DIROTTAMENTI

Ritardi per nebbia? L’avvocato si arrabbia e chiede i danni a Ryanair

Il volo atterra a Roma e non ad Ancona e il viaggio dura più di 6 ore

Redazione Pdn

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Ritardi per nebbia? L’avvocato si arrabbia e chiede i danni a Ryanair

PESCARA. Disagi, ritardi e cancellazioni, tra mercoledì sera e giovedì mattina, all'aeroporto d'Abruzzo, a causa della nebbia delle ultime ore.

In particolare, nella tarda serata di ieri non sono potuti atterrare i voli Ryanair e Alitalia provenienti da Bergamo e Linate; dopo aver atteso 'in holding' su Pescara, i velivoli sono stati dirottati rispettivamente a Ciampino e Fiumicino e i passeggeri sono stati fatti rientrare in Abruzzo in pullman arrivando a destinazione quasi alle 4 del mattino.

Stamani, invece, per mancanza del velivolo, è stato cancellato il volo Alitalia Pescara-Milano Linate, mentre il collegamento Ryanair Pescara-Bergamo è decollato con circa quattro ore di ritardo; di conseguenza, ritardo analogo anche per il Bergamo-Pescara.

E dei disagi per causa nebbia ne sa qualcosa l’avvocato Massimo Cirulli che, partito mercoledì sera da Orio al Serio alle 22.05 con volo Ryanair è arrivato a Pescara alle 3.45, su un autobus e passando per Roma.

Alle 22.30, racconta Cirulli, il pilota ha annunciato che, a causa della nebbia presente sullo scalo di destinazione,  il volo sarebbe stato dirottato a Roma Ciampino, dove infatti è atterrato alle 23.35.
«Non è stata esternata la ragione per la quale si è preferito l'aeroporto di Ciampino a quello di Ancona Falconara, benché più prossimo a Pescara», dice con titubanza Cirulli che ha inviato un reclamo alla società per chiedere il rimborso del biglietto e il ristoro di 250 euro previsto dal regolamento Ce.

In aeroporto Cirulli, in compagnia di altri 150 passeggeri, racconta di non aver ricevuto alcun tipo di assistenza da parte del personale Ryanair «in violazione del regolamento CE n. 261/04, che in tal caso riconosce al passeggero il diritto a due chiamate telefoniche, cibi e bevande a spese del vettore».

Niente di niente ma passeggeri lasciati praticamente soli.
Un dipendente della società di gestione dell'aeroporto ha informato i passeggeri che sarebbero stati trasportati a Pescara con un autobus, sul quale sono stati imbarcati effettivamente all’1 di notte, per poi arrivare a destinazione alle 3.45.

Un viaggio estenuante  e fastidioso perché condito dalla totale assenza di assistenza.

«Poiché l'arrivo del volo a Pescara era previsto per le ore 23.20, il ritardo supera quattro ore», scrive Cirulli nel reclamo inviato alla compagnia aerea.

«La nebbia non rientra tra le cause di esonero della responsabilità del vettore, non integrando causa di forza maggiore:  trattasi di evento tipico e perciò prevedibile. La Vostra responsabilità deriva, comunque, dall'omissione dell'assistenza legalmente dovuta al passeggero in caso di ritardo. La Vostra compagnia si è distinta per la colpevole disattenzione nei confronti dei passeggeri, che sbarcati dall'aeromobile a Fiumicino non hanno ricevuto dal Vostro personale neppure le informazioni del caso.  Ho pertanto diritto al rimborso del biglietto e all'indennità di euro 250 prevista dal citato regolamento, salvo il maggior danno che mi riservo di indicare».

La compagnia verserà quanto dovuto? Cirulli mette a disposizione degli sfortunati compagni di viaggio il reclamo che lui stesso ha spedito a Rayanair ma specifica che non intende promuovere una causa collettiva per mancanza di tempo.

Per il momento bisognerà aspettare per sapere se il vettore irlandese ha accolto le richieste di Cirulli che avrebbe desiderato che  al tavolo romano Ryanair promettesse formalmente di riconoscere a tutti i passeggeri l'indennizzo che loro spetta.

E poi qualche dubbio sullo scalo pescarese l’avvocato Cirulli lo lancia: «possibile che basti un po' di nebbia per impedire ad un aereo di atterrare? Ma non esiste un sistema di volo strumentale? Mi era successo nel 1990, al rientro da Linate su un volo Alitalia, di essere dirottato ad Ancona».