GRAN ROTTURA

Pescara, ancora una condotta rotta. «Feci in mare per 24 ore»

L’allarme dell’associazione di Fiorilli e il Comune tace

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Pescara, ancora una condotta rotta. «Feci in mare per 24 ore»

PESCARA. Domenica pomeriggio si è rotta una condotta fognaria sulla golena sud, per ventiquattro ore i liquami sono stati sversati direttamente nel fiume Pescara, ovvero nel mare, specie dopo lo spegnimento delle pompe di sollevamento.

A parte l’ennesimo guasto c’è da rivelare che per l’ennesima volta né il Comune di Pescara né tantomeno l’Aca, hanno ritenuto opportuno e giusto ufficializzare tempestivamente la problematica, limitandosi, l’Aca, a liquidare l’episodio con quattro righe solo a conclusione delle opere di ripristino.

Proprio l’Aca, infatti, annuncia il completamento dei lavori e «un modesto sversamento di reflui nel fiume in corrispondenza del parcheggio comunale della golena sud».

Le operazioni di scavo iniziate già nella serata di domenica, sono proseguite per tutta la giornata di ieri. Alle 22 di domenica si è ritenuto opportuno spegnere gli impianti di sollevamento fognario Bardet1, Bardet2 e golenale sud per ridurre la fuoriuscita dei reflui e permettere la prosecuzione dei lavori di scavo che sono andati avanti per tutta la notte di domenica e la giornata di ieri con estrema difficoltà a causa della presenza di un blocco di ancoraggio in calcestruzzo che ricopriva la tubazione proprio in prossimità del punto di rottura. Rottura che è stata poi riparata con interventi di saldatura

Inoltre sempre ieri l'Aca ha anche provveduto a collegare il pozzetto di intercettazione del collettore fognario di via Gran Sasso e quindi da ieri tutti i reflui fognari saranno caricati con gli autospurgo e inviati al depuratore evitando lo sversamento nel fiume. Il trasporto durerà finché la rete non sarà collegata definitivamente all'impianto di sollevamento del Dk15.

Perplessi e preoccupati Berardino Fiorilli e Armando Foschi dell’associazione ‘Pescara Mi Piace’ che contestano «una gestione tanto superficiale della vicenda in una città che da un anno sta vivendo una drammatica emergenza balneazione, determinata proprio dalla continua rottura delle condotte fognarie».

I due pongono anche dei quesiti: l’Arta è stata tempestivamente informata del guasto? Ha eseguito dei campionamenti d’urgenza straordinari, consentiti e, anzi, obbligatori per legge, per verificare gli effetti di 24 ore di sversamento di reflui nelle acque? Sono state allertate tutte le Autorità competenti in materia?

La scorsa estate, in occasione di un identico episodio, verificatosi in via Raiale, è stato chiarito che in 17 ore si sono sversati nel fiume 30 milioni di litri di liquami e feci.

A questo punto Fiorilli e Foschi chiedono di sapere quanti litri di liquami sono finiti nel fiume in 24 ore.

«L’episodio odierno», chiudono i due, «ci convince, ancora di più, dell’urgenza di aprire un’indagine istituzionale sulla balneazione affidando l’intera vicenda a un Commissario tecnico, visto che né il Comune, né gli altri Enti convolti sono in grado di agire e operare a tutela della popolazione».