LA RETE BUCATA

Banda larga Abruzzo, 425 milioni e 12 anni di annunci e promesse

Ecco com’è oggi la situazione

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Banda larga Abruzzo, 425 milioni e 12 anni di annunci e promesse

ABRUZZO. Una montagna di soldi: ben 425 milioni di euro per la banda larga in Abruzzo. Soldi annunciati, rilanciati più volte, spesi, spesi male, mai spesi e persi chissà dove dal 2004 ad oggi. Un fiume in piena di denaro investito sì per la banda larga ma spesso usato anche come ‘specchietto per le allode’ in occasione di campagna elettorali, periodi caldi, o passerelle politiche.

L’infrastruttura più importante come internet veloce è ancora un miraggio in Abruzzo nonostante i primissimi annunci di grande regione tecnologica si ricordano fin dal 2000 quando la giunta Pace iniziò la spesa senza fine dei primissimi progetti “tecnologici” di rete. Parole, voti, propaganda e poco davvero è rimasto di tutte quelle opere che furono presentate in anticipo su molti ma poi inesorabilmente l’Abruzzo ha perso terreno finendo in fondo alla classifica delle regioni per il digital divide, territori dove è ancora molto difficoltoso navigare sul web (che è un po’ come se ci fossero ancora zone non coperte da acquedotto o energia elettrica).

Gli annunci non sono terminati e dopo gli annunci della primissima rete a 56k, è arrivata la banda larga per navigare più veloce ed oggi gli annunci proseguono con la banda ultralarga…

Ma quanto abbiano realmente fruttato sul territorio possono dirlo probabilmente solo i numeri ufficiali.

 Gli ultimi rilevamenti disponibili dicono che in Abruzzo la banda larga (velocità di connessione 2-20 Mbps) raggiunge l'89,8% della popolazione, ma i numeri crollano se si considera la banda ultra larga (almeno 30 Mbps).

In questo caso, infatti, meno del 10% (per la precisione il 9,5%) della popolazione (22,3% in Italia e 64% in Europa), con un digital divide pari al 90,5%, tra i peggiori del Paese dopo Molise, Trentino Alto Adige e Sardegna.

Ma anche in questo caso gli annunci per il futuro non mancano: sono 94, infatti, i comuni ricadenti in aree rurali che, grazie al progetto della Regione, tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017 potranno godere della banda ultra larga, con velocità di connessione compresa tra i 30 e i 100 Mbps. I lavori partiranno in estate.


I PRIMI ANNUNCI 12 ANNI FA

Di banda larga in Abruzzo si è cominciato a sentir parlare nel 2004 quando la regione era decisamente ancora molto indietro. L’ultimo annuncio, invece, solo qualche giorno fa

quando il presidente D’Alfonso ha illustrato  il nuovo e maxi investimento di quasi 100 milioni di euro, di cui 69 milioni 948 mila finanziati con delibera Cipe n. 65/2015, 19 milioni con fondi del Por Fesr 2014/2020 e 10 milioni 160mila con i fondi FESR della programmazione 2014/2020.

E questo accordo si aggiunge ai due precedenti interventi programmati per la banda larga, rispettivamente di 25 milioni e 9 milioni, frutto di rimodulazioni di risorse che consentiranno a imprese e cittadini abruzzesi di utilizzare internet veloce e diventare «così una regione più europea».

Volgendo indietro lo sguardo si parte dalla primavera del 2004. Telecom annunciò per la prima volta investimenti in Abruzzo ed in particolare nell’aquilano: ben 75 milioni di euro in tre anni. L'annuncio lo fece Maurizio Gasparri, all’epoca ministro per le Telecomunicazioni. In Regione governava il presidente dello stesso colore politico del ministro, Giovanni Pace.

Tra le iniziative messe in cantiere per l'Abruzzo anche la nascita di Infratel, società di Sviluppo Italia «che avrà il compito di realizzare la Banda larga in aree svantaggiate del Mezzogiorno».

