L'AMNESIA

Ex fonderia, da 6 anni si aspetta bonifica. Comune acquisisce le carte

L’attuale sindaco sostiene di non conoscere la vicenda

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Ex fonderia, da 6 anni si aspetta bonifica. Comune acquisisce le carte

SAN GIOVANNI TEATINO. Dopo la denuncia del Movimento 5 Stelle sull’ex Fonderia, una vera e propria bomba ecologica al centro di San Giovanni Teatino, l'attuale amministrazione comunale fa dietro front dicendo che non conosceva la perizia ambientale effettuata dal Tribunale di Chieti.

Dal documento si evince chiaramente che sui terreni e nelle falde acquifere si parla di criticità dopo i rilievi effettuati, da laboratori certificati, in cui si evidenzia la presenza di superamenti delle cosiddette concentrazione soglia contaminazione (C.S.C.) di una serie di idrocarburi pesanti e metalli quali arsenio e zinco.

«Eppure», ricorda Mario Cutrupi, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, «hanno subito detto che ci sbagliavamo. Come con Ersi- Aca, con la piscina, con il museo. 
Siamo stati accusati di non saper leggere la perizia, ora però dal Comune dicono acquisiranno il documento».

Sono passati 6 anni da quando il perito del Tribunale di Chieti, facendo riferimento a leggi in materia e alla loro applicazione, diceva di attivare immediatamente le operazioni di bonifica, visto che in quella zona sono presenti arsenico, zinco, amianto deteriorato, polveri di fonderia potenzialmente pericolose per la salute pubblica, che trasportate dal vento vengono respirate in tutta la città. Da anni la perizia, che rappresenta una vera analisi ambientale, denunciava che le falde acquifere erano a rischio e che dovevano essere rimossi tutti i fusti interrati e pieni di sostanze pericolose.
Il Comune dice di non conoscere la perizia quando lo stesso tribunale a causa delle evidenti contaminazioni dice di comunicare a Comune, Provincia e Regione il documento a e di attuare misure di sicurezza e messa in prevenzione d’emergenza entro le 24 ore dalla comunicazione.

«Sono passati invece 6 anni», insiste Cutrupi, «e da quel giorno l’area non ha subito alcuna bonifica. Però, la cosa strana è che il precedente sindaco, Caldarelli, in un incontro pubblico, ha dichiarato di aver letto la perizia dove si parla di arsenico ed altri veleni. Ha anche detto di essersi impegnato, in prima persona, nel cercare un compratore di quell'area. Qualcuno dovrebbe spiegargli che a quel tempo lui era sindaco, primo responsabile della salute pubblica con obblighi di legge ben precisi. Come mai nonostante l’accuratezza dei rilievi forniti dal Tribunale al Comune non è bastato per procedere?»
L’esponente del Movimento 5 Stelle di chiede: ma se l'allora sindaco Caldarelli conosceva la perizia, come fa l'attuale sindaco Marinucci a dire non sapere nulla?
«Non è nostra intenzione spaventare la cittadinanza, ma di occuparci di una situazione grave presente in città e che riguarda la salute di tutti noi, ma che purtroppo viene rimandata e sottovalutata da troppo tempo», chiude il candidato sindaco.

Perizia Fonderia Tribunale Chieti