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Giustizia: riforma dei giudici onorari, 250 a rischio in Abruzzo

Movimento 6 luglio, se passa legge professionalità nel cestino

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PESCARA. «Se entrerà in vigore questa legge, finiranno nel cestino le importanti professionalità della magistratura onoraria, che a livello nazionale contribuisce a tenere in piedi il sistema della giustizia, considerando che i giudici onorari sono 6 mila, a fronte degli 8 mila togati. In Abruzzo, tra Got e Vpo, sono a rischio più di 150 persone, alle quali occorre aggiungere anche circa 100 giudici di pace».

Lo ha detto Federica Cavallo, portavoce nazionale del Movimento 6 luglio, sul disegno di legge appena approdato alla Camera che punta a riformare la magistratura onoraria.

«Il Governo preme affinché il ddl sia approvato senza modifiche, in quanto sostiene che non vi sia il tempo per una nuova lettura da parte del Senato, dal momento che il 31 maggio scade il termine di proroga dei giudici onorari di tribunale, dei vice procuratori onorari e dei giudici di pace - dice Cavallo - Si tratta di un'indebita pressione, in quanto è nella possibilità del Governo prorogare i magistrati onorari attraverso la decretazione d'urgenza. A differenza del passato, in occasione della Legge Stabilità 2016, è stato previsto un termine breve di proroga, proprio per sottrarre il ddl al compiuto esame del Parlamento - rimarca la rappresentante del movimento - Sostenendo che se il ddl non sarà approvato in tempo tutti i magistrati onorari decadranno, in realtà il Governo non indica una condizione obiettiva, ma pone una condizione dipendente dalla propria esclusiva volontà».

 Sotto accusa diversi aspetti della riforma: «Il ddl ha ampliato la competenza esclusiva dell'Ufficio del Giudice di Pace, in cui dovrebbero confluire tutti i Got, ovvero i giudici onorari attualmente in servizio presso i tribunali, con le medesime competenze dei giudici di ruolo. Per carenza di fondi, tuttavia, il ddl prevede che i Got siano impiegati nell'Ufficio del Giudice di Pace solo al quinto anno dopo l'entrata in vigore dei decreti attuativi e che la gran parte del contenzioso di cui si occupano attualmente i Got, tra cui il cento per cento delle esecuzioni mobiliari senza limiti di valore, d'ora in poi sia attribuito al Giudice di Pace».

 Per il Movimento 6 luglio le ricadute occupazionali sarebbero gravissime.

«All'indomani dell'approvazione del ddl - denuncia la portavoce - per quattro anni i Got saranno sottoccupati e sottopagati, mentre quelli impegnati nelle esecuzioni immobiliari saranno direttamente disoccupati». Cavallo, in conclusione, «invita la Commissione Giustizia della Camera ad esaminare attentamente il disegno di legge e gli argomenti offerti dal Movimento 6 luglio, e ad affermare la sovranità del Parlamento senza esitazioni».