FEDE E AMBIENTE

Arcivescovo Forte: «Abruzzo ha bisogno di una società ecologicamente piu' responsabile»

«Nei programmi elettorali ci sia tutela ambiente»

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Arcivescovo Forte: «Abruzzo ha bisogno di una società ecologicamente piu' responsabile»

Bruno Forte

SULMONA. Individuare un punto di incontro tra salute alimentare e rispetto dell'ambiente.

Questo il filo conduttore della prima giornata del congresso nazionale "Dall'ecologia dell'uomo all'ecologia dell'ambiente" che ha preso il via questa mattina a Sulmona nella sala congressi del centro pastorale diocesano e che si concluderà domani.

Oltre 200 professionisti provenienti da tutta Italia si confronteranno su temi fondamentali come etica, ambiente, salute alimentare e sostenibilità.

Ad aprire i lavori Francesco Fagnani, presidente dell'associazione scientifica Alba di L'Aquila, che organizza il congresso nazionale in collaborazione con Società Italiana di medicina veterinaria e preventiva, diocesi di Sulmona-Valva, Sulmona solidale e Fondazione Carispaq, che ha introdotto il tema dell'enciclica di papa Francesco "Laudato si", a seguire la lectio magistralis di monsignor Bruno Forte, teologo e arcivescovo di Chieti-Vasto.

Il congresso nazionale, infatti, nasce dal premio Alba che lo scorso anno è stato consegnato dall'associazione a Papa Francesco.

«Il capitale straordinario dell'Abruzzo e' il suo ambiente» ha spiegato monsignor Forte richiamando tutti a rivedere i propri stili di vita «eppure lo scorso anno una zona di mare è stata dichiarata non balneabile. La scandalosita' del fatto dimostra che una terra così straordinariamente bella e' stata ferita e violentata, quindi è necessaria maggior vigilanza e una società ecologicamente più responsabile. È necessario limitare in modo importante» ha sottolineato «l'utilizzo di energie non rinnovabili in quanto la crisi ecologica e' una crisi antropologica e da parte della politica c'è una costante disattenzione verso le tematiche ambientali. È, invece , fondamentale aprire un dialogo perché il pianeta e' la patria di tutti e l'umanità è una famiglia unica».

Infine monsignor Forte ha lanciato un appello ai candidati sindaci affinché inseriscano nei loro programmi elettorali proposte dedicate al rispetto e alla tutela dell'ambiente.

Tra i temi approfonditi nella prima giornata quello dello spreco alimentare e della necessità di limitarlo. »Nel mondo» ha spiegato Nicoletta Proietti, del direttivo di Alba «ogni anno si spreca un miliardo e 300 mila tonnellate di cibo, ovvero un terzo della produzione globale alimentare, dati impressionanti che fanno riflettere soprattutto alla luce del fatto che, sulla Terra, una persona su 9 soffre la fame».

Da sottolineare anche i dati relativi al consumo di acqua: per produrre un kg di verdura servono 325 litri di acqua, per un kg di pasta 1.696 litri e per un kg di carne bovina 15.500 litri.

«È fondamentale» ha aggiunto il professor Giuseppe Fatati, nutrizionista, diabetologo e presidente nazionale della Fondazione Adi (associazione di dietetica e nutrizione clinica) «puntare sulla alimentazione mediterranea e sulla sostenibilità alimentare rivedendo come, nelle varie epoche storiche, è stato superato il problema di sfamare la popolazione attraverso il cambiamento delle abitudini alimentari. Il passato ha molto da insegnare. Nella Napoli del Seicento c'era un grande consumo di carne, poi con l'aumento del numero dei residenti si diffuse il consumo di maccheroni e cacio, una pietanza ricca di carboidrati e proteine la cui produzione, però, aveva un impatto ambientale diverso da quella della produzione di carne e era anche meno costosa».