L'INTERESSE

L’imprenditore degli elicotteri Andrea Pardi vuole investire sull’aeroporto d’Abruzzo

La Saga cerca nuovi redditi affittando l’hangar: spunta anche il rampante abruzzese Pardi

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L’imprenditore degli elicotteri Andrea Pardi vuole investire sull’aeroporto d’Abruzzo

ABRUZZO. Chissà se anche lui è stato sollecitato “a dare una mano” per risollevare le sorti della Saga così come è stato fatto per tanti imprenditori amici.

Sta di fatto che Andrea Pardi, nato a Sulmona, imprenditore e amministratore della Società Italiana elicotteri avrebbe espresso l’intenzione di poter lavorare anche nella sua regione, delocalizzando una parte della sua azienda proprio all’interno dell’aeroporto di Pescara.

Tutto nasce da una brillante operazione immobiliare-finanziaria della quale la Saga si è vantata dal momento che ha risolto un contenzioso che poteva essere rischioso e che non ha prodotto redditi per molti anni.

Infatti la società che gestisce l’aeroporto si è letteralmente dimenticata di chiedere l’affitto per l’hangar ad AirOne, una struttura imponente che è servita per depositare gli aeromobili prima dell’Alitalia e poi di Toto e soprattutto per fare manutenzione. Da tempo però l’hangar è inutilizzato e la Saga è riuscito ad ottenerlo quasi “in dono” ad un prezzo molto vantaggioso potendo iscrivere a bilancio un valore di poco oltre un milione di euro che è servito a far quadrare i conti (oltre ai corposi finanziamenti regionali).

Ora la società si ritrova un bene che deve far fruttare e per questo ha emanato alcune settimane fa degli avvisi che invitano chiunque fosse interessato a prenderli in affitto offrendo il prezzo migliore.

Da una parte dunque una nuova entrata per Saga e dall’altra un nuovo servizio offerto nell’ambito dell’aeroporto. Si pensi per esempio al “parcheggio” di aeromobili o elicotteri ma soprattutto ad uno spazio adibito alla manutenzione, potendo eventualmente sviluppare un centro di assistenza che pure sarebbe molto utile in zona per piccoli e grandi velivoli.

Il primo hangar ha una dimensione di circa 400mq con soppalco di 170mq; il secondo è molto più grande: circa 3.300 metri quadrati. Si tratta di strutture che possono ospitare almeno un aeromobile medio o due elicotteri.

L’importo a base d’asta è fissato in 25 euro al metro quadrato + iva all’anno. In pratica 14.250 euro ogni 12 mesi per il primo e 75 mila euro per il secondo.

Un secondo avviso cerca imprenditori interessati anche alla palazzina che fu sede delle società dell’imprenditore Spadaccini poi finite malamente per vicende giudiziarie.

Secondo le notizie che PrimaDaNoi.it ha potuto acquisire non ci sarebbe stata una ressa per accaparrarsi queste strutture ma sarebbero almeno due le offerte più interessanti, una di un imprenditore locale del settore e l’altra di un imprenditore pure abruzzese ma da anni basato a Roma e molto noto nello scenario internazionale, appunto Andrea Pardi.

Recentemente è diventato noto per aver malmenato il giornalista di Report, Giorgio Mottola, e averlo rinchiuso per alcuni minuti in ufficio. La notizia ha fatto scalpore, poi, i toni apparentemente sono rientrati nella normalità e Pardi ha potuto spiegare la sua versione nell’ambito di alcuni fatti emersi, grazie ad una fonte coperta da Report, di un traffico di armi ed elicotteri venduti in paesi oggetto di embargo.

Pardi è sempre stato considerato un personaggio “al limite” dalle cronache presenti sul web e anche per certi versi misterioso, si dice anche che si sia vantato di far parte dei servizi segreti per ottenere un prestito in banca e di aver collaborato con Finmeccanica ed Agusta Westland.

Verso la fine del 2015 la guardia di finanza di Venezia, coordinata dalla Dda di Napoli, avrebbe aperto una indagine a suo carico.

L'inchiesta condotta dai pm Catello Maresca e Maurizio Giordano, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, indaga in relazione ad un traffico di armi e d'armamenti destinati a Paesi africani teatro di conflitti (Somalia, Armenia, Costa d'Avorio, Iraq, Libia, Nigeria, Iran, Sud Sudan e Angola). In particolare sulla vendita di componenti per aerei, elicotteri e fucili mitragliatori. E reclutamento di mercenari.

Tra gli indagati figurerebbero anche Ricardo Migliori, ex-deputato nazionale eletto nelle liste del Popolo delle Libertà, già presidente dell'Assemblea parlamentare dell'Osce, e Bruno Scapini, ex-ambasciatore italiano in Armenia fino al 2013, oltre ad alti o ex-alti ufficiali specie per ciò che concerne l'addestramento dei mercenari.

Nella stessa inchiesta di Report che ipotizza acquisti di elicotteri civili da vendere ed adibire per scopi bellici viene intervistato un altro abruzzese, l’ex colonnello Antonio Intorcia di stanza a Pescara il quale nega il coinvolgimento nell’ipotizzato traffico di armi.

Pardi poi spiegò a Report che gli elicotteri venduti avrebbero solo funzioni civili, niente armi o altro.

Di vero c’è che la Farnesina mantiene un costante raccordo con i vertici degli enti economici, dei principali gruppi industriali e finanziari nazionali e delle piccole e medie imprese che intendono espandere la propria attività all’estero.

Fra questi c’è anche la Società italiana elicotteri, fondata nel 2011 specializzata nella fornitura di elicotteri nuovi e usati, pezzi di ricambio e servizi di manutenzione on-site in tutto il mondo a mezzo di personale qualificato. La società offre inoltre servizi di importazione, esportazione e procedure di certificazioni internazionali ed è presente anche in Messico, Medio Oriente, Cina, Sud Est Asiatico.

La società si è accreditata presso diverse istituzioni pubbliche e ministeri anche esteri, associazioni di imprenditori e camere di commercio italiane nel mondo. Tra i clienti della società vi sono le principali multinazionali nel campo del gas e del petrolio.

Se l’offerta Pardi sarà la migliore presto gli elicotteri voleranno anche dall’aeroporto di Pescara.