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Caos nomine Asl Chieti, Febbo: «il neo direttore amministrativo non ha i requisiti»

Sospiri: «Chiediamo la revoca immediata dell’incarico della Di Pietro»

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Caos nomine Asl Chieti, Febbo: «il neo direttore amministrativo non ha i requisiti»

CHIETI. Nuova grana in arrivo per il presidente Luciano D’Alfonso per la nomina del direttore amministrativo della Asl di Chieti?

Come anticipato un mese fa da PrimaDaNoi la scelta è ricaduta su Sabrina Di Pietro sulla quale però pesa come un macigno un analogo precedente.

Originaria di Spoltore, 57 anni, già direttore amministrativo della Asl dell’Aquila dal 2006 al 2009 e fino a qualche giorno fa vice segretario generale del Comune di Spoltore, è stata nominata dal direttore generale della Asl di Chieti, Pasquale Flacco.

Dal 2007 al 2009 ha avuto anche un incarico di docenza in Diritto del Lavoro all’Università de L’Aquila.

Di Pietro ha assunto ufficialmente l’incarico dallo scorso 1 aprile per la durata di tre anni.

Il suo compenso sarà di 90.896 euro lordi l’anno (7.574 euro mensili), ovvero pari all’80% dei compensi del direttore generale.

Questa mattina Febbo è tornato sui dubbi della nomina che a metà marzo aveva già esplicitato PrimaDaNoi.it

Già nel 2006 – ha spiegato Febbo -la stessa Di Pietro aveva avanzato la candidatura e ottenuto la nomina alla Asl dell’Aquila ma in quell’occasione gli furono contestati i requisiti.

Oggi ripresentando la stessa documentazione e ricadendo «nello stesso grave errore», ha denunciato Febbo, ottiene il medesimo incarico dal direttore generale Pasquale Flacco.

Lo stesso direttore al quale, in qualità di presidente della Commissione di Vigilanza, Febbo aveva chiesto l’attestazione dei requisiti ricevendo invece una risposta definita dall’esponente di centrodestra «insufficiente, affatto chiarificatrice e non rispondente a quanto richiesto».

I REQUISITI DI DI PIETRO

Secondo la normativa (D.Lgs 502 /1992) il direttore amministrativo deve essere laureato in discipline giuridiche o economiche, non aver compiuto il sessantacinquesimo anno di età e aver svolto per almeno 5 anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o provate di medie o grande dimensione.

Nella nota di risposta Flacco dice, richiamando il curriculum della Di Pietro, che la stessa ha ricoperto dal 29 maggio 2006 al 30 settembre 2009 l’incarico di Direttore Amministrativo presso l’ex Asl dell’Aquila (incarico come sottolineato oggetto di contestazioni) e dal 7 febbraio 1997 al 31 dicembre 2002 ha ricoperto l’incarico di “Direttore della Istituzione Pubblica ex ONPI di Caprara – Spoltore (struttura socio sanitaria per anziani autosufficienti e non, dimensionata con 80 posti letto).

Il Tribunale dell’Aquila, nonché la Direzione regionale della Sanità, hanno invece certificato che la struttura non è socio-sanitaria, cioè non è accreditata, e peraltro non è dimensionata con 80 posti letto.

«Ciò che ha dichiarato Di Pietro», aggiunge Febbo, « è di una gravità inaudita, soprattutto in considerazione dei precedenti, così come è grave e dimostra superficialità e pressapochismo l’operato della Direzione della Asl che in prima istanza può essere stata tratta in errore dal curriculum “fuorviante” ma alla richiesta del sottoscritto, in qualità di Presidente della Commissione di Vigilanza di certificare e attestare il riconoscimento dei requisiti, sarebbe dovuto sorgere qualche dubbio».

Secondo Febbo bastava alzare il telefono e chiedere all’assessorato regionale oppure utilizzare internet e verificare che quella istituzione non è socio-sanitaria (cioè non è accreditata) come dichiarato.

«Questo dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, il modo di operare della Regione Abruzzo», ha criticato Febbo, «e di come si agisce nella individuazione delle figure apicali che devono rispondere alle sole esigenze del suo Presidente. Vedi le tante dimissioni di Dirigenti e Direttori regionali e aziendali. Inoltre non sfugge che la nomina cada a pochi giorni di distanza dalla Deliberazione n.344 del 25/03/2016 del Direttore generale della Asl sul project financing del Ss Annunziata di Chieti».

IL TRIBUNALE SI ERA GIA’ PRONUNCIATO

Sulla nomina della Di Pietro, a suo tempo, il Tribunale dell’Aquila si era così pronunciato: ‘appare sussistente la non riconducibilità al concetto di struttura sanitaria della ex Onpi essendo a prevalente accoglienza alberghiera per anziani. La questione non ha rilevanza penale ma sicuramente amministrativa e contabile’ in quanto sarebbe stato provocato una danno all’erario consistente nel pagamento di quanto corrisposto a soggetti che non ne avevano il titolo.

«Si chiede pertanto l'annullamento del provvedimento amministrativo – conclude Lorenzo Sospiri - perché adottato in violazione di legge ai sensi dell’art. 21 octies legge n. 241/1990 e al tempo stesso ci auguriamo l’intervento delle Autorità contabili».