Passò qualche mese e si tornò a parlare ancora una volta di banda larga per consentire «la trasmissione veloce attraverso Internet di immagini e informazioni».

Venne siglato un protocollo tra la Regione e Sviluppo Italia: c'erano Pace e l'amministratore delegato di Sviluppo Italia, Massimo Caputi.

Pace ringraziò il ministro Gasparri per l'impegno a favore dell'Abruzzo: «Grazie ministro», disse, «grazie di cuore per il finanziamento da 51 milioni di euro per realizzare la banda larga. Uno stanziamento essenziale per costruire l'autostrada del computer perché non è affatto giusto che per collegarsi a Internet, da Milano, serve solo qualche secondo mentre per connettersi dall'Abruzzo servono, in media, sette minuti».

A marzo dello stesso anno arrivò uno stanziamento di 7,9 milioni mila euro del Cipe a 21 comuni.

«Grazie alle fibre ottiche i collegamenti ad Internet saranno più veloci», venne garantito.

Due mesi dopo altra linfa vitale con l’annuncio di  8 milioni per i servizi alle imprese «che dovranno confrontarsi e competere con i mercati mondiali».

A luglio del 2005 ancora un annuncio a favore di internet:  900 mila euro di fondi europei per  la rete "senza fili" pronta a  sbarcare nella Val di Sangro.

«La Bt Albacom», riportarono le cronache dell’epoca, «realizzerà, su incarico dell'Agenzia regionale per l'informatica e la telematica (Arit), la rete in tecnologia wireless che collegherà venti Comuni della Val di Sangro. Il progetto consiste in collegamenti a banda larga per tutte le sedi comunali e dieci scuole, oltre a cinque "hot spot" pubblici inoltre la rete sarà interconnessa alla rete della Regione». Il tutto, come detto, per un importo che si avvicina ai 900mila euro finanziato dal fondo europeo.

 

IL PIANO DA 20 MILIONI

Dopo una prima pioggia di milioni e un periodo di stallo nel 2007 ricominciarono gli annunci e gli investimenti importanti. E’ febbraio quando un piano da 20 milioni di euro conquistò le pagine dei giornali. Soldi importantissimi per «dare una prima spinta al progetto di modernizzazione e velocizzazione della rete Internet in Abruzzo. L'investimento porterà entro la fine dell'anno alla realizzazione del collegamento in rete su banda larga delle quattro province abruzzesi e della sala operativa chiamata a gestirlo. Nello stesso tempo partiranno i lavori per le opere necessarie all'estensione del collegamento internet su banda larga ai quattro comuni capoluogo».

Questi erano  i primi passi Abruzzo Engineering, la società per azioni controllata dalla Regione che vedeva come partner il colosso internazionale Finmeccanica.

Dieci milioni di euro saranno utilizzati per le infrastrutture, si spiegò, la restante parte per installare nella rete sistemi operativi, primo fra tutto quello per il monitoraggio del territorio per finalità di sicurezza e protezione civile.

«Le ricadute saranno una elevazione della qualità e rapidità della Pubblica Amministrazione ed una offerta di servizi innovativi alle Pmi», annunciò con soddisfazione il presidente ed amministratore delegato, Lamberto Quarta.

Passato l’inverno, passò pure la primavera ed in estate spuntò un maxi fondo da 350 milioni per l’Abruzzo dalla Ue di cui 10 per la banda larga.

A febbraio 2009 vennero annunciati altri 50 milioni per le aree montane.

«Dobbiamo perseguire innanzitutto, obiettivi qualitativi. Servono progetti affidabili, proposte credibili, nuove iniziative di sviluppo perché ci troviamo di fronte una sfida importante», disse l’allora governatore di centrodestra Gianni Chiodi.

Dicembre 2010: la Regione stanziò 300 mila euro per il pescarese e qualche mese dopo si puntò anche all’internet veloce nei paesi del Cratere sismico.

Trecentomila euro ai quali se ne sono aggiunti 70 mila, questi ultimi messi a disposizione dalla Regione. Obiettivo: portare la banda larga nei luoghi ancora sottoposti al digital divide, ossia non ancora coperti dalla connessione ad alta velocità, e che sono ricompresi nel Cratere: Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Cugnoli, Popoli e Torre de' Passeri.

A settembre 2011 l'Abruzzo incassò i fondi Fas: 611 milioni, e fummo l'unica regione, insieme al Molise, a non subire il taglio del 5 per cento. 

 

«INVESTITO MOLTO E MALE»

A maggio 2012 Chiodi tirò le somme con un giudizio impietoso: «purtroppo in Abruzzo si è già investito molto e male nella banda larga. Avevamo a disposizione 40 milioni di euro dall'Europa che sono stati sperperati dal carrozzone politico di Abruzzo Engineering, così alla fine il progetto è costato 110 milioni di euro ed è stato fatto davvero poco».  

A settembre per il completamento del Piano Nazionale Banda Larga, definito dal Ministero dello sviluppo economico, vengono stanziati 150 milioni di euro: la fetta maggiore (più di 27 milioni di euro) dovrà essere impiegata per la realizzazione della banda larga (per sveltire internet insomma) e di servizi digitali avanzati.

A Marzo 2014 ennesimo annuncio: «la Regione implementa la banda larga» e accordo con Fastweb per ampliare, gestire e manutenere l'anello in fibra ottica di proprietà della Regione, che «diventerà» così il «centro nevralgico» della connettività pubblica a banda ultra larga per tutte le sedi regionali. «La Regione Abruzzo crede nei temi dell'innovazione e non ha mai smesso di investire in servizi oltre che in infrastrutture», disse l'assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione.

A luglio dello stesso anno, con l’arrivo della giunta regionale di centrosinistra, ecco l’annuncio dell’internet superveloce nelle aree rurali: «la Regione investe 25 milioni»

E così la giunta regionale D’Alfonso, su proposta dell'assessore alle Politiche Agricole Dino Pepe, ha approvato, il progetto di estensione della banda ultra larga (velocità da 30 mbps) su gran parte del territorio rurale abruzzese. Si tratta di un investimento pari a 25 milioni di euro per “garantire la fornitura dei servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale”.

Ad Ottobre 2014 ennesimo punto della situazione: la Banda larga non arriva neppure nell'area considerata il "polmone economico" della regione, cioé la Val di Sangro. Alle imprese abruzzesi si chiede di essere competitive e di aprirsi ai mercati esteri, ma, di fatto, le attività produttive in molti casi sono prive degli strumenti essenziali che consentono di comunicare e di rapportarsi con gli altri Paesi secondo i tempi e la rapidità che la società digitale impone.

 

«TANTA STRADA DA FARE»

A dicembre D’Alfonso annuncia altri 100 milioni per la Banda larga: «verranno ad investire in Abruzzo le aziende Tim, Vodafone e Fastweb».

A marzo del rio annuncia 12 miliardi in tutta Italia un piano «per permettere finalmente anche all'Italia di fare la sua rivoluzione digitale».

A  maggio 2015 rispunta fuori ancora una volta il piano da 25 milioni per il web veloce in tutto l’Abruzzo (già annunciato da pepe un anno prima): banda larga nelle aree rurali di 94 comuni a sostegno delle imprese: lavori in due anni a partire da luglio.

A luglio D’Alfonso lo ribadisce e ci mette il carico: «Banda larga per tutti, finalmente i soldi ci sono». Ad agosto la regione pubblica pure un bando: 7 milioni e 350 mila euro di contributo pubblico per un progetto che dovrà coprire 174 comuni, più altri 95 con le opere già in corso per la banda ultralarga.

E navigando navigando a qualcuno è venuto il mal di mare, qualcun altro è naufragato nel mare si annunci. L’attrattività degli investimenti nella nostra regione e le molteplici crisi forse dipendono anche da tutto questo.

 
Alessandra Lotti