale unica degli acquisti che impedirebbe le “leggerezze” del passato ma intanto ci ha affossato, l’uscita dal commissariamento e via dicendo.

Insomma il tavolo di oggi presso il Ministero della sanità è un appuntamento importante, uno snodo ed un bivio: si deciderà se la gestione D’Alfonso è stata premiata oppure no, se si potrà rientrare nei ranghi con l’uscita dal commissariamento oppure no. Di certo i debiti ci sono, le spese sono aumentate e ci tocca rimpiangere il pareggio raggiunto faticosamente da Chiodi e compagni.

Sotto esame c’è la rete ospedaliera e il recepimento del decreto Lorenzin ma anche gli 80mln che non sono stati rimessi nel fondo sanitario, anche se D'Alfonso e Paolucci si erano impegnati a versarli entro il 31/12/2015.

L’Abruzzo dovrà spiegare le ragioni del disavanzo e l’aumento della spesa farmaceutica e quella del personale.

Con buona probabilità la Regione “imporrà” almeno un ospedale di 2° livello al posto di tanti di 1° livello, come vorrebbe Paolucci, per non affrontare le grane dei campanilismi.

Ma qui c’è da chiedersi in che condizioni la Regione Abruzzo arriva oggi al giorno dell’esame. Chi risponderà alle domande e illustrerà il percorso? D’Alfonso o Paolucci? Al banco d’esame siederanno entrambi oppure no?

Ma cos’è che ha potuto scatenare questa frattura che nell’aria era già da un po’?

Per caso l’affondo solitario sull’ospedale proposto da Maltauro o c’è dell’altro?

L’idea della agenda pubblica del presidente pubblicata con orgoglio su Facebook è una buona idea che assomiglia alla trasparenza. Poi però bisogna essere in grado anche di riuscire a sostenere questa trasparenza facendo l’ulteriore passo di pubblicare anche i resoconti di quegli incontri.

Ed il fatto che sulla riunione “ristretta” (o depurata) di ieri non sia stata detta una parola o scritto un rigo non fa che alimentare dubbi.

Speriamo almeno che prima o poi saranno resi noti i famosi verbali delle riunioni del tavolo di monitoraggio da un anno a questa parte. Speriamo per questo e per tutto il resto.

Alessandro Biancardi