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Taglio pini Pescara: nuova bocciatura della Soprintendenza, Alessandrini va al Tar

Il dubbio resta: quegli alberi sono davvero pericolosi?

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Taglio pini Pescara: nuova bocciatura della Soprintendenza, Alessandrini va al Tar

PESCARA. Nuova bocciatura della Soprintendenza all’operato dell’amministrazione Alessandrini.

Dopo il no al Ponte del Cielo e al restyling dello stadio Adriatico arriva lo stop anche al taglio degli alberi di viale Regina Margherita.

E il sindaco Marco Alessandrini non l’ha presa affatto bene tanto che ha subito annunciato un ricorso al Tar.

Per il momento il primo cittadino incassa quest’ennesima batosta, tra l’altro su lavori che mai sono stati comunicati alla Soprintendenza perché dal Comune non è stato ritenuto necessario. Ma chi ha sbagliato? I tecnici comunali? Sarà probabilmente il Tar a decidere ed eventualmente promuovere l’operato dall’amministrazione comunale che comunque sta portando avanti una operazione tanto contestata ed è riuscita a guadagnarsi in poche ore anche il soprannome di Attila.

Ieri mattina quando sono arrivati gli operai incaricati del taglio degli alberi c’erano ad aspettarli alcuni ambientalisti capeggiati da Loredana Di Paola del Forum dell’Acqua che tramite Facebook aveva gridato all’«albericidio».

Poco dopo è arrivato gli operai hanno fatto marcia indietro. Si è dunque scoperto dello stop della Soprintendenza che tramite la direttrice Maria Giulia Picchione ha spiegato che gli interventi non sono mai stati autorizzati dalla Soprintendenza sebbene rientrassero pieno titolo tra quelli da assentire ai sensi dell'art. 21 del Codice dei Beni Culturali (D. Lgs. 42/2004) in quanto viale Regina Margherita rientra tra i beni tutelati ex lege.

Doccia fredda per Alessandrini che ha subito indetto una conferenza stampa per annunciare un ricorso al Tar e per fare «una operazione di onestà intellettuale, contro le polemiche sterili, perché nostro interesse è tutelare l'incolumità delle persone, per aver eliminato delle piante pericolose che verranno sostituite - ha detto Alessandrini - Noi non siamo degli insopportabili Attila, ma abbiamo fatto la fotografia del reale, ci addolora abbattere degli alberi, ma doverosamente li sostituiremo, in un'opera di riqualificazione ambientale che prevede anche delle piste ciclabili».
Alessandrini ha ricordato che non è la prima volta «che non andiamo d'accordo» con la Soprintendenza e ha contestato l'aver applicato il vincolo paesaggistico su viale Regina Margherita, «cosa che i nostri uffici hanno vagliato e scartato. A Pescara ci sono solo 6 alberi monumentali e non sono a viale Regina Margherita».

2 MILIONI PER PREMI ASSICURATIVI

A quanto si è appreso la situazione del verde pubblico a Pescara non è delle migliori, e il comune paga circa 2 milioni l'anno per i premi assicurativi dovuti ai risarcimenti stradali.

L'assessore Laura Di Pietro ha spiegato che «per sostituire tutti gli alberi pericolosi servono 50 mila euro, e quindi mi auguro che anche le opposizioni facciano una battaglia per farle inserire nel bilancio. Anche per noi è stato un colpo al cuore quel taglio dei pini - ha proseguito - se fossero stati sani sarei stata la prima ad incatenarmi alle piante. D'ora in poi apriremo un dialogo anche con gli ambientalisti».

IL TECNICO

Alla luce di questa situazione «abbiamo chiesto a un tecnico competente e terzo di analizzare le alberature a rischio, per conoscere la situazione e fare prevenzione, operazione mai effettuata a Pescara», ha spiegato Alessandrini.

«Il tecnico individuato non è una persona di “prima esperienza”, Carlo Massimo Rabottini ha fra le ultime consulenze anche quella per il Tribunale di Roma, dove il 3 marzo scorso la caduta di un pino sulla Laurentina ha provocato la morte di due persone e il ferimento di un’altra. Bene da uno stralcio della relazione che ci renderà una volta completata, sappiamo che su via Regina Margherita dei 240 alberi censiti (sono stati esclusi quelli con diametro sotto i 20 centimetri), 19 sono stati definiti pericolosi e da sostituire in modo “immediato” e “urgente”, perché possono arrecare danni a cose e persone, sono il 7 per cento. Volando oltre le polemiche, riflettiamo sul fatto che se è vero che gli alberi sono una bellissima forma di arredo urbano, è anche vero che le piante non possono essere lasciate senza manutenzione, questo è un caso di prevenzione connessa a una operazione di riqualificazione urbana: non solo gli alberi torneranno sulla via, ma via Regina Margherita avrà presto una nuova veste con piste ciclabili e mobilità sostenibile, cose che abbiamo avuto modo di condividere con strumenti di democrazia partecipata, per trovare la miglior soluzione progettuale possibile presentando in loco il progetto di riconnessione delle piste ciclabili cittadine». 


MA IL RISCHIO C’è DAVVERO?

Ma proprio Di Paola ieri mattina dopo aver parlato con i tecnici incaricati di redigere la relazione sul taglio ha scoperto che le piante a rischio in realtà non sarebbero pericolose ma solo un costo per l’amministrazione che ha già le casse vuote.

Di Paola ha infatti intuito che si tratta di una rottamazione di alberi "maturi" con qualche problema (causato da incuria), con una aspettativa di vita di una ventina di anni minimo («pare poco!») se pero' si fa manutenzione seria e monitoraggio ogni paio d'anni; di qui la decisione di abbatterli per sostituirli con alberelli "giovani" che per un po' non daranno problemi (economici).
«Come se condannassimo a morte gli anziani con qualche acciacco perché non abbiamo i soldi per curarli», denuncia Di Paola.

Tra l'altro pare che l'analisi fatta su questi alberi non sia completa ma si basi soprattutto su quella "visiva".

E non è un particolare di poco conto se si considera che manca l'analisi topografica per vedere lo stato delle radici (costerebbe troppo anche questo). Insomma nessun pericolo imminente, garantisce Di Paola.

«Ho appreso inoltre da fonti comunali che per la ripiantumazione il settore del verde non ha neanche un euro. Il budget 2016 ammonta a soli 400 mila euro di cui 270 destinati allo sfalcio e 130 alle potature.
Sindaco Alessandrini e vicesindaco Del Vecchio, ora come la mettiamo?»

Si rischia dunque di tagliare gli alberi vecchi e malandati e non avere soldi per quelli nuovi.

CONFESERCENTI: «SUBITO VIABILITA’ ALTERNATIVA»

Ma in queste ore a far discutere è anche la organizzazione del traffico in prossimità del cantiere: decine di negozi infatti sono praticamente irraggiungibili e di clienti se ne vedono veramente pochi.

Per questo il presidente di Confesercenti Raffaele Fava ed il direttore Gianni Taucci sono molto preoccupati. «Chiudere l’accesso a decine di attività economiche è una vera follia che solo certa burocrazia statale può immaginare di porre in atto. Il Comune immagini subito una mobilità alternativa o i commercianti e gli esercenti sono pronti a bloccare i cantieri in centro».

a.l.