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Nuovo Piano Regolatore portuale di Pescara non si farà? «Ecco la prova»

Analisi di Antonio Spina che arriva alla conclusione più logica

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Nuovo Piano Regolatore portuale di Pescara non si farà? «Ecco la prova»

PESCARA. I 9 trabocchi sul molo nord del porto-canale godono di ottima salute. Alcuni stanno in piedi da anni e si tengono il loro sapore vintage, altri sono stati recentemente ristrutturati.

Il primo trabocco passeggiando in direzione mare è della società di salvamento di Riccardo Padovano, il secondo e il terzo sono stati ristrutturati da poco, il settimo è l'unico rimasto in concessione ad una famiglia di commercianti di pesce di Borgo Marina.

Poi c’è il nono, quello vicino al faro verde, in questi giorni ha una grossa gru in posizione di lavoro e di recente è stato dato in concessione dalla Capitaneria di Porto.

E questo, secondo Antonio Spina ha solo un significato, eloquentissimo. Il nuovo Piano regolatore portuale non vedrà mai la luce.

Perché questa ipotesi? «Altrimenti», spiega Spina, «la Capitaneria di Porto non li avrebbe "dati in concessione" di nuovo o dato il permesso di restaurarli, dato che i trabocchi dovrebbero essere tutti abbattuti per la deviazione del fiume prevista dal PRP».

Quindi i concessionari, secondo Spina, devono essere stati in qualche modo rassicurati sul fatto che le spese a cui andranno incontro non andranno perse, essendo notevoli, come nel caso del nono trabocco che viene praticamente ricostruito da zero.

«Quindi la deviazione del fiume non si farà più, e se non si devierà più il fiume non si darà mai più corso al PRP», denuncia ancora Spina.

Il vice sindaco Enzo Del Vecchio solo qualche giorno fa ha garantito che il Comune ha nominato un tecnico che provveda ad inviare al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici la relazione integrativa richiesta. Ma è veramente così? Secondo Spina il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non lo approverà più, «tali e tanti sono i suoi difetti, oramai da noi spiegati a tutti in ogni modo anche nei documenti ufficiali della VAS e della VA oltre che in quelli inviati allo stesso Consiglio e al Ministro Delrio. Speriamo solo che adesso, dopo che il Provveditorato avrà venduto all'asta i fanghi di proprietà dello Stato depositati sulla banchina di levante in occasione del dragaggio, si metta mano alla realizzazione delle nuove strutture portuali dandogli l'assetto che abbiamo descritto nella nostra proposta alternativa, già abbondantemente valutata in generale (manca solo il disegno dei particolari e il computo metrico».

400 MILA EURO IMPORTANTI

Secondo Spina, inoltre, i 400.000 euro che la Regione Abruzzo si appresta a spendere per mettere una pezza alla stagione balneare per deviare le acque inquinatissime del fiume Pescara a mezzo delle panne galleggianti, si potrebbero spendere per redigere subito il computo metrico e gli esecutivi della Proposta alternativa e far partire al più presto i lavori di costruzione del nuovo molo nord («sì che risolverebbe definitivamente il problema dell'inquinamento delle acque di balneazione delle spiagge a nord»).


PORTO FILIPPO

Infine Spina chiede che un eventuale nuovo porto che venga modificato con le sue proposte alternative venga intitolato al figlio Filippo, morto l'8 agosto del 2014, per un omicidio stradale.

«Visto che abbiamo regalato la Proposta al Ministero delle Infrastrutture», spiega, «mi permetto di fare all'Amministrazione una sola richiesta: che, se sarà realizzata, essa si chiami Porto Filippo.

Così come esiste Porto Corsini a Ravenna, mi piacerebbe ricordare il mio figliolo se al Porto di Pescara venisse dato il nome di Porto Filippo. Questo solo chiedo all'Amministrazione, per me.

Capisco che i miei amici pescatori avrebbero il diritto di avanzare la richiesta di dare il nome di qualche loro parente al porto in ricordo della loro memoria (che pure ce ne sono di meritevoli).

Ma credo di non fare torto a nessuno avanzando la mia richiesta perchè più di ogni altro credo di aver profuso il mio impegno per la sua soluzione. Se poi non sarà possibile, me ne farò una ragione».


«ALESSANDRINI E D’ALFONSO CI DICANO QUANTO MANCA»

Intanto Forza Italia comincerà, a partire da oggi, il countdown sulla diga foranea.

Dal sindaco Alessandrini e dal presidente D’Alfonso consiglieri regionali e comunali pretendono di sapere quanti giorni mancano all’approvazione del nuovo Piano regolatore portuale e quanti giorni ancora mancano allo sfondamento della diga foranea.

Il progetto andrà avanti o, come dice Antonio Spina, è ormai destinato a naufragare?

Il prossimo 24 aprile Pescara si vedrà costretta ad aprire la stagione balneare con divieti di tuffi e bagni su tre quarti della costa e secondo Forza Italia le ragioni sono tutte da addebitare al colpevole immobilismo di Comune e Regione: «dopo 22 mesi di governo di Regione e città non è più pensabile, da parte dei due ‘campioni’ della chiacchiera del Pd, scrollarsi di dosso ogni responsabilità parlando del ‘chi c’era prima di noi’», sottolinea il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

A gennaio scorso la maggioranza ha dato mandato al Genio Opere Marittime di far partire la gara d’appalto per l’apertura della diga ma che fine ha fatto quella gara? Che fine hanno fatto le opere annunciate per 22 mesi di amministrazione?

«Nei prossimi appuntamenti consiliari, porteremo il quesito nelle sedi istituzionali pretendendo delle risposte precise, e per sindaco e Governatore saremo ogni giorno la goccia che scava nella roccia», assicura Sospiri.