GLI SVILUPPI

Il questore ai poliziotti: «nessun trasferimento per l’investigatore Giancarlo Pavone»

L’azione sindacale chiarisce la situazione

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Il questore ai poliziotti: «nessun trasferimento per l’investigatore Giancarlo Pavone»

Paolo Passamonti

PESCARA. Dopo giorni di silenzio sulla vicenda e grazie alla forte azione di protesta e di solidarietà di tutti i sindacati e della cittadinanza, il questore di Pescara ha voluto incontrare questa mattina i segretari provinciali per chiarire la posizione dell’amministrazione e il “futuro professionale” dell’investigatore Giancarlo Pavone.

Quest’ultimo nei giorni scorsi era stato preso pesantemente di mira dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che durante un Consiglio regionale (senza mai farne il nome) gli aveva addebitato gravi colpe investigative.

Qualche giorno dopo si è appreso che a seguito di un post pubblicato su Facebook in cui proprio Pavone commentava in maniera negativa il comportamento di certi politici, il poliziotto sarebbe stato vittima di un procedimento disciplinare.

Il questore Paolo Passamonti, hanno riferito i sindacati, nel corso dell’incontro di questa mattina, ha riferito che sia la locale Procura della Repubblica che la Distrettuale dell’Aquila non hanno mai avuto dubbi sulla correttezza dell’operato della Squadra Mobile di Pescara e mai hanno censurato l’attività dell’investigatore anzi, la considerazione su quest’ultimo delle Procure Abruzzesi è tale che nei giorni addietro, la Distrettuale de L’Aquila ha fatto richiesta nominativa dell’investigatore per coinvolgerlo in un progetto pilota denominato “Crasi” (Attività di analisi sulle possibili infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post sisma) pur mantenendo il suo apporto per la conclusione delle delicate indagini in carico alla Squadra Mobile di Pescara.

Inoltre il questore ha assicurato ai sindacati che non è sua intenzione attivare alcun procedimento amministrativo volto al trasferimento di sede di servizio o di ufficio di Pavone.

«Rimane tuttavia il rammarico», commentano i sindacati, «per la totale assenza di presa di posizione da parte delle Istituzioni locali coinvolte anche indirettamente dall’attacco ingiustificato e privo di fondamento del Governatore D’Abruzzo, per le gravi accuse lanciate contro l’operato della Squadra Mobile di Pescara».

I poliziotti spiegano che gli opportuni chiarimenti in specifici incontri con le Autorità interessate, oltre che continuare a portare avanti l’azione intrapresa di tutela legale della Polizia di Stato nelle opportune sedi.