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Sanità. M5s lettera aperta: «fermare il project financing con Maltauro»

Operazione troppo costosa per costruire il nuovo ospedale di Chieti

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Sanità. M5s lettera aperta: «fermare il project financing con Maltauro»

ABRUZZO. «Non c’è la necessità di ricorrere ad un privato che ha costi aggiuntivi senza dare nulla in più», che tradotto suonerebbe: “ perché spendere molto ma molto di più per avere un’opera che potrebbe costare molto meno?”  

Si è tenuta ieri  mattina, presso la sede del Consiglio Regionale di Piazza Unione a Pescara, la conferenza stampa indetta da Sara Marcozzi M5S che ha segnato un nuovo capitolo sulla questione del Project financing per l’ospedale di Chieti. Il consigliere 5 stelle  fa arrivare direttamente sulla scrivania degli attori coinvolti nell'oneroso progetto una lettera aperta.

La missiva, inviata a tutta la Giunta, alla dirigenza della Regione Abruzzo e della  Asl Lanciano Chieti e la Asr e al Nucleo di Consulenza dei Servizi di Pubblica Utilità del MISE  invita a bloccare una volta per tutte la scelta di ricorrere al Project Financing per la costruzione della nuova struttura ospedaliera, consentendo un sostanzioso risparmio per le casse della Regione,  quindi degli abruzzesi.

Senza giri di parole Marcozzi sottolinea tutte le criticità e i possibili danni erariali di una simile manovra. A fronte di questo nuovo atto, da parte del M5S, si segna un netto punto di svolta nella storia di questo progetto, che già aveva subito un forte scossone dopo la conferenza stampa in cui il M5S ha sottolineato nel dettaglio i costi onerosi e l’inadeguatezza di una scelta che costa il triplo ma non porta nessun beneficio in più al servizio sanitario abruzzese.

«Mi auguro che il Presidente blocchi  definitivamente il processo di affidamento» spiega Marcozzi «procedendo alla pianificazione, progettazione e costruzione del nuovo ospedale di Chieti escludendo il ricorso allo strumento della finanza di progetto».

Dal canto suo D’Alfonso nell’ultimo consiglio è stato chiaro ribadendo che lui parla per atti che sono poi quelli che contano e per i quali vuole essere giudicato come amministratore ed eventualmente apprezzato. Tre giorni fa, intanto, si è tenuta l’ultima riunione tra tecnici, Regione, Asl di Chieti, ed esponenti della Maltauro per fare il punto sulla situazione ma soprattutto per assicurare subito il primo risultato che è quello di riconoscere di interesse pubblico il progetto piovuto dal cielo e materializzatosi dal nulla.

In sostanza pagarlo a chi lo ha realizzato, poi si vedrà come procedere per costruire l’opera che prevede necessariamente un appalto europeo. I dubbi sull’intera operazione però sono aumentati e circolano a mezza bocca e quello che sembrava un fronte compatto pare si sia almeno incrinato. Oltre ai documenti che D’Alfonso promuoverà e firmerà saranno anche i fatti a dire cosa succederà e se davvero la Regione (come pare) ha intenzione di pagare il progetto a Maltauro e se l’ospedale nascerà davvero sotto il regno di D’Alfonso e con la formula stabilita e se, soprattutto, sarà terminato nei termini previsti.

La strada è in salita e che qualcosa sia cambiato e che si voglia preparare il terreno lo dimostra anche il fatto che anche la Regione sembra evidenziare tutti i vari passi che bisognerà superare.

                                                                                             

E così a Marcozzi risponde Camillo D’Alessandro che spiega come «la delibera di Giunta regionale n. 133 del 4 marzo, con la quale si e' dato avvio per la successiva dichiarazione di pubblica utilita', condiziona la conclusione a verifiche di merito che garantiscono un'istruttoria attenta sul piano economico-finanziario e sui contenuti dell'offerta. Entro aprile la Asl di Chieti definira' eventuali rilievi, integrazioni e modifiche alla proposta iniziale; solo successivamente vi sara' la dichiarazione formale di pubblico interesse, e solo dopo questi passaggi si potra' indire la gara d'appalto che stabilira' chi del libero mercato eseguira' i lavori previsti in progetto».

D'Alessandro, che parla in qualità di coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale, spiega che al di la' delle lettere e delle conferenze stampa «la Giunta si e' gia' autodeterminata con la delibera adottata a verificare puntualmente merito e costi: a differenza del 'partito del no a prescindere', noi non facciamo parte del 'partito del si' a prescindere' ma di quello del merito, cioe' di entrare nel merito delle questioni per fare in modo che la piaga del rinviismo - che ha ucciso investimenti e lavoro nel tempo - possa essere superata dal buon fare, che poi significa buon governo».

Non è convinta Sara Marcozzi che replica: «è assai curioso vedere come l’unico a rispondere al Movimento 5 Stelle in merito al Project Financing dell’ospedale di Chieti sia Camillo D’Alessandro, uno dei pochi a cui la missiva a mia firma non era indirizzata: il consigliere D’Alessandro, infatti, non è Presidente della Giunta, non è assessore alla Sanità, non è componente della Giunta, non è Sottosegretario alla Presidenza, né tantomeno dirigente della Regione o della Asl.  Deduco, inoltre, dalla “risposta automatica” di D’Alessandro che lo quest’ultimo pare non avere la minima consapevolezza del Project Financing in questione, né delle precise contestazioni che il M5S ha mosso, elencato, enumerato e rappresentato con la piena contezza del progetto e dei numeri. Numeri che, già a una prima lettura dei documenti, avrebbero dovuto indurre la Giunta a desistere dal progetto».

Le posizioni sono chiare ed anche i costi e le modalità proposte per questa mega operazione finanziaria ed edilizia lo sono.

OSPEDALE MALTAURO. LA LETTERA DI MARCOZZI M5SLetter