L'INCHIESTA

Traffico di rifiuti nel centro oli Eni di Viggiano, cinque arresti

Provvedimenti cautelari anche a Chieti

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Traffico di rifiuti nel centro oli Eni di Viggiano, cinque arresti

Centro Oli Viggiano

 

POTENZA. Cinque funzionari e dipendenti del centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni - dove viene trattato il petrolio estratto in Val d'Agri - sono stati posti agli arresti domiciliari dai Carabinieri per la tutela dell'ambiente perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di "attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti".
   
   I Carabinieri hanno eseguito anche un'ordinanza di divieto di dimora nei confronti di un dirigente della Regione Basilicata. I provvedimenti cautelari - emessi dal gip del Tribunale di Potenza nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia - sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta. 

   Due decreti di sequestro sono stati eseguiti dai Carabinieri stamani nel centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni, con possibili conseguenze sulla produzione di petrolio in Val d'Agri, dove si trovano giacimenti di idrocarburi di interesse nazionale. Lo si è appreso da fonti investigative e sindacali. Interpellata, Eni non commenta e spiega che i legali del gruppo stanno analizzando la situazione: quando il quadro sarà completo verranno forniti commenti.

Il gruppo sottolinea di stare collaborando con la magistratura.

Come riporta il sito Basilicata24 l'inchiesta si è concentrata sulla gestione delle risorse petrolifere da parte di amministratori pubblici, imprese del settore e alcuni operatori economici. Dalle indagini sono emersi una serie di illeciti che sarebbero stati commessi durante l'esecuzione dei lavori di costruzione del Centro Oli di Tempa Rossa.

Ai domiciliari sono finiti Roberta Angelini, Vincenzo Lisandrelli, Antonio Cirelli, Luca Bagatti e Nicola Allegro, dipendenti dell'Eni. Un'ordinanza di divieto di dimora a Potenza, è stata invece eseguita a carico di Salvatore Lambiase, ex dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata. I carabinieri del Noe hanno sequestrato le vasche V560-TA-002 e V560- TM-001 asservite alla linea 560 del Cova-Eni di Viggiano e dell'impianto di trattamento e smaltimento, (depuratore di liquidi industriali), di pertinenza di Tecnoparco Valbasento Spa di Pisticci, nonché del Pozzo di reiniezione Costa Molina 2, gestito da Eni a Montemurro (Potenza).

In relazione al Centro Oli Tempa Rossa, a Corleto Perticara e gestito dalla Total, riferisce ancora Basilicata24 le indagini si sono concentrate sulle procedure di gestione osservate dagli amministratori comunali e sulle condotte illecite assunte da alcuni di costoro, spesso con il consenso di alcuni imprenditori. Figura centrale del percorso investigativo è apparso l'ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, che, per i magistrati, unitamente al suo predecessore Giovanbattista Genovese «aveva adottato un protocollo operativo di assoluta prevaricazione nei confronti delle imprese interessate ad ottenere l'aggiudicazione dei lavori per la realizzazione del Centro Olii».

  I due ex primi cittadini, sono considerati dagli inquirenti «autori di plurime condotte di concussione e di corruzione, con cui finivano col condizionare il rilascio delle necessarie autorizzazioni, richieste da imprese del settore petrolifero, all'assunzione di lavoratori e di manodopera, individuati secondo logiche di totale clientelismo che finivano col danneggiare l'equa distribuzione delle offerte di lavoro».