PROTESTA PERPETUA

Powercrop, Conferenza servizi slitta al 21 aprile

Spostamento deciso dalla Regione Abruzzo

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Powercrop, Conferenza servizi slitta al 21 aprile

Mario Mazzocca

ABRUZZO. La Regione Abruzzo ha rinviato la conferenza dei servizi sulla Powercrop prevista per la giornata di mercoledì al prossimo 21 aprile.

L’incontro è relativo alla richiesta di autorizzazione alla costruzione e all’ esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica da biomassa della potenza di 30 Megawatt e da fotovoltaico della potenza di 300 Kilowatt da realizzare nel comune di Avezzano da parte della Powercrop srl.

Lo spostamento è stato deciso per consentire a tutti i soggetti coinvolti il giusto approfondimento delle tematiche da trattare - anche alla luce dei contenuti dell'atto di indirizzo della Giunta Regionale il 22 marzo scorso.

Dalla lettura dello studio di Impatto Ambientale del progetto della Powercrop Wwf, Legambiente e amministrazioni cittadine hanno riscontrato numerose criticità e problematiche tecnico-scientifiche che dovrebbero portare a un rigetto all’autorizzazione per un inceneritore che brucerebbe 275.000 tonnellate di legno e le cui emissioni potrebbero creare «un grave danno ambientale, pesanti conseguenze negative sulla salute delle popolazioni del Fucino e dare un colpo mortale all’economia agricola e alle coltivazioni di prodotti ortofrutticoli di qualità».

«Chiediamo – dichiara Legambiente– che vengano valutati attentamente tutti gli aspetti critici di un eventuale insediamento della centrale PowerCrop e sia dato parere negativo al progetto. Non va dimenticato infatti che contro il progetto si sono già espressi il Comune di Avezzano e quello di Luco dei Marsi (il cui territorio è limitrofo all’area del progetto), l’Adunanza dei Comuni Marsicani, le Associazioni di categoria dei coltivatori (che si sono dichiarate contrarie alla centrale già dal 2009, ritirando la firma dall’Accordo di Riconversione), i Comitati di cittadini residenti sul territorio e le Associazioni Ambientaliste. È un insediamento che non vuole nessuno, salvo i proponenti, ed è ora di smetterla di gestire il territorio ignorando le scelte e le attese di chi lo abita».

«Per tutte queste motivazioni – conclude Walter Delle Coste, presidente del WWF Abruzzo Montano – un impianto con un così grave impatto ambientale ed economico non può essere autorizzato, meno che mai contro la volontà di coloro che dovrebbero vivere al fianco di un simile “mostro” per tutto il resto della loro vita».

Tra le contestazioni emerse dalle osservazioni ci sono l’impossibilità di reperimento della biomassa legnosa, il rendimento termodinamico molto basso, intorno al 25%, elevatissimi consumi di acqua (1 milione di mc l’anno), del tutto incompatibili con le necessità di approvvigionamento del comprensorio fucense, lo scarico delle acque necessarie alla produzione industriale (412.000 m3) nel Fosso 1 senza alcun trattamento di depurazione.

E poi ancora gli ambientalisti contestano problemi di natura idraulica, chimica, fisica e batteriologica al sistema irriguo dei canali della Piana del Fucino. «Il Progetto Powercrop è assolutamente incongruente con la politicaambientale regionale», insistono gli ambientalisti. «E, in ogni caso, la Valutazione di Incidenza è carente perché non ha preso in considerazione questainterconnessione tra le diverse aree protette e i vari corridoi ecologici».

  

«Le emissioni in atmosfera durante il normale esercizio dell’impianto produrranno un sicuro peggioramento della qualità dell’aria nel bacino del Fucino comportando ciò un significativo aumento del rischio per le popolazioni marsicane di formazione di tumori, già ampiamente esistente come dimostrato dai recenti studi effettuati in materia».