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Isolatori sismici L’Aquila: Cassazione ribalta sentenza, Dolce assolto

Unico ad essere giudicato con rito abbreviato

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Sisma L'Aquila: processo isolatori: Appello conferma condanna a Dolce

Mauro Dolce




L’AQUILA. Sentenza di annullamento, senza rinvio, per non aver commesso il fatto. Cosi' ha deciso la Sesta sezione della Corte di Cassazione nei confronti della posizione del professore Mauro Dolce che nel processo sugli isolatori sismici all'Aquila e' stato l'unico ad aver chiesto di essere giudicato con rito abbreviato.
Infatti - riferisce una nota del Dipartimento della Protezione civile -, «consapevole della totale correttezza del suo operato, ha scelto di essere immediatamente giudicato piuttosto che seguire le piu' lunghe procedure del processo ordinario, attualmente in fase di svolgimento in primo grado».
La sentenza della Cassazione «pone fine alla vicenda che ha riguardato il professore Dolce giungendo a quanto il Dipartimento della Protezione Civile ha sempre auspicato - conclude la nota -: accertare quanto prima la verita' dei fatti e, quindi, la totale estraneita' del professore al reato di frode nelle pubbliche forniture per cui e' stato imputato».
Nel 2013 Dolce era stato condannato ad un anno di reclusione dal giudice del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella.
Dolce, oggi consulente del capo dipartimento della Protezione Civile, è stato, dal 2009 al 2012,responsabile unico del progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili), piano che prevedeva la costruzione di abitazioni provvisorie, destinate ai terremotati aquilani, realizzate con criteri di protezione dai terremoti, di innovazione tecnologica e risparmio energetico.
Per la fornitura degli isolatori sismici, cioè di quei dispositivi da installare nelle palazzine del progetto CASE per proteggerle dalle conseguenze delle scosse di terremoto, fu indetta una gara di appalto: la gara fu vinta dalle società Alga Spa di Milano e dalla padovana Fip Industriale Spa, che fornirono quindi i 7300 isolatori sismici installati sotto le piastre di cemento armato nei 185 edifici del Progetto C.A.S.E.
La vicenda giudiziaria relativa a questi isolatori ebbe inizio dalla denuncia di un dirigente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e da una lettera della società Tis Spa, azienda esclusa dalla gara d'appalto per la fornitura degli isolatori. Nella sua lettera la TIS denunciava l'utilizzo di una nuova tipologia di isolatori sismici non ancora sufficientemente sperimentata in Italia ma «imposta sul mercato come unica soluzione possibile».
Una perizia disposta in seguito dalla Procura della Repubblica de L'Aquila segnalò «criticità sostanziali ai fini della sicurezza e del funzionamento» in circa 200 isolatori sismici forniti dalla società Alga, tanto che i periti del tribunale ne auspicarono «un intervento di sostituzione», sostenendo inoltre che quasi 4.900 dispositivi realizzati da Alga Spa presentavano «materiali diversi da quelli offerti in gara», seppur con prestazioni in linea con quanto richiesto.


Nove isolatori a campione furono quindi sottoposti a test nei laboratori di Torino, Alessandria e San Diego (California): dai test sarebbero emerse anomalie e un isolatore si sarebbe addirittura rotto.
Adeso bisognerà attendere le motivazioni della Cassazione per capire cosa abbia convinto i giudici per una pronuncia di assoluzione